PARIGI - Il governo francese ha rivelato di aver sventato un complotto ancora in fase di discussione per colpire i simboli del Paese: la Torre Eiffel, il museo del Louvre e una centrale nucleare. Secondo il quotidiano Le Parisienne la polizia è riuscita nell'impresa dopo aver decrittato un codice di comunicazione tra un macellaio 29enne algerino, residente nel sud, vicino ad Avignone, e uno dei capi di al-Qaeda nel Maghreb Isalmico (il ramo nordafricano dell'organizzazione fondata da Osama bin Laden).
Il giovane - sposato e con due figli - aveva programmato di partire per l'Algeria, dove avrebbe dovuto intraprendere "la formazione militare e l'addestramento alle tecniche di combattimento" per poter attuare, una volta tornato in Francia, la sua missione terroristica", come si legge negli atti del processo.
"Ali M. non è un caso isolato - dice Marc Trevidic, capo del pool antiterrorismo - di reclute come lui, programmate per colpire i francesi, ce ne sono sicuramente altre sul nostro territorio. Intercettarle, ottenere il massimo di informazioni su di loro e arrestarle è il solo modo per essere efficaci". Secondo il giudice, attualmente, Aqmi "è la principale minaccia" in Francia.
Il giovane - sposato e con due figli - aveva programmato di partire per l'Algeria, dove avrebbe dovuto intraprendere "la formazione militare e l'addestramento alle tecniche di combattimento" per poter attuare, una volta tornato in Francia, la sua missione terroristica", come si legge negli atti del processo.
"Ali M. non è un caso isolato - dice Marc Trevidic, capo del pool antiterrorismo - di reclute come lui, programmate per colpire i francesi, ce ne sono sicuramente altre sul nostro territorio. Intercettarle, ottenere il massimo di informazioni su di loro e arrestarle è il solo modo per essere efficaci". Secondo il giudice, attualmente, Aqmi "è la principale minaccia" in Francia.