Esteri

Ucraina, Poroshenko si muove: firma dell'accordo Ue e piano di pace entro giugno

Il neopresidente ucraino annuncia una serie di mosse per dar corpo alla sua amministrazione. E sul fronte delle nomine guarda anche al Cremlino

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KIEV - Il nuovo presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato che firmerà il prossimo 27 giugno l'accordo di associazione con l'Unione Europea, completando con la parte economica del patto quella politica, già sottoscritta a marzo dopo lo spodestamento di Viktor Yanukovich. Il neo presidente ha anche detto di sperare elezioni parlamentari anticipate in autunno.

Il rifiuto dell'ex presidente filorusso di firmare l'intesa politico-economica a novembre scorso aveva provocato mesi di sanguinose proteste culminate con la sua deposizione, con la conseguente tensione con il Cremlino, tra Mosca e l'Occidente, e la rivolta dei filorussi nell'Est e in Crimea, che è stata annessa alla federazione russa. 

Nello scacchiere ucraino si innestano anche i problemi sulla questione del gas e le forniture per Kiev e per il resto d'Europa. L'Ucraina deve infatti quasi due miliardi di arretrati alla Russia, fondi che il Cremlino usa per fare pressione sul Paese, a cui ha anche tagliato le tariffe agevolate che gli garantiva fino allo scorso anno.

Truppe russe al confine. Oggi Poroschenko ha anche annunciato che nei prossimi giorni presenterà i dettagli di un piano di pace per l'Ucraina dell'est, dove sono ancora in corso combattimenti nella regione di Donetsk, cuore industriale e minerario del Paese. Scontri a fuoco tra le truppe di Kiev e i miliziani separatisti russofoni sono scoppiati nelle prime ore del mattino nella zona di Krasni Liman - cittadina già tornata sotto il controllo ucraino dal 3 giugno.

La Russia sta nuovamente rafforzando la presenza di truppe al confine e ha schierato "migliaia di soldati", come rivelato dal segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, che ha parlato di un "passo indietro deplorevole" da parte di Mosca.

"Sembra che la Russia - ha sottolineato Rasmussen - tenga aperta l'opzione di intervenire ulteriormente in Ucraina se Mosca dovesse farlo, la comunità internazionale dovrebbe rispondere in modo fermo" con "sanzioni economiche più dure che avrebbero un effetto molto dannoso sull'economia russa".

Le priorità 'bifronte' di Poroshenko. Si muove tutto molto velocemente, nel palazzo presidenziale di Kiev. Accordi internazionali, problemi politici, economici e militari mettono sotto pressione il neo-Presidente, che ha fatto una serie di nomine "a doppio binario": uno diretto a ovest, l'altro che porta chiaramente a Mosca.

Le prime mosse sono infatti caratterizzate da un equilibrio teso a ricucire gli strappi con le regioni separatiste filorusse e con il Cremlino. Questo duplice obiettivo è chiarissimo nella nomina dell'ambasciatore Pavlo Klimkin (fino ad oggi ambasciatore a Berlino) a ministro degli Esteri, ma anche in tutta una serie di alleanze e arrivi nelle stanze del potere, che plasmano la nuova squadra presidenziale.

Se per Poroshenko infatti l'occidente e soprattutto l'Unione Europea appaiono un punto di appoggio fondamentale per lo sviluppo del paese sul medio e lungo periodo, il Cremlino è sul breve periodo la chiave fondamentale per risolvere i problemi più urgenti.

Klimkin è nato in Russia e ha studiato a Mosca, facendo poi carriera nelle istituzioni di Kiev. Durante la protesta europeista contro Yanukovich, dalla Germania ha difeso a spada tratta le posizioni dell'ex presidente, che ufficialmente sosteneva il corso di integrazione con l'Ue, ma concretamente aveva rinunciato all'accordo di associazione, in cambio di finanziamenti russi.