Esteri

Usa, Casa Bianca rivela per errore l'identità del capo della Cia a Kabul

La gaffe durante la visita a sorpresa di Obama in Afghanistan: il nome inserito per una svista nella lista fornita ai giornalisti. Prima che quel nome fosse depennato, l'elenco era arrivato a migliaia di reporter e la cosa era stata segnalata su Twitter. Grande imbarazzo a Washington

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NEW YORK - Clamorosa gaffe dello staff della Casa Bianca che per errore ha reso nota l'identità del capo della Cia a Kabul, mettendo a rischio la sua vita e l'incolumità della sua famiglia. Una svista che ha conseguenze pesantissime: tanto per cominciare potrebbe rendere necessario il trasferimento del responsabile dell'ufficio dell'intelligence nella capitale afgana.

L'incidente è avvenuto in occasione della visita lampo in Afghanistan di Barack Obama. Il pool di giornalisti che segue ovunque il presidente americano ha diffuso via e-mail la lista delle persone che hanno partecipato al briefing prima dell'intervento di Obama davanti alle truppe nella base di Bagram. Nell'elenco fornito ai reporter dai funzionari della Casa Bianca compariva - insieme a quelli dell'ambasciatore Usa a Kabul, James Cunningham, e del capo delle forze americane in Afghanistan, il generale Joseph Dunford - il nome del "Chief of the Station", vale a dire il massimo responsabile della Cia a Kabul, a capo di un centinaio di agenti che operano in una delle zone più rischiose del mondo.

E' stato un giornalista del Washington Post, il corrispondente capo dalla Casa Bianca, ad accorgersi dell'anomala presenza di quel nome e a segnalarla agli uomini dello staff del presidente che, a quel punto, hanno tentato di porre rimedio divulgando una lista rivista e corretta. Lista da cui il nome venuto fuori per errore era stato depennato.

Ma oramai era troppo tardi: la e-mail che rivelava l'identità che sarebbe dovuta rimanere segretissima era arrivata a circa 6.000 giornalisti, quelli accreditati per ricevere i resoconti del pool al seguito di Obama. E, in tempo reale, la gaffe è stata anche segnalata su Twitter. Il pasticcio era fatto e ora crea grande imbarazzo alla Casa Bianca e alla Cia, che per il momento non commentano l'increscioso episodio.

"Si tratta di un raro esempio in cui un funzionario della Cia che lavora sotto copertura all'estero viene 'smascherato' dal suo stesso governo", commenta non senza ironia il Washington Post. Notando come l'unico precedente che si ricordi è quello di Valerie Plame, la ex 007 la cui identità fu rivelata di proposito dall'amministrazione di George W. Bush per screditare il marito, un ex ambasciatore fortemente contrario all'invasione dell'Iraq.