NON c'è pace in Medio Oriente. Mentre l'Iraq è in fiamme, torna a farsi tesa la situazione al confine tra Israele e Siria, sulle alture del Golan occupate dal 1967 dall'esercito israeliano. Le forze militari di Gerusalemme hanno risposto questa mattina con raid aerei ai colpi di mortaio di ieri caduti sul Golan israeliano provocando la morte di un quindicenne e il ferimento di due persone. L'attacco israeliano ha provocato la morte di almeno dieci soldati siriani, secondo le stime dell'osservatorio siriano dei diritti umani (osdh).
Si tratta dell'incidente più significativo lungo la frontiera con la Siria dall'inizio della guerra civile nel territorio di Damasco.
Questa mattina aerei israeliani hanno colpito nove obiettivi militari in Siria, tutti intorno al luogo dal quale sarebbero partiti i colpi di ieri: sarebbero stati colpiti un centro di comando militare regionale e "posizioni di lancio" non specificate. Nel raid nove missili sono stati lanciati da aerei. Almeno due carri e due batterie di artiglieria sono stati distrutti. Per ora nessuna replica da parte dell'esercito siriano, anche se il governo ha condannato fermamente "la flagrante violazione" del suo territorio.
[[ge:rep-locali:repubblica:89770683]]
Non è chiaro se siano stati i soldati siriani a compiere l'attacco sulle alture del Golan o uno dei gruppi ribelli che si battono contro il governo di Bashar Assad.
Ma Israele continua a ritenere direttamente responsabile di ogni attacco proveniente dalla Siria il governo di Damasco. "L'attacco di ieri è stato un atto ingiustificato di aggressione contro Israele, e una continuazione diretta di recenti attacchi che sono avvenuti nella zona", ha detto il portavoce deell'esercito israeliano Peter Lerner. L'esercito, ha aggiunto, "non tollererà alcun tentativo di violare la sovranità di Israele e agirà per proteggere i civili dello Stato di Israele".
Tuttavia, secondo fonti militari israeliane, Israele non ha nessun interesse "ad una escalation della situazione nel nord. Gli sforzi militari sono concentrati in Cisgiordania". Intanto continuano le ricerche dei due ragazzi israeliani rapiti in Cisgiordania, trattenuti, secondo Gerusalemme, da Hamas.
Israele ha ripetutamente affermato che ritiene il governo siriano responsabile di tutti gli attacchi che provengono dal suo territorio, a prescindere da chi lo abbia effettuato. L'incidente di ieri è avvenuto nella zona di Tel Hazeka, vicino all'attraversamento di Quneitra. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che soldati siriani avevano colpito obbiettivi sul confine in precedenza nella giornata di ieri. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che in conflitti come quello siriano, dove estremisti ispirati ad al-Qaeda si battono contro soldati siriani appoggiati da iraniani, non c'è una buona scelta, ed è meglio per Israele non agire e lasciare che i suoi nemici si indeboliscano l'un l'altro. "C'è una linea di divisione tra la civiltà e le barbarie", ha detto Netanyahu.
Intanto la Siria ha completato la consegna dell'ultimo 8% di armi chimiche destinate a essere distrutte all'estero al porto di Latakia, dove sono state caricate sulla nave danese Ark Futura.
Gli agenti chimici in questione erano stoccate in un sito che in precedenza era considerato dalle autorità siriane inacessibile, a causa dei combattimenti con le forze ribelli nella zona.
Ora che la situazione della sicurezza è migliorata, il cargo è pronto a partire per Gioia Tauro per il trasbordo di parte del materiale sulla nave Usa Cape Ray. Ad annunciarlo il direttore generale dell'Opac, l'organizzazione per la probizione delle armi chimichem Ahmet Uzumcu.
Si tratta dell'incidente più significativo lungo la frontiera con la Siria dall'inizio della guerra civile nel territorio di Damasco.
Questa mattina aerei israeliani hanno colpito nove obiettivi militari in Siria, tutti intorno al luogo dal quale sarebbero partiti i colpi di ieri: sarebbero stati colpiti un centro di comando militare regionale e "posizioni di lancio" non specificate. Nel raid nove missili sono stati lanciati da aerei. Almeno due carri e due batterie di artiglieria sono stati distrutti. Per ora nessuna replica da parte dell'esercito siriano, anche se il governo ha condannato fermamente "la flagrante violazione" del suo territorio.
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Non è chiaro se siano stati i soldati siriani a compiere l'attacco sulle alture del Golan o uno dei gruppi ribelli che si battono contro il governo di Bashar Assad.
Ma Israele continua a ritenere direttamente responsabile di ogni attacco proveniente dalla Siria il governo di Damasco. "L'attacco di ieri è stato un atto ingiustificato di aggressione contro Israele, e una continuazione diretta di recenti attacchi che sono avvenuti nella zona", ha detto il portavoce deell'esercito israeliano Peter Lerner. L'esercito, ha aggiunto, "non tollererà alcun tentativo di violare la sovranità di Israele e agirà per proteggere i civili dello Stato di Israele".
Tuttavia, secondo fonti militari israeliane, Israele non ha nessun interesse "ad una escalation della situazione nel nord. Gli sforzi militari sono concentrati in Cisgiordania". Intanto continuano le ricerche dei due ragazzi israeliani rapiti in Cisgiordania, trattenuti, secondo Gerusalemme, da Hamas.
Israele ha ripetutamente affermato che ritiene il governo siriano responsabile di tutti gli attacchi che provengono dal suo territorio, a prescindere da chi lo abbia effettuato. L'incidente di ieri è avvenuto nella zona di Tel Hazeka, vicino all'attraversamento di Quneitra. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha affermato che soldati siriani avevano colpito obbiettivi sul confine in precedenza nella giornata di ieri. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che in conflitti come quello siriano, dove estremisti ispirati ad al-Qaeda si battono contro soldati siriani appoggiati da iraniani, non c'è una buona scelta, ed è meglio per Israele non agire e lasciare che i suoi nemici si indeboliscano l'un l'altro. "C'è una linea di divisione tra la civiltà e le barbarie", ha detto Netanyahu.
Intanto la Siria ha completato la consegna dell'ultimo 8% di armi chimiche destinate a essere distrutte all'estero al porto di Latakia, dove sono state caricate sulla nave danese Ark Futura.
Gli agenti chimici in questione erano stoccate in un sito che in precedenza era considerato dalle autorità siriane inacessibile, a causa dei combattimenti con le forze ribelli nella zona.
Ora che la situazione della sicurezza è migliorata, il cargo è pronto a partire per Gioia Tauro per il trasbordo di parte del materiale sulla nave Usa Cape Ray. Ad annunciarlo il direttore generale dell'Opac, l'organizzazione per la probizione delle armi chimichem Ahmet Uzumcu.