PARIGI - Svolta nell'inchiesta legata all'uccisione di Hèlène Pastor, l'ereditiera monegasca vittima di un agguato a Nizza il 6 maggio. Il genero Wojciech Janowski, 64 anni, ha confessato di essere il "mandante" dell'assassinio, che è stato commesso per "l'eredità" dell'anziana signora, ha annunciato il procuratore di Marsiglia, Brice Robin. Secondo gli investigatori, citati dal giornale Le Figaro, è stato proprio Janowski a ordinare l'omicidio dell'ereditiera monegasca con un semplice cellulare. Oggi, l'insospettabile genero, console onorario di Polonia nel Principato, ha dichiarato che l'assassinio è stato commesso per "l'eredità" dell'anziana signora, ha annunciato il procuratore di Marsiglia, Brice Robin. Recentemente la Pastor aveva smesso di versare l'assegno mensile di 500mila franchi alla figlia Sylvia, moglie di Janowski.
Da giorni, le indagini sembravano stringersi intorno al genero. La compagna di una vita, Sylvia Pastor, è stata rilasciata dalla polizia senza particolari accuse. L'imprenditore ha ammesso di aver versato 200.000 euro per organizzare il delitto, più una serie di "regali" di un valore di circa 50.000 euro. La compagna, figlia della vittima, Sylvia Pastor, sostiene di aver "scoperto tutto" durante l'interrogatorio e dice di "sentirsi tradita" dal compagno.
Il fermo. Fermato lunedì con altre 22 persone, tra le quali la compagna Sylvia Pastor, con cui ha avuto una figlia, Janowski è diplomato a Cambridge e attivo nelle opere di beneficenza. Oggi, verso le 9:45, Janowski, presidente della società monegasca Firmus SAM, specializzata in nanotecnologie, ha lasciato, con il volto coperto, la sede della polizia di Nizza per raggiungere il tribunale di Marsiglia. In una seconda auto, c'era il suo personal trainer, tra gli altri principali sospetti. Secondo indiscrezioni di stampa, quest'ultimo avrebbe organizzato l'omicidio reclutando dei killer per conto di Janowski. Martedì, il procuratore aveva parlato di "flussi finanziari sospetti" sui conti correnti del polacco. Due marsigliesi di origini comoriane, rispettivamente di 24 e 31 anni, sarebbero tra gli esecutori materiali dell'omicidio.
La donna uccisa con il suo autista. Il 6 maggio scorso, Hèlène Pastor, 77 anni e il suo autista-maggiordomo, Mohamed Darwiche, 64 anni, sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco nei pressi dell'ospedale L'Archer di Nizza, dove la miliardaria era andata a visitare il figlio Gildo, vittima di un ictus. L'autista è deceduto dopo pochi giorni, mentre l'ereditiera è morta due settimane dopo, nel pomeriggio del 21 maggio. Nell'ovattato mondo del Principato, più abituato agli strass che alle vicende di sangue, l'agguato ha avuto l'effetto di un siluro.
Janowski è una personalità insospettabile, molto impegnato nelle raccolte per beneficenza cattoliche, ma anche a favore della lotta contro l'autismo attraverso l'associazione "Monaco against Autism", che ha contribuito a fondare e di cui la principessa Charlène è presidente onoraria e lui vicepresidente. Nicolas Sarkozy lo ha insignito con la croce dell'Ordine nazionale del merito.
L'ereditiera uccisa. Donna piuttosto discreta, Hèlène Pastor, quasi sempre lontana dalle mondanità, era vicina alla famiglia Grimaldi. Era anche una delle donne più ricche del Principato, tra le eredi di un impero immobiliare da diversi miliardi. Impero fondato dopo la guerra dal nonno ligure Jean-Baptiste Pastor al quale il principe Ranieri affidò la ristrutturazione del lungomare, poi sviluppato dal padre Gildo. In un primo tempo, la pista sembrava essere quella della mafia italiana, visti gli interessi in Costa Azzurra. Ma la confessione del genero ha rimesso tutto in discussione.
Da giorni, le indagini sembravano stringersi intorno al genero. La compagna di una vita, Sylvia Pastor, è stata rilasciata dalla polizia senza particolari accuse. L'imprenditore ha ammesso di aver versato 200.000 euro per organizzare il delitto, più una serie di "regali" di un valore di circa 50.000 euro. La compagna, figlia della vittima, Sylvia Pastor, sostiene di aver "scoperto tutto" durante l'interrogatorio e dice di "sentirsi tradita" dal compagno.
Il fermo. Fermato lunedì con altre 22 persone, tra le quali la compagna Sylvia Pastor, con cui ha avuto una figlia, Janowski è diplomato a Cambridge e attivo nelle opere di beneficenza. Oggi, verso le 9:45, Janowski, presidente della società monegasca Firmus SAM, specializzata in nanotecnologie, ha lasciato, con il volto coperto, la sede della polizia di Nizza per raggiungere il tribunale di Marsiglia. In una seconda auto, c'era il suo personal trainer, tra gli altri principali sospetti. Secondo indiscrezioni di stampa, quest'ultimo avrebbe organizzato l'omicidio reclutando dei killer per conto di Janowski. Martedì, il procuratore aveva parlato di "flussi finanziari sospetti" sui conti correnti del polacco. Due marsigliesi di origini comoriane, rispettivamente di 24 e 31 anni, sarebbero tra gli esecutori materiali dell'omicidio.
La donna uccisa con il suo autista. Il 6 maggio scorso, Hèlène Pastor, 77 anni e il suo autista-maggiordomo, Mohamed Darwiche, 64 anni, sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco nei pressi dell'ospedale L'Archer di Nizza, dove la miliardaria era andata a visitare il figlio Gildo, vittima di un ictus. L'autista è deceduto dopo pochi giorni, mentre l'ereditiera è morta due settimane dopo, nel pomeriggio del 21 maggio. Nell'ovattato mondo del Principato, più abituato agli strass che alle vicende di sangue, l'agguato ha avuto l'effetto di un siluro.
Janowski è una personalità insospettabile, molto impegnato nelle raccolte per beneficenza cattoliche, ma anche a favore della lotta contro l'autismo attraverso l'associazione "Monaco against Autism", che ha contribuito a fondare e di cui la principessa Charlène è presidente onoraria e lui vicepresidente. Nicolas Sarkozy lo ha insignito con la croce dell'Ordine nazionale del merito.
L'ereditiera uccisa. Donna piuttosto discreta, Hèlène Pastor, quasi sempre lontana dalle mondanità, era vicina alla famiglia Grimaldi. Era anche una delle donne più ricche del Principato, tra le eredi di un impero immobiliare da diversi miliardi. Impero fondato dopo la guerra dal nonno ligure Jean-Baptiste Pastor al quale il principe Ranieri affidò la ristrutturazione del lungomare, poi sviluppato dal padre Gildo. In un primo tempo, la pista sembrava essere quella della mafia italiana, visti gli interessi in Costa Azzurra. Ma la confessione del genero ha rimesso tutto in discussione.