Esteri

Ucraina, Osce nel mirino: 4 osservatori liberati, persi contatti con altro gruppo

Ribelli annunciano rilascio del gruppo di osservatori fermato nei giorni scorsi ma altri quattro mancano all'appello. Mosca: Ucraina viola Convenzione di Ginevra su protezione civili. Intanto Kiev paga prima parte arretrati forniture gas a Mosca

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LUGANSK. Gli osservatori dell'Osce continuano ad essere nel mirino dei separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina, dove non si fermano gli scontri tra le forze di Kiev e i ribelli che vogliono l'unione con Mosca. Proprio mentre i filorussi annunciavano di aver liberato i quattro osservatori dell'Osce catturati nei giorni scorsi, l'organizzazione di Vienna ha comunicato di aver perso contatto con un altro gruppo di 4 osservatori e un interprete fermati da uomini armati nella città di Severodonetsk, 100 kilometri a nord di Lugansk.

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In mattinata il leader del Fronte popolare di Lugansk, Alexei Cmilenko, aveva comunicato di aver liberato il gruppo di osservatori fermato nei giorni scorsi e di cui si erano perse le tracce lo scorso martedì. Cmilenko ha spiegato che sono stati liberati "quando è stato appurato che sono rappresentanti dell'organizzazione internazionale e non agenti provocatori". Gli osservatori, un estone, un turco, uno svizzero e un danese, sono stati avvertiti dai miliziani che non "devono spostarsi se non accompagnati e con la documentazione adeguata". L'Osce tuttavia non ha ancora confermato la notizia rilanciata dai media locali.

Scontri continuano nell'est. Intanto gli scontri tra l'esercito di Kiev e i filorussi si fanno sempre più cruenti, dopo l'abbattimento ieri di un elicottero dell'esercito ucraino che ha causato la morte di 14 soldati. Il neopresidente dell'Ucraina Petro Poroshenko ha promesso che i responsabili saranno puniti. A Donetsk aumenta la tensione intorno all'aeroporto della città. I ribelli hanno lanciato un ultimatum alle forze di Kiev che controllano lo scalo della città: "Lascino il nostro territorio o li attaccheremo", ha affermato il premier separatista Alexander Borodai. Oggi il ministro della Difesa di Kiev Mykhailo Koval ha annunciato che una parte dell'est della regione di Donetsk e il nord della regione di Lugansk sono state "completamente ripulite" dagli insorti filorussi. Secondo il titolare della difesa, oltre 20 militari regolari sono rimasti uccisi nei combattimenti dopo il lancio dell'operazione contro i ribelli il 13 aprile. L'operazione proseguirà fino alla "normalizzazione della situazione", annuncia il ministro.

Mosca: Ucraina viola Convenzione di Ginevra.  Il presidente russo Vladimir Putin oggi è tornato a parlare della situazione in Ucraina. In una nota ha espresso "seria preoccupazione per il proseguimento della spedizione punitiva" nell'Ucraina orientale e auspica che "le nuove autorità mettano fine all'uso della forza contro la popolazione civile". Da Mosca arrivano altre accuse ai soldati di Kiev: il comitato d'indagine russo, nell'ambito di una inchiesta in corso, accusa le forze armate ucraine di violare la convenzione di Ginevra sulla protezione dei civili per l'uso di truppe e armamenti contro gli abitanti nell'est dell'Ucraina.

Ucraina paga prima tranche arretrati gas. Lo scontro in atto tra Russia e Ucraina vede un capitolo importante sul fronte delle forniture di gas, con Mosca che ha più volte minacciato di interrompere il flusso verso l'ex repubblica sovietica. Oggi il commissario Ue all'energia Guenther Oettinger ha annunciato che l'Ucraina ha effettuato un primo pagamento di 786 milioni di dollari degli arretrati per le forniture di gas russo, mentre i negoziati a tre tra commissione europea, Kiev e Mosca per sciogliere il nodo del gas russo all'ucraina, proseguiranno lunedì a Bruxelles.