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Libia, Farnesina: liberi i due tecnici stranieri, non Vallisa

Il ministero degli Esteri: "Proseguono tutte le attività per arrivare quanto prima a una conclusione positiva della vicenda che riguarda il nostro connazionale"

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TRIPOLI - Sono liberi i due tecnici stranieri scomparsi sabato in Libia insieme con Marco Vallisa. Il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri sono attesi alla sede della Piacentini costruzioni a Zuwara, nell'ovest del Paese. Lo rende noto il ministero degli Esteri, spiegando che "proseguono tutte le attività della Farnesina, insieme agli altri organi dello Stato, per arrivare quanto prima a una conclusione positiva della vicenda che riguarda il nostro connazionale".

Come riferito dall'agenzia Fena, l'ambasciatore bosniaco in Libia Ibrahim Efendic ha parlato al telefono con Matic, il quale ha detto di essere in buone condizioni fisiche e psichiche. Nel corso della giornata lo incontrerà, ha aggiunto la Fena.

Ieri la Farnesina aveva dato Marco Vallisa ancora 'irreperibile' nonostante il Governo di Tripoli propendesse per il rapimento probabilmente a scopo di estorsione, e non per un'azione terroristica. Fonti che hanno chiesto l'anonimato avevano parlato di un arresto. Si tratterebbe di un cittadino libico sospettato di essere coinvolto nel rapimento. Vallisa, 53 anni, è nato a Cadeo - in provincia di Piacenza - dove ha sede la ditta per cui lavora. La Piacentini si occupa di trivellazioni, palificazioni e lavori edili che richiedono un'alta specializzazione. Esperto in costruzioni e perforazioni, Vallisa è sposato con Silvia Bolzoni consigliere comunale e farmacista del Paese: hanno tre figli che frequentano le scuole elementari. Il sindaco di Cadeo (Piacenza), Marco Bricconi, è in costante contatto con i parenti del tecnico scomparso: "I suoi familiari hanno piena fiducia nella Farnesina con cui si sentono costantemente".