Iraq: nessun accordo su premier. Seduta del Parlamento rinviata al 12 agosto
La decisione è stata presa per la mancanza di un accordo tra i blocchi politici sui nomi dei candidati alla carica di primo ministro, presidente della Repubblica e presidente dell'Assemblea. Continuano gli scontri ai confini della capitale: almeno 7 i morti in un attacco kamikaze di fronte un posto di blocco a nord di Bagdad
BAGDAD - Nulla di fatto, i blocchi politici iracheni non riescono ancora a trovare un accordo sui nomi dei candidati alla carica di primo ministro, presidente della Repubblica e presidente dell'Assemblea. E' stata dunque rinviata al 12 agosto prossimo la seduta del nuovo Consiglio dei Rappresentanti, il Parlamento iracheno uscito dalle elezioni legislative del 30 aprile scorso, che si sarebbe invece dovuta tenere domani: lo ha detto la televisione statale e il capo ad interim dell'assemblea, Mehdi al-Hafidh, si è poi limitato a confermare lo slittamento, rinviando a un successivo comunicato.
In una nota, il Parlamento ha annunciato che "dopo discussioni con i capi dei blocchi e con le parti coinvolte" è stato deciso che la prossima sessione si terrà il 12 agosto. Ha espresso inoltre la speranza che "un'altra possibilità sia disponibile per maggiore dialogo e discussioni per organizzare l'incontro". La pressione è sempre pi&…
In una nota, il Parlamento ha annunciato che "dopo discussioni con i capi dei blocchi e con le parti coinvolte" è stato deciso che la prossima sessione si terrà il 12 agosto. Ha espresso inoltre la speranza che "un'altra possibilità sia disponibile per maggiore dialogo e discussioni per organizzare l'incontro". La pressione è sempre pi&…
BAGDAD - Nulla di fatto, i blocchi politici iracheni non riescono ancora a trovare un accordo sui nomi dei candidati alla carica di primo ministro, presidente della Repubblica e presidente dell'Assemblea. E' stata dunque rinviata al 12 agosto prossimo la seduta del nuovo Consiglio dei Rappresentanti, il Parlamento iracheno uscito dalle elezioni legislative del 30 aprile scorso, che si sarebbe invece dovuta tenere domani: lo ha detto la televisione statale e il capo ad interim dell'assemblea, Mehdi al-Hafidh, si è poi limitato a confermare lo slittamento, rinviando a un successivo comunicato.
In una nota, il Parlamento ha annunciato che "dopo discussioni con i capi dei blocchi e con le parti coinvolte" è stato deciso che la prossima sessione si terrà il 12 agosto. Ha espresso inoltre la speranza che "un'altra possibilità sia disponibile per maggiore dialogo e discussioni per organizzare l'incontro". La pressione è sempre più alta perché a Bagdad nasca un nuovo governo, che possa così affrontare la minaccia dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil).
Martedì scorso si era svolta la sessione inaugurale del Consiglio, in occasione della quale sarebbero dovuti essere eletti il presidente del Parlamento e i suoi vice: si era però conclusa con una nulla di fatto ed era stata aggiornata appunto a una settimana dopo, causa i contrasti tra le diverse forze politiche e addirittura il mancato raggiungimento del quorum. I deputati curdi e quelli sunniti avevano infatti abbandonato in massa i lavori per reazione alla mancata presentazione di una candidato alla guida dell'esecutivo da parte degli sciiti, cui per consuetudine spetta tale carica. In base alla Costituzione, d'altronde, alla nomina del primo ministro si può procedere soltanto dopo quelle dei vertici parlamentari.
La prima volta del nuovo Parlamento iracheno, dopo le elezioni di aprile, si era tenuta il primo luglio. Ma anche in quel caso i 328 parlamentari non erano riusciti a trovare l'accordo.
Si continua a combattere vicino Bagdad. Un generale dell'Esercito regolare iracheno, Najm Abdullah Sudan, è rimasto ucciso sotto un bombardamento da parte delle milizie dello Stato Islamico su Ibrahim bin Ali, località situata appena 25 chilometri a ovest di Bagdad: lo ha annunciato il portavoce per la Sicurezza del premier Nuri al-Maliki (nella foto), generale Qassem Atta, che ha parlato di fuoco "ostile". La vittima comandava la VI Divisione. La città si trova nell'area di Abu Ghraib, dove passa la linea del fronte con gli insorti sunniti che lo scorso gennaio assunsero il controllo di Falluja, nella provincia occidentale di al-Anbar, e in parte dello stesso capoluogo Ramadi. Almeno sette persone, tra cui quattro poliziotti, sono stati uccisi oggi a nord di Bagdad da un kamikaze che si è fatto esplodere in un'auto imbottita di esplosivo di fronte un posto di blocco. Fonti mediche e polizia hanno confermato l'attentato. Diciassette persone sono rimaste ferite al checkpoint nel quartiere a prevalenza sciita Kadhmiya.
In una nota, il Parlamento ha annunciato che "dopo discussioni con i capi dei blocchi e con le parti coinvolte" è stato deciso che la prossima sessione si terrà il 12 agosto. Ha espresso inoltre la speranza che "un'altra possibilità sia disponibile per maggiore dialogo e discussioni per organizzare l'incontro". La pressione è sempre più alta perché a Bagdad nasca un nuovo governo, che possa così affrontare la minaccia dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante (Isil).
Martedì scorso si era svolta la sessione inaugurale del Consiglio, in occasione della quale sarebbero dovuti essere eletti il presidente del Parlamento e i suoi vice: si era però conclusa con una nulla di fatto ed era stata aggiornata appunto a una settimana dopo, causa i contrasti tra le diverse forze politiche e addirittura il mancato raggiungimento del quorum. I deputati curdi e quelli sunniti avevano infatti abbandonato in massa i lavori per reazione alla mancata presentazione di una candidato alla guida dell'esecutivo da parte degli sciiti, cui per consuetudine spetta tale carica. In base alla Costituzione, d'altronde, alla nomina del primo ministro si può procedere soltanto dopo quelle dei vertici parlamentari.
La prima volta del nuovo Parlamento iracheno, dopo le elezioni di aprile, si era tenuta il primo luglio. Ma anche in quel caso i 328 parlamentari non erano riusciti a trovare l'accordo.
Si continua a combattere vicino Bagdad. Un generale dell'Esercito regolare iracheno, Najm Abdullah Sudan, è rimasto ucciso sotto un bombardamento da parte delle milizie dello Stato Islamico su Ibrahim bin Ali, località situata appena 25 chilometri a ovest di Bagdad: lo ha annunciato il portavoce per la Sicurezza del premier Nuri al-Maliki (nella foto), generale Qassem Atta, che ha parlato di fuoco "ostile". La vittima comandava la VI Divisione. La città si trova nell'area di Abu Ghraib, dove passa la linea del fronte con gli insorti sunniti che lo scorso gennaio assunsero il controllo di Falluja, nella provincia occidentale di al-Anbar, e in parte dello stesso capoluogo Ramadi. Almeno sette persone, tra cui quattro poliziotti, sono stati uccisi oggi a nord di Bagdad da un kamikaze che si è fatto esplodere in un'auto imbottita di esplosivo di fronte un posto di blocco. Fonti mediche e polizia hanno confermato l'attentato. Diciassette persone sono rimaste ferite al checkpoint nel quartiere a prevalenza sciita Kadhmiya.