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Libia, spari tra milizie: trasferiti militari italiani. Farnesina: "Tecnico italiano irreperibile"

Marco Vallisa, 53 anni, è scomparso insieme a due colleghi stranieri. I tre, dipendenti della ditta di Modena, Piacentini costruzioni, sono scomparsi ieri mattina a Zuwara, nell'ovest del Paese, probabilmente sequestrati a scopo di estorsione, e non in un'azione terroristica
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TRIPOLI - Notizie poco rassicuranti dalla Libia. Dopo una violenta sparatoria fra milizie, gli addestratori militari italiani che assistono le forze armate locali sono stati evacuati dal centro in cui lavorano a Tripoli, all'interno del complesso "Regata". Secondo fonti nella capitale libica lo scontro fra alcuni uomini delle milizie è scoppiato per banali motivi di rivalità, ma si è allargato fin dentro il Regata, dove alloggiano alcuni uomini dell'Esercito e dei carabinieri. L'ambasciata ha deciso di concentrare tutti i militari in un altro centro dove già si trovano altri dipendenti del ministero degli Esteri e della Difesa, anche perché in questo mese di Ramadan le attività di addestramento sono molto ridotte. Nelle sparatorie non è stato coinvolto nessun italiano, ma per il momento la situazione in città rimane confusa.

Irreperibile il tecnico italiano scomparso ieri.
Marco Vallisa, il tecnico italiano scomparso ier…
TRIPOLI - Notizie poco rassicuranti dalla Libia. Dopo una violenta sparatoria fra milizie, gli addestratori militari italiani che assistono le forze armate locali sono stati evacuati dal centro in cui lavorano a Tripoli, all'interno del complesso "Regata". Secondo fonti nella capitale libica lo scontro fra alcuni uomini delle milizie è scoppiato per banali motivi di rivalità, ma si è allargato fin dentro il Regata, dove alloggiano alcuni uomini dell'Esercito e dei carabinieri. L'ambasciata ha deciso di concentrare tutti i militari in un altro centro dove già si trovano altri dipendenti del ministero degli Esteri e della Difesa, anche perché in questo mese di Ramadan le attività di addestramento sono molto ridotte. Nelle sparatorie non è stato coinvolto nessun italiano, ma per il momento la situazione in città rimane confusa.

Irreperibile il tecnico italiano scomparso ieri.
Marco Vallisa, il tecnico italiano scomparso ieri in Libia con due colleghi stranieri, è ancora irreperibile. Il Governo di Tripoli pensa che i tre  siano stati rapiti. Lo riporta l'emittente panaraba al-Arabiya citando un funzionario del governo libico. La Farnesina da parte sua conferma che del connazionale non si hanno ancora notizie e che tutte le verifiche sono ancora in corso.

I suoi due colleghi sono il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri. I tre, dipendenti della ditta di Modena, Piacentini costruzioni, sono scomparsi ieri mattina a Zuwara, nell'ovest del Paese, probabilmente sequestrati a scopo di estorsione, e non in un'azione terroristica. Fonti che hanno chiesto l'anonimato hanno parlato di un arresto. Si tratterebbe di un cittadino libico sospettato di essere coinvolto nel rapimento.

Vallisa, 53 anni, è nato a Cadeo - in provincia di Piacenza - dove ha sede la ditta per cui lavora. La Piacentini si occupa di trivellazioni, palificazioni e lavori edili che richiedono un'alta specializzazione. "La nostra comunità vive con grande apprensione questo momento. Nell'omelia di oggi ho chiesto una preghiera per Marco", ha detto il parroco di Roveleto di Cadeo don Umberto Ciullo che questa mattina ha incontrato i familiari di Vallisa, "la sua famiglia è naturalmente molto scossa Marco era lì da due mesi".

Sale così a quattro il numero degli italiani sequestrati in varie zone del mondo. Sono infatti già tre - Giovanni Lo Porto, Padre Dall'Oglio e Gianluca Salviato - quelli di cui da tempo si sono perse le tracce.

Libia pronta a riavviare export petrolio nell'est del paese. Su un altro fronte, quello della produzione petrolifera, arrivano invece notizie positive: dopo l'accordo raggiunto col governo di Tripoli, i ribelli "federalisti" di Ibrahim Jadran in Cirenaica hanno acconsentito alla riapertura dei pozzi petroliferi e dei terminali bloccati da un anno. La Noc, la compagnia petrolifera di stato libica, ha quindi revocato la condizione di chiusura per "cause di forza maggiore" per i terminal di Ras Lanuf ed Es Sider, nell'Est del paese.

Questo significa che il governo ad interim del premier Al Thinni presto sarà in grado di ricevere nuovi introiti dalla vendita del petrolio, ma soprattutto - se l'accordo reggerà - avrà dimostrato di avere la capacità di comporre ancora uno dei tanti fronti di dissidio aperti con spezzoni della società politica libica. Il Paese sta attendendo i risultati ufficiali delle elezioni politiche del 25 giugno che potrebbero avere confermato il ruolo dei candidati e dei gruppi politici vicini alle posizioni dell'attuale governo.