Esteri

Allo stadio si prega con il Papa, Martinez: "Sarà una grande festa della fede"

Il presidente del movimento Rinnovamento nello Spirito parla della manifestazione religiosa in programma per due giornni all'Olimpico di Roma. Per la prima volta alla presenza di un pontefice: "Francesco, carismatico e centrato su Gesù"
di PAOLO RODARI

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ROMA - "Sarà un anticipo di Pentecoste, una grande festa della fede". Così Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito, commenta con Repubblica la 37/ma convocazione dello stesso Rinnovamento a Roma, allo Stadio Olimpico, domenica 1 e lunedì 2 giugno, sul tema "Convertitevi! Credete! Ricevete lo Spirito Santo! (cf At 2, 38-40). Per una Chiesa "in uscita" missionaria". Domani, dalle 17 alle 18.30, sarà presente anche Papa Francesco. La presenza di un Papa a una Convocazione del Movimento è un fatto storico e inedito. Inoltre, è la prima volta che un Papa entra in uno stadio, in uno dei luoghi simbolo della Capitale, per essere protagonista di un momento di spiritualità.

Martinez, esiste un legame particolare fra il Rinnovamento e la Compagnia di Gesù?
"C'è un'importante vicinanza dei gesuiti al Rinnovamento. Una vicinanza che nasce alla Pontificia Università Gregoriana nel 1972. Storicamente il primo gruppo di Rinnovamento in Italia nasce in Emilia Romagna, ma subito viene seguito da una serie di gruppi storici che si localizzarono a Roma, proprio alla Gregoriana, e poi in molte città italiane. L'opera di diffusione dell'esperienza fu supportata dalla riflessione teologico-pastorale di eminenti teologi quali padre Domenico Grasso - "Il grande padre della catechesi", mi disse un giorno lo stesso Papa Francesco -, padre Francis Sullivan, padre Carlo Maria Martini e altri teologi di gran fama. I gesuiti furono come dei padri "legittimatori" della nostra esperienza, principalmente a motivo di una profonda vicinanza ideale e spirituale. Penso all'esercizio del discernimento, al distinguere fra bene e male. Il Papa ha nelle sue corde questa arte di interrogare e provocare scelte alla luce del Vangelo. Così possiamo affermare di avere un debito di riconoscenza verso i gesuiti che per primi ci hanno supportato".

Vi ritenete portatori di una novità nella Chiesa?
"Non siamo una nuova esperienza nella Chiesa e neppure un nuovo carisma. Infatti, non abbiamo fondatori. Il nome "Rinnovamento nello Spirito Santo" - che anche il cardinale Suenens auspicava fosse fatto proprio da tutto il movimento carismatico - è tratto da una lettera di San Paolo, nella quale l'apostolo propone "un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo per ogni uomo" (Tt 3, 5). La caratteristica inconfondibile dell'espressione adottata è quella di polarizzare l'attenzione sullo Spirito Santo e non sui carismi, sul donatore e non sui doni: in tal modo risulta evidente che nessuno può convenientemente dirsi carismatico se non in riferimento alla Chiesa, perché essa è tutta carismatica".

Cosa accadrà domani?
"Il Papa verrà a confermare l'identità e la missione del nostro movimento. Sceglie di stare con noi, dentro lo stadio, come moderno areopago di evangelizzazione. Pregherà con noi, su di noi e anche noi pregheremo per Lui. Sarà "normalizzare" questo fondamento della vita cristiana con accenti e modalità che molti considerano accessori. Il gesto di inchinarsi per ricevere la preghiera di Papa Francesco al suo esordio in piazza San Pietro".

Come è strutturato il vostro movimento nel mondo?
"Il Rinnovamento è diffuso oggi in circa 214 Paesi dei cinque continenti e ha toccato la vita e l'esperienza spirituale di oltre cento milioni di cattolici, assumendo nelle varie nazioni stili, forme di vita e stati giuridici diversi fra loro anche se, in definitiva, riconducibili all'unica comune origine: l'esperienza dell'effusione dello Spirito. Questa non va vista come una novità nella Chiesa, quanto piuttosto come una riscoperta di quel modo di essere proprio della Chiesa alle origini, come descritto negli Atti degli Apostoli, in cui i fedeli in comunione e gioia profonde facevano continua esperienza della presenza e dell'azione dello Spirito Santo".

Cos'è l'effusione dello Spirito Santo?
"Il Rinnovamento è caratterizzato dal costituirsi di gruppi cristiani che pregano insieme e chiedono nella preghiera, per ognuno dei propri membri, una nuova forza dallo Spirito Santo, in virtù della quale si prenda coscienza della Signoria di Gesù, con una nuova esperienza dei doni e dei carismi dello Spirito, e una nuova disponibilità a usarli a vantaggio di tutti nella storia".

Da tempo siete in rapporto con Jorge Mario Bergoglio, fin da quando egli era vescovo ausiliare di Buenos Aires. Come sono stati vostri rapporti?
"All'inizio anch'egli, come tanti, non capiva fino in fondo la nostra gestualità. La nostra, infatti, è soprattutto preghiera di lode; lode che si esprime attraverso il canto e la gestualità, perché riteniamo che tutto il nostro essere debba rendere gloria a Dio ed esprimere la gioia di essere da Lui amati. Poi però  -  l'ha detto più volte lui stesso  -  divenuto arcivescovo è entrato più direttamente in contatto con noi osservato il bene che facciamo nelle periferie esistenziali, tra gli ultimi, gli ammalati, i carcerati e i poveri. È lo stesso movimento di uscita che il Papa sta chiedendo oggi alla Chiesa. Alla fine del suo mandato a Buenos Aires, prima di diventare Papa, egli è diventato anche il referente episcopale del movimento. Abbiamo tante testimonianze di paternità e amicizia spirituale riservateci da Papa Francesco a Buenos Aires".

Come definirebbe Papa Francesco?
"Un papa kerigmatico e carismatico. "Kerigmatico", perché centrato sulla persona di Gesù, sul suo messaggio di misericordia e di salvezza, sulla semplicità ed essenzialità del Vangelo; "carismatico", perché i gesti e i segni che accompagnano la vita di Gesù, oggi come allora, obbediscono allo Spirito prima che alla "lettera o alla legge", comunicano libertà interiore e quei sentimenti di bontà, di prossimità che sono nel cuore di chi crede".