KIEV - Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha presentato il proprio piano di pace in 14 punti per la soluzione della crisi politico-militare in corso nell'est del Paese. Prevede un 'corridoio' per i mercenari russi che vogliono lasciare il Paese, disarmo delle milizie ribelli, decentramento dei poteri e norme per la protezione della lingua russa, oltre alla creazione, al confine, di una zona 'cuscinetto' di 10 chilometri ed elezioni locali e parlamentari anticipate. Ma la Russia non ci sta: "Quello di Poroshenko", fanno sapere dal Cremlino, "non è un'offerta di pace, ma un ultimatum". E ancora: "Un nostro checkpoint alla frontiera è stato attaccato, Kiev ci deve delle spiegazioni".
Secondo il dipartimento di Stato americano, la Russia ha nuovamente ri-ammassato truppe al confine con l'Ucraina ed è pronta a consegnare ai separatisti ucraini delle regioni orientali carri armati e cannoni per contrastare le forze di Kiev. Gli Usa inoltre hanno annunciato anche sanzioni finanziarie a sette capi separatisti.
Presidente ucraino: "Al via oggi il cessate fuoco unilaterale". Poroshenko aveva annunciato l'entrata in vigore, questa sera, di un cessate il fuoco unilaterale di una settimana nell'est del paese, per offrire ai ribelli filorussi la possibilità di deporre le armi. "Oggi, 20 giugno, dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco. Durerà fino al 27 giugno", ha detto Poroshenko durante la sua prima visita nella regione orientale di Donetsk, una delle roccaforti dei separatisti. Il cessate il fuoco parte dalle ore 22 di stasera (le 21 in Italia), ha detto il portavoce delle truppe ucraine, Vladislav Selezniov, citato dall'agenzia Unian.
La scorsa notte Poroshenko aveva chiamato Vladimir Putin per metterlo a conoscenza del piano, e il capo del Cremlino aveva insistito sulle necessità di una "fine immediata delle operazioni militari" in quell'area dell'ex repubblica sovietica. Poroshenko invece "ha sottolineato il bisogno di rilasciare gli ostaggi e stabilire un effettivo regime di controllo sul confine russo-ucraino".
Presto colloqui Putin con Obama, Merkel e Hollande. Nei prossimi giorni il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, avranno comunque un colloquio su Ucraina, Iraq e Siria. Ne è convinto Yury Ushakov, top adviser per la politica estera di Putin, che oggi ha espresso il suo supporto per il premier iracheno Nuri al Maliki. La situazione in Iraq - prosegue Ushakov - è causa di ''serie preoccupazioni". Ma è in programma anche una telefonata tra Il leader del Cremlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande.
Ma gli scontri non si fermano. Eppure continuano gli scontri in Ucraina: nel villaggio di Yampil sette soldati sono morti e 30 sono rimasti feriti durante i combattimenti della notte. Ieri erano stati uccisi 300 ribelli. Secondo l'Onu sono almeno 356 le persone, tra cui 257 civili, morte dal 7 maggio nell'est dell'Ucraina.
Chiusi confini con la Russia. L'esercito ucraino, ha comunicato il presidente del Parlamento di Kiev, Oleksandr Turchynov, ha chiuso il confine con la Russia: "Il ministero della Difesa - ha detto - ha riferito che le nostre unità militari sono nell'area di Izvarino per completare le operazioni di chiusura della frontiera". Il piano di pace che Kiev presenta oggi, e del quale nella notte il presidente Petro Poroshenko ha parlato con il collega russo Vladimir Putin, prevede, tra l'altro, che Kiev riprenda il controllo delle frontiere e subito dopo dichiari un cessate-il-fuoco. Nonostante il governo di Kiev abbia dichiarato che le forze armate ucraine hanno ripreso il controllo del confine con la Russia, i separatisti smentiscono: "Naturalmente - ha detto all'agenzia Interfax - possono dire pure che sulla luna fiorisce un giardino, ma qui da noi c'è la guerra e non hanno preso il controllo di nulla", ha dichiarato il primo vice premier dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purghin.
Mezzi di filorussi verso Donetsk. I combattenti filorussi si sono mossi in colonna, con due carri armati e tre mezzi per il trasporto di persone, vicino alla città di Yanakiyeve in direzione di Horlikva, nella regione ucraina di Donetsk. Sui carri armati sventolano le bandiere dei gruppi separatisti filorussi, ma non si vedono altri loghi o marchi. I combattenti non hanno voluto spiegare per quale motivo fosse in corso il trasferimento, affermando soltanto che si tratta di un'"operazione segreta".
Riunione di emergenza. Dopo la telefonata con Poroshenko, il presidente russo ha convocato una riunione di emergenza con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Russia. Erano presenti tutte le più alte cariche dello Stato e poche ore dopo il Cremlino ha lanciato un test a sorpresa per verificare l'operatività dell'esercito nel distretto militare centrale, vicino ai confini con l'Ucraina.
In allerta. Diverse unità di fanteria meccanizzata e di difesa antimissile, posizionate sul territorio degli Urali e della Siberia occidentale, sono state allertate senza preavviso e sono ora trasportate via strada e binari alla loro area di destinazione a molti chilometri di distanza. "Lo scopo principale di questi eventi - ha aggiunto il colonnello Roshchupkin - è verificare in modo completo l'addestramento delle truppe, analizzare il grado della loro prontezza a compiere operazioni nel più breve tempo possibile, la qualità delle loro capacità di combattimento e coordinamento tra le unità".
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha spiegato che il rafforzamento delle truppe russe al confine è dovuto all'adozione di "misure per tutelare i confini russi". Peskov replica, così, al segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen e si dice "sorpreso" dalle dichiarazioni della "presunta concentrazione" delle truppe russe al confine con l'Ucraina, e specifica che la decisione è stata presa un paio di settimane fa, "a causa di violazioni frequenti ed è stata sostenuta dai leader europei", ha detto il capo della comunicazione del Cremlino. Secondo Mosca, all'azione sul confine russo-ucraino si è proceduto "in relazione all'intensificarsi di violazioni (del confine), anche con attrezzature militari".
Secondo il dipartimento di Stato americano, la Russia ha nuovamente ri-ammassato truppe al confine con l'Ucraina ed è pronta a consegnare ai separatisti ucraini delle regioni orientali carri armati e cannoni per contrastare le forze di Kiev. Gli Usa inoltre hanno annunciato anche sanzioni finanziarie a sette capi separatisti.
Presidente ucraino: "Al via oggi il cessate fuoco unilaterale". Poroshenko aveva annunciato l'entrata in vigore, questa sera, di un cessate il fuoco unilaterale di una settimana nell'est del paese, per offrire ai ribelli filorussi la possibilità di deporre le armi. "Oggi, 20 giugno, dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco. Durerà fino al 27 giugno", ha detto Poroshenko durante la sua prima visita nella regione orientale di Donetsk, una delle roccaforti dei separatisti. Il cessate il fuoco parte dalle ore 22 di stasera (le 21 in Italia), ha detto il portavoce delle truppe ucraine, Vladislav Selezniov, citato dall'agenzia Unian.
La scorsa notte Poroshenko aveva chiamato Vladimir Putin per metterlo a conoscenza del piano, e il capo del Cremlino aveva insistito sulle necessità di una "fine immediata delle operazioni militari" in quell'area dell'ex repubblica sovietica. Poroshenko invece "ha sottolineato il bisogno di rilasciare gli ostaggi e stabilire un effettivo regime di controllo sul confine russo-ucraino".
Presto colloqui Putin con Obama, Merkel e Hollande. Nei prossimi giorni il presidente russo, Vladimir Putin, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, avranno comunque un colloquio su Ucraina, Iraq e Siria. Ne è convinto Yury Ushakov, top adviser per la politica estera di Putin, che oggi ha espresso il suo supporto per il premier iracheno Nuri al Maliki. La situazione in Iraq - prosegue Ushakov - è causa di ''serie preoccupazioni". Ma è in programma anche una telefonata tra Il leader del Cremlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande.
Ma gli scontri non si fermano. Eppure continuano gli scontri in Ucraina: nel villaggio di Yampil sette soldati sono morti e 30 sono rimasti feriti durante i combattimenti della notte. Ieri erano stati uccisi 300 ribelli. Secondo l'Onu sono almeno 356 le persone, tra cui 257 civili, morte dal 7 maggio nell'est dell'Ucraina.
Chiusi confini con la Russia. L'esercito ucraino, ha comunicato il presidente del Parlamento di Kiev, Oleksandr Turchynov, ha chiuso il confine con la Russia: "Il ministero della Difesa - ha detto - ha riferito che le nostre unità militari sono nell'area di Izvarino per completare le operazioni di chiusura della frontiera". Il piano di pace che Kiev presenta oggi, e del quale nella notte il presidente Petro Poroshenko ha parlato con il collega russo Vladimir Putin, prevede, tra l'altro, che Kiev riprenda il controllo delle frontiere e subito dopo dichiari un cessate-il-fuoco. Nonostante il governo di Kiev abbia dichiarato che le forze armate ucraine hanno ripreso il controllo del confine con la Russia, i separatisti smentiscono: "Naturalmente - ha detto all'agenzia Interfax - possono dire pure che sulla luna fiorisce un giardino, ma qui da noi c'è la guerra e non hanno preso il controllo di nulla", ha dichiarato il primo vice premier dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, Andrei Purghin.
Mezzi di filorussi verso Donetsk. I combattenti filorussi si sono mossi in colonna, con due carri armati e tre mezzi per il trasporto di persone, vicino alla città di Yanakiyeve in direzione di Horlikva, nella regione ucraina di Donetsk. Sui carri armati sventolano le bandiere dei gruppi separatisti filorussi, ma non si vedono altri loghi o marchi. I combattenti non hanno voluto spiegare per quale motivo fosse in corso il trasferimento, affermando soltanto che si tratta di un'"operazione segreta".
Riunione di emergenza. Dopo la telefonata con Poroshenko, il presidente russo ha convocato una riunione di emergenza con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza della Russia. Erano presenti tutte le più alte cariche dello Stato e poche ore dopo il Cremlino ha lanciato un test a sorpresa per verificare l'operatività dell'esercito nel distretto militare centrale, vicino ai confini con l'Ucraina.
In allerta. Diverse unità di fanteria meccanizzata e di difesa antimissile, posizionate sul territorio degli Urali e della Siberia occidentale, sono state allertate senza preavviso e sono ora trasportate via strada e binari alla loro area di destinazione a molti chilometri di distanza. "Lo scopo principale di questi eventi - ha aggiunto il colonnello Roshchupkin - è verificare in modo completo l'addestramento delle truppe, analizzare il grado della loro prontezza a compiere operazioni nel più breve tempo possibile, la qualità delle loro capacità di combattimento e coordinamento tra le unità".
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha spiegato che il rafforzamento delle truppe russe al confine è dovuto all'adozione di "misure per tutelare i confini russi". Peskov replica, così, al segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen e si dice "sorpreso" dalle dichiarazioni della "presunta concentrazione" delle truppe russe al confine con l'Ucraina, e specifica che la decisione è stata presa un paio di settimane fa, "a causa di violazioni frequenti ed è stata sostenuta dai leader europei", ha detto il capo della comunicazione del Cremlino. Secondo Mosca, all'azione sul confine russo-ucraino si è proceduto "in relazione all'intensificarsi di violazioni (del confine), anche con attrezzature militari".