IL CAIRO - Si sono aperti i seggi in Egitto, dove i cittadini sono oggi chiamati alle urne per scegliere un nuovo presidente. Dal voto uscirà vincitore molto probabilmente l'ex capo dell'esercito, il generale Abdel Fattah al-Sisi. Il generale, 59 anni, ha guidato il colpo di Stato del 3 luglio dell'anno scorso e da allora è stato una figura di primo piano della politica egiziana. Suo unico rivale per la presidenza è il politico di sinistra Hamdeen Sabbahi, che nelle elezioni del 2012 era giunto terzo. Una parte significativa della popolazione egiziana è contraria alle politiche islamiste perseguite da Morsi nel suo anno da presidente e desidera il ritorno della stabilità politica dopo gli ultimi anni di conflitti.
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I due candidati hanno votato in mattinata. L'ex ministro della Difesa nominato dal deposto presidente islamico Mohammed Morsi ha votato al seggio di Heliopolis al Cairo. La televisione di Stato ha mostrato al-Sisi mentre si recava al seggio protetto da una schiera di guardie del corpo e accompagnato da una folla incitante. La zona era sorvolata da elicotteri militari. Lo sfidante Sabahi ha invece votato a Mohandiseen, quartiere di Giza al Cairo. Sempre a Heliopolis ha votato anche il presidente ad interim uscente Adly al-Mansour.
Le urne si chiudono alle 21. Si vota anche domani. Eccezionali le misure di sicurezza. L'Unione Europea, l'Unione Africana e la Lega Araba hanno inviato missioni di osservatori.
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I due candidati hanno votato in mattinata. L'ex ministro della Difesa nominato dal deposto presidente islamico Mohammed Morsi ha votato al seggio di Heliopolis al Cairo. La televisione di Stato ha mostrato al-Sisi mentre si recava al seggio protetto da una schiera di guardie del corpo e accompagnato da una folla incitante. La zona era sorvolata da elicotteri militari. Lo sfidante Sabahi ha invece votato a Mohandiseen, quartiere di Giza al Cairo. Sempre a Heliopolis ha votato anche il presidente ad interim uscente Adly al-Mansour.
Le urne si chiudono alle 21. Si vota anche domani. Eccezionali le misure di sicurezza. L'Unione Europea, l'Unione Africana e la Lega Araba hanno inviato missioni di osservatori.