KIEV - Il bastone e la carota a parole, mentre sul campo l'Ucraina mette soprattutto il bastone. La situazione rimane caldissima tra Kiev e Mosca per la rivolta dei filorussi nell'est dell'Ucraina, sostenuti nelle loro rivendicazioni dal Cremlino. Si combatte duramente nelle regioni di Donestz e Lugansk, con i carrarmati dell'esercito ucraino che cercano di sradicare i miliziani ribelli. Ma si discute anche, con il governo che prima apre a un cessate il fuoco, ma poco dopo lancia parole di fuoco sull'annessione della Crimea.
L'incontro Klimkin-Mogherini. "L'Ucraina è pronta a un cessate il fuoco bilaterale il prima possibile, se la Russia usa la sua influenza per convincere i separatisti a prendere lo stesso impegno e instaura un controllo dei confini, trasparente, sotto l'egida dell'Osce". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin incontrando i giornalisti italiani prima del suo colloquio con il ministro Federica Mogherini, a Kiev.
Anche "il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dato la sua piena disponibilità a un cessate il fuoco bilaterale immediato", ha detto poi il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che domani chiederà a Mosca, dove incontrerà il presidente Vladimir Putin e il ministro degli esteri Sergei Lavrov, "la massima disponibilità a cogliere questa opportunità", lo stesso messaggio "che ho consegnato a Kiev", ha concluso la Mogherini.
Poroshenko, ha scritto la presidenza ucraina in una nota, "ha espresso la speranza che l'Italia faccia tutto il possibile per accelerare la ratifica dell'accordo di associazione da parte degli Stati dell'Ue e per sostenere l'Ucraina in una situazione interna difficile".
"La Crimea è nostra". Contestualmente, però, Klimkin ha lanciato una nuova offensiva contro la Russia, in contrasto con la sua dichiarazione distensiva di qualche minuto prima. "La Crimea non è perduta, faremo tutto il possibile per riprendercela - ha detto il ministro degli Esteri ucraino - la Crimea è una regione speciale, per molti aspetti economici dipende ancora da Kiev, il referendum che si è tenuto è fasullo".
Il ministro ha anche annunciato che incontrerà la famiglia di Andy Rocchelli, il fotoreporter ucciso in Ucraina, nella sua prossima visita in Italia "per informarli sullo stato dell'inchiesta, avviata dopo la liberazione di Sloviansk".
E, in giornata, è arrivato anche un duro comunicato del Ministero della Difesa: "Non ci sarà piu alcun cessate il fuoco unilaterale da parte dell'Ucraina nelle regioni separatiste orientali", ha annunciato il ministro della Difesa di Kiev, Valeriy Heletei. "Il presidente Poroshenko lo ha chiarito. Ora ogni negoziato sarà possibile solo dopo che i miliziani (filorussi, ndr) avranno deposto le armi una volta e per sempre", ha detto Heletei.
"Il piano di liberazione" del Presidente. La tensione rimane altissima. Proprio oggi un colpo di artiglieria ha colpito un minibus nella città di Lugansk, nell'Ucraina dell' est, uccidendo due persone e ferendone altre quattro. Negli ultimi giorni i militari ucraini hanno ripreso il controllo di alcune città chiave dell'est del Paese, dove da mesi infuria la rivolta dei ribelli filorussi. Dopo la riconquista di Sloviansk, nonostante le parole del ministro Klimkin, sembra imminente l'attacco dei tank di Kiev a Donetsk. E il presidente ucraino Petro Poroshenko ha nominato poche ore fa un nuovo capo delle operazioni militari, Vasyl Grytsak, per combattere i separatisti nell'Est.
Poroshenko, tra l'altro, ha approvato formalmente ieri un nuovo piano per la "liberazione" dell'est ucraino, in particolare Lugansk e Donetsk. Alle forze armate e alla guardia nazionale è stato consegnato il documento ed è ora operativo. Lo riporta l'agenzia di stampa ucraina Unian: secondo gli ordini andranno "spazzati via" tutti i militanti filorussi del Donbass. "Il capo supremo ha approvato un piano che riguarda pienamente tutte le fasi della liberazione della nostra terra dalla destabilizzazione" ha detto un rappresentante del consiglio di sicurezza nazionale.
Mosca: "Kiev non ha pagato il gas". Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato che Kiev non rispetta gli impegni, paragonando l'attuale crisi in Ucraina ai bombardamenti della Nato contro la Jugoslavia nella primavera 1999, "un'aggressione contro uno Stato sovrano senza un mandato Onu". "Gli eventi attuali in Ucraina ci ricordano la Belgrado del 1999", ha detto Lavrov nel corso di colloqui in Bulgaria, come riferito dall'emittente Russia Today. Intanto, il colosso nazionale e governativo del gas russo Gazprom ha fatto sapere in un comunicato che l'Ucraina "non ha pagato il gas russo nel mese di giugno entro la scadenza prevista ed ora il suo debito verso la società è salito a 5,2 miliardi di dollari".
Rapito un religioso cattolico. Intanto arriva la notizia che un prete cattolico di rito orientale, che in passato ha criticato i separatisti filorussi, è stato rapito a Donetsk da un gruppo armato che lo tiene in ostaggio da sei giorni. Lo ha reso noto oggi un pastore protestante. Padre Tikhon, 43 anni, che aveva criticato sulla sua pagina Facebook i separatisti della autoproclamata "Repubblica Popolare di Donetsk" e partecipato a manifestazioni pro-Ucraina ad aprile, è scomparso il 3 luglio, ha precisato all'Afp il coordinatore della "maratona di preghiere per la pace", il pastore Sergei Kossiak.
"75% morti di Maidan uccisi da cecchini". Nel frattempo, la Commissione investigativa della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha pubblicato i risultati dell'inchiesta sulla morte di centinaia di manifestanti in piazza Maidan durante la rivolta del febbraio scorso contro l'ex presidente Viktor Yanukovich. Secondo l'inchiesta, il 75 per cento dei morti a Maidan sarebbe stato ucciso con fucili da cecchino. La commissione afferma che le "esecuzioni di massa" a Maidan sono state compiute da un gruppo criminale guidato dall'ex presidente Yanukovich. Intercettazioni radiofoniche accusano i cecchini delle truppe interne, come le forze speciali "sokol" e le squadracce "berkut".
L'incontro Klimkin-Mogherini. "L'Ucraina è pronta a un cessate il fuoco bilaterale il prima possibile, se la Russia usa la sua influenza per convincere i separatisti a prendere lo stesso impegno e instaura un controllo dei confini, trasparente, sotto l'egida dell'Osce". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Pavel Klimkin incontrando i giornalisti italiani prima del suo colloquio con il ministro Federica Mogherini, a Kiev.
Anche "il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha dato la sua piena disponibilità a un cessate il fuoco bilaterale immediato", ha detto poi il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che domani chiederà a Mosca, dove incontrerà il presidente Vladimir Putin e il ministro degli esteri Sergei Lavrov, "la massima disponibilità a cogliere questa opportunità", lo stesso messaggio "che ho consegnato a Kiev", ha concluso la Mogherini.
Poroshenko, ha scritto la presidenza ucraina in una nota, "ha espresso la speranza che l'Italia faccia tutto il possibile per accelerare la ratifica dell'accordo di associazione da parte degli Stati dell'Ue e per sostenere l'Ucraina in una situazione interna difficile".
"La Crimea è nostra". Contestualmente, però, Klimkin ha lanciato una nuova offensiva contro la Russia, in contrasto con la sua dichiarazione distensiva di qualche minuto prima. "La Crimea non è perduta, faremo tutto il possibile per riprendercela - ha detto il ministro degli Esteri ucraino - la Crimea è una regione speciale, per molti aspetti economici dipende ancora da Kiev, il referendum che si è tenuto è fasullo".
Il ministro ha anche annunciato che incontrerà la famiglia di Andy Rocchelli, il fotoreporter ucciso in Ucraina, nella sua prossima visita in Italia "per informarli sullo stato dell'inchiesta, avviata dopo la liberazione di Sloviansk".
E, in giornata, è arrivato anche un duro comunicato del Ministero della Difesa: "Non ci sarà piu alcun cessate il fuoco unilaterale da parte dell'Ucraina nelle regioni separatiste orientali", ha annunciato il ministro della Difesa di Kiev, Valeriy Heletei. "Il presidente Poroshenko lo ha chiarito. Ora ogni negoziato sarà possibile solo dopo che i miliziani (filorussi, ndr) avranno deposto le armi una volta e per sempre", ha detto Heletei.
"Il piano di liberazione" del Presidente. La tensione rimane altissima. Proprio oggi un colpo di artiglieria ha colpito un minibus nella città di Lugansk, nell'Ucraina dell' est, uccidendo due persone e ferendone altre quattro. Negli ultimi giorni i militari ucraini hanno ripreso il controllo di alcune città chiave dell'est del Paese, dove da mesi infuria la rivolta dei ribelli filorussi. Dopo la riconquista di Sloviansk, nonostante le parole del ministro Klimkin, sembra imminente l'attacco dei tank di Kiev a Donetsk. E il presidente ucraino Petro Poroshenko ha nominato poche ore fa un nuovo capo delle operazioni militari, Vasyl Grytsak, per combattere i separatisti nell'Est.
Poroshenko, tra l'altro, ha approvato formalmente ieri un nuovo piano per la "liberazione" dell'est ucraino, in particolare Lugansk e Donetsk. Alle forze armate e alla guardia nazionale è stato consegnato il documento ed è ora operativo. Lo riporta l'agenzia di stampa ucraina Unian: secondo gli ordini andranno "spazzati via" tutti i militanti filorussi del Donbass. "Il capo supremo ha approvato un piano che riguarda pienamente tutte le fasi della liberazione della nostra terra dalla destabilizzazione" ha detto un rappresentante del consiglio di sicurezza nazionale.
Mosca: "Kiev non ha pagato il gas". Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato che Kiev non rispetta gli impegni, paragonando l'attuale crisi in Ucraina ai bombardamenti della Nato contro la Jugoslavia nella primavera 1999, "un'aggressione contro uno Stato sovrano senza un mandato Onu". "Gli eventi attuali in Ucraina ci ricordano la Belgrado del 1999", ha detto Lavrov nel corso di colloqui in Bulgaria, come riferito dall'emittente Russia Today. Intanto, il colosso nazionale e governativo del gas russo Gazprom ha fatto sapere in un comunicato che l'Ucraina "non ha pagato il gas russo nel mese di giugno entro la scadenza prevista ed ora il suo debito verso la società è salito a 5,2 miliardi di dollari".
Rapito un religioso cattolico. Intanto arriva la notizia che un prete cattolico di rito orientale, che in passato ha criticato i separatisti filorussi, è stato rapito a Donetsk da un gruppo armato che lo tiene in ostaggio da sei giorni. Lo ha reso noto oggi un pastore protestante. Padre Tikhon, 43 anni, che aveva criticato sulla sua pagina Facebook i separatisti della autoproclamata "Repubblica Popolare di Donetsk" e partecipato a manifestazioni pro-Ucraina ad aprile, è scomparso il 3 luglio, ha precisato all'Afp il coordinatore della "maratona di preghiere per la pace", il pastore Sergei Kossiak.
"75% morti di Maidan uccisi da cecchini". Nel frattempo, la Commissione investigativa della Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, ha pubblicato i risultati dell'inchiesta sulla morte di centinaia di manifestanti in piazza Maidan durante la rivolta del febbraio scorso contro l'ex presidente Viktor Yanukovich. Secondo l'inchiesta, il 75 per cento dei morti a Maidan sarebbe stato ucciso con fucili da cecchino. La commissione afferma che le "esecuzioni di massa" a Maidan sono state compiute da un gruppo criminale guidato dall'ex presidente Yanukovich. Intercettazioni radiofoniche accusano i cecchini delle truppe interne, come le forze speciali "sokol" e le squadracce "berkut".