BRUXELLES - Tutte le candidature dei deputati europei del M5S e del gruppo euroscettico Efdd per le cariche nelle Commissioni del Parlamento Ue sono state bocciate nelle riunioni costitutive. La grande coalizione Ppe-S&D-Alde ha bloccato la candidatura di Eleonora Evi alla presidenza della Commissione Petizioni. Stoppate anche le vicepresidenze per Affronte (pesca), Dario Tamburrano (industria) e Giulia Moi (agricoltura).
Sembra dunque che le principali forze politiche europee abbiano serrato i ranghi per tenere al margine dei processi decisionali dell'Unione le forze euroscettiche. Secondo il metodo D'Hondt, che non è un regolamento ma una consuetudine, la presidenza della Commissione Petizioni sarebbe dovuto effettivamente andare al gruppo Efdd (Freedom and Direct Democracy), di cui costituiscono la spina dorsale appunto gli stellati di Grillo e i britannici dell'Ukip di Farage. Ma questa volta la consuetudine è stata ignorata.
Nella sua mail di presentazione della candidatura, Eleonora Evi aveva scritto: "La commissione petizioni rappresenta il luogo naturale del M5S e io sarei onorata di diventarne la presidente. Il nostro obiettivo principale è quello di affinare e mettere in atto la democrazia diretta perché siamo convinti che si possa migliorare la democrazia solo aumentando la partecipazione dei cittadini".
Ed ora, dopo la bocciatura, il Movimento 5 Stelle denuncia "l'omicidio della democrazia" in Commissione Petizioni. "Il cordone sanitario (cosí lo chiamano loro stessi) messo in atto dalle larghe intese continentali ha ucciso ogni prassi istituzionale - si legge in una nota -. Pur di tenere lontano il Movimento 5 Stelle e l'Efdd dalle cariche che spettavano loro (presidenze e vicepresidenze delle commissioni), è stato ignorato il metodo D'Hondt, che da sempre veniva usato per garantire la rappresentanza dei cittadini nelle varie commissioni europee".
"La mancata elezione di Eleonora Evi alla presidenza della Commissione Petizioni - proseguono gli europarlamentari 5 stelle -, cosí come l'aver ignorato tutte le vicepresidenze che sarebbero spettate all'Efdd (di cui molte al M5s), rappresenta la negazione della democrazia, la quale vorrebbe che tutti i cittadini venissero rappresentati, compresi quelli che a torto o ragione vengono considerati euroscettici. L'Europa svela cosí il suo vero volto, o meglio conferma quello che abbiamo sempre visto e denunciato".
"Da un lato - accusa l'M5s -, quelle europee sono istituzioni che difendono i diritti delle minoranze, ma quando queste minoranze non si accordano al pensiero unico, allora le emargina nel tentativo di soffocarle, di imbavagliarle. Vediamo ora se ci sarà qualcuno disposto a sollevare gli scudi in difesa della violazione della prassi democratica, che si tratti di qualche autorità indipendente e teoricamente super partes, oppure di qualche giornalista colto da un senso di nausea di fronte a un'ingiustizia tanto conclamata. Abbiamo il vago sospetto che tutti, invece, esulteranno in silenzio".
Sembra dunque che le principali forze politiche europee abbiano serrato i ranghi per tenere al margine dei processi decisionali dell'Unione le forze euroscettiche. Secondo il metodo D'Hondt, che non è un regolamento ma una consuetudine, la presidenza della Commissione Petizioni sarebbe dovuto effettivamente andare al gruppo Efdd (Freedom and Direct Democracy), di cui costituiscono la spina dorsale appunto gli stellati di Grillo e i britannici dell'Ukip di Farage. Ma questa volta la consuetudine è stata ignorata.
Nella sua mail di presentazione della candidatura, Eleonora Evi aveva scritto: "La commissione petizioni rappresenta il luogo naturale del M5S e io sarei onorata di diventarne la presidente. Il nostro obiettivo principale è quello di affinare e mettere in atto la democrazia diretta perché siamo convinti che si possa migliorare la democrazia solo aumentando la partecipazione dei cittadini".
Ed ora, dopo la bocciatura, il Movimento 5 Stelle denuncia "l'omicidio della democrazia" in Commissione Petizioni. "Il cordone sanitario (cosí lo chiamano loro stessi) messo in atto dalle larghe intese continentali ha ucciso ogni prassi istituzionale - si legge in una nota -. Pur di tenere lontano il Movimento 5 Stelle e l'Efdd dalle cariche che spettavano loro (presidenze e vicepresidenze delle commissioni), è stato ignorato il metodo D'Hondt, che da sempre veniva usato per garantire la rappresentanza dei cittadini nelle varie commissioni europee".
"La mancata elezione di Eleonora Evi alla presidenza della Commissione Petizioni - proseguono gli europarlamentari 5 stelle -, cosí come l'aver ignorato tutte le vicepresidenze che sarebbero spettate all'Efdd (di cui molte al M5s), rappresenta la negazione della democrazia, la quale vorrebbe che tutti i cittadini venissero rappresentati, compresi quelli che a torto o ragione vengono considerati euroscettici. L'Europa svela cosí il suo vero volto, o meglio conferma quello che abbiamo sempre visto e denunciato".
"Da un lato - accusa l'M5s -, quelle europee sono istituzioni che difendono i diritti delle minoranze, ma quando queste minoranze non si accordano al pensiero unico, allora le emargina nel tentativo di soffocarle, di imbavagliarle. Vediamo ora se ci sarà qualcuno disposto a sollevare gli scudi in difesa della violazione della prassi democratica, che si tratti di qualche autorità indipendente e teoricamente super partes, oppure di qualche giornalista colto da un senso di nausea di fronte a un'ingiustizia tanto conclamata. Abbiamo il vago sospetto che tutti, invece, esulteranno in silenzio".