GERUSALEMME - Forze di terra israeliane sono penetrate nella zona nord della striscia di Gaza. Obiettivo, alcuni sistemi di lancio di missili di Hamas. L'operazione, la prima con un ampio dispiegamento di militari israeliani oltre la linea di confine con l'area palestinese, è durata circa due ore e sono stati "neutralizzati con successo lanciatori di razzi a lunga distanza", ha detto una fonte militare, riportata dai media israeliani. Negli scontri a fuoco quattro soldati israeliani sono rimasti leggermente feriti. Tutte le truppe scelte sono poi rientrate all'interno dei confini di Israele. Al termine della riunione in tarda serata, il gabinetto di sicurezza del governo israeliano ha fatto sapere di aver deciso di procedere ad ammassare truppe di terra al confine con la Striscia ma continuando a insistere - al momento - con i raid aerei.
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Popolazione in allerta. L'esercito israeliano ha lanciato volantini sulla zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, con l'avviso agli abitanti di abbandonare prima di mezzogiorno le case: "Chiunque trascuri le istruzioni dell'esercito metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione. L'operazione dell'esercito - è scritto - sarà breve". Secondo la circolare, scritta in arabo, l'esercito "ha intenzione di attaccare le infrastrutture terroriste ad est di Al Aatara e della strada As Sultyan, e ad ovest e nord del campo profughi di Jabalia". Il volantino dà istruzioni anche sulla strada da seguire per cercare rifugio: "A sud di Jabalia attraverso (la strada) Shara al-Faluja". Ma l'avviso alla popolazione di abbandonare le case è arrivato anche attraverso i media palestinesi e telefonicamente.
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Fuga di massa. Dopo le minacce israeliane di iniziare presto bombardamenti a tappeto, tre località situate all'estremità Nord della Striscia - Beit Lahya, a-Atatra e Salatin - si sono trasformate stamane in 'agglomerati fantasma'. Fonti locali riferiscono che migliaia di abitanti (alcune stime arrivano fino a 20 mila) hanno abbandonato a precipizio la scorsa notte le loro abitazioni e si sono rifugiati in istituti scolastici dell'Unrwa (l'agenzia Onu per i profughi) nella speranza che questi non saranno colpiti da Israele. Queste persone sono arrivate senza alcun bagaglio. Molte non hanno potuto nemmeno consumare, la scorsa notte, il pasto rituale del Ramadan e di conseguenza sono ancora a digiuno. In tutti regna l'apprensione per il fatto che al termine del conflitto resteranno senza tetto. Israele ha spiegato la necessità di evacuare quei rioni perché da là, si afferma, vengono sparati i razzi di Hamas a lunga gittata capaci di colpire non solo Tel Aviv e Gerusalemme ma anche - almeno in teoria - Haifa.
Tensione altissima. Secondo fonti militari, l'operazione di oggi sarebbe stata condotta solo da forze speciali della Marina e, al momento, non sarebbero previste, per le prossime ore, nuove incursioni. "L'opzione di un'invasione della Striscia di Gaza, comunque, resta" ha riferito un portavoce dell'esercito israeliano. Probabilmente si attende il pieno dispiegamento dei 20 mila riservisti richiamati e - anche se il governo di Gerusalemme continua a ribadire che non si farà influenzare da pressioni estere - l'esito di contatti che sono in corso tra Egitto, Giordania, Qatar, Europa e Stati Uniti per arrivare ad una proposta di cessate il fuoco che possa trovare l'accordo di Israele e di Hamas.
L'appello del Papa: "Sforzo per la pace". Il Papa, in un 'accorato appello' dopo l'Angelus ha esortato 'le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilita' politiche a livello locale e internazionalè in Terrasanta "a non risparmiare la preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per fare cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti".
Francia a Israele: "Dia prova di moderazione". La Francia chiede a Israele di "dare prova di moderazione nella sua risposta" contro Gaza di
fronte ai lanci di razzi di Hamas, che "noi condanniamo" e un "cessate il fuoco immediato": così il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. "Condanniamo i lanci di razzi di Hamas, ma domandiamo anche a Israele di dare prova di moderazione nella sua risposta e in particolare di rispettare il diritto internazionale e di garantire che i civili siano risparmiati".
Steinmeier domani vedrà Netanyahu e Abu Mazen. Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier arriverà domani nella regione per incontrare sia il premier Benyamin Netanyahu sia il leader palestinese Abu Mazen. Obiettivo della visita - dicono i media israeliani - è quello di aiutare il negoziato.
Chiusa Spianata delle Moschee a Gerusalemme. La polizia israeliana ha chiuso la Spianata delle moschee ai visitatori dopo che in mattinata dimostranti palestinesi avevano dato vita ad accesi disordini. Per riportare l'ordine la polizia è stata costretta a fare ingresso nella Spianata, dove ha arrestato dieci manifestanti. Due ufficiali di polizia sono rimasti feriti.
La versione palestinese. Se dalle poche notizie diffuse sull'operazione odierna emerge che sono 4 i militari israeliani feriti in modo leggero, Hamas, invece, parla di pesanti perdite inflitte agli "invasori" nella zona di Sudanya. "Abbiamo respinto l'attacco - ha detto un portavoce dell'organizzazione islamica palestinese - e sconfitto il tentativo di penetrare nei nostri territori. Il nemico ha subito consistenti perdite".
Raid sulla Striscia. Intanto, continuano i raid aerei contro "obiettivi" militari di Hamas nella Striscia. Un giovane palestinese di 14 anni è rimasto ucciso all'alba di oggi durante una di queste incursioni condotte da elicotteri israeliani. Lo rendono noto i servizi di sicurezza locali. Il ragazzo, Ibrahim al-Najar, sarebbe morto a Jabalya, nel nord della striscia. Secondo la polizia di Gaza, 17 raid avrebbero colpito la regione tra le 4 e le 5 ora locale (le 3 e le 4 ora italiana). Anche una donna di 44 anni ha perso la vita, dopo che una casa vicina era stata colpita dagli ordigni lanciati dagli elicotteri israeliani: la donna era rimasta ferita, ma è deceduta mentre tentavano di portarla in un ospedale.
I bambini 22% delle vittime. Ci sono 36 bambini, 24 donne e 14 oltre i 60 anni tra le persone uccise nei sei giorni dell'offensiva di Israele nella Striscia. E' il bilancio del ministero della Salute di Gaza, secondo cui i morti sono in totale 165. Sono invece 1.232 i feriti, tra cui 346 bambini, 256 donne e 48 over 60. Sei i centri di primo soccorso danneggiati: al-Fakhari; Beach; al-Attatrah; Ashi clinic; Medical Relief for Chronic Diseases; Beit Hanoun Center for Medical Relief. Tredici invece quelli chiusi, mentre gli ospedali attaccati dai raid sono quello Europeo di Gaza e quello di al-Wafa. Tre ambulanze sonon state distrutte e un centro per le ambulanze è stato danneggiato.
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Popolazione in allerta. L'esercito israeliano ha lanciato volantini sulla zona di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, con l'avviso agli abitanti di abbandonare prima di mezzogiorno le case: "Chiunque trascuri le istruzioni dell'esercito metterà la vita di se stesso e della sua famiglia a rischio. Attenzione. L'operazione dell'esercito - è scritto - sarà breve". Secondo la circolare, scritta in arabo, l'esercito "ha intenzione di attaccare le infrastrutture terroriste ad est di Al Aatara e della strada As Sultyan, e ad ovest e nord del campo profughi di Jabalia". Il volantino dà istruzioni anche sulla strada da seguire per cercare rifugio: "A sud di Jabalia attraverso (la strada) Shara al-Faluja". Ma l'avviso alla popolazione di abbandonare le case è arrivato anche attraverso i media palestinesi e telefonicamente.
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Fuga di massa. Dopo le minacce israeliane di iniziare presto bombardamenti a tappeto, tre località situate all'estremità Nord della Striscia - Beit Lahya, a-Atatra e Salatin - si sono trasformate stamane in 'agglomerati fantasma'. Fonti locali riferiscono che migliaia di abitanti (alcune stime arrivano fino a 20 mila) hanno abbandonato a precipizio la scorsa notte le loro abitazioni e si sono rifugiati in istituti scolastici dell'Unrwa (l'agenzia Onu per i profughi) nella speranza che questi non saranno colpiti da Israele. Queste persone sono arrivate senza alcun bagaglio. Molte non hanno potuto nemmeno consumare, la scorsa notte, il pasto rituale del Ramadan e di conseguenza sono ancora a digiuno. In tutti regna l'apprensione per il fatto che al termine del conflitto resteranno senza tetto. Israele ha spiegato la necessità di evacuare quei rioni perché da là, si afferma, vengono sparati i razzi di Hamas a lunga gittata capaci di colpire non solo Tel Aviv e Gerusalemme ma anche - almeno in teoria - Haifa.
Tensione altissima. Secondo fonti militari, l'operazione di oggi sarebbe stata condotta solo da forze speciali della Marina e, al momento, non sarebbero previste, per le prossime ore, nuove incursioni. "L'opzione di un'invasione della Striscia di Gaza, comunque, resta" ha riferito un portavoce dell'esercito israeliano. Probabilmente si attende il pieno dispiegamento dei 20 mila riservisti richiamati e - anche se il governo di Gerusalemme continua a ribadire che non si farà influenzare da pressioni estere - l'esito di contatti che sono in corso tra Egitto, Giordania, Qatar, Europa e Stati Uniti per arrivare ad una proposta di cessate il fuoco che possa trovare l'accordo di Israele e di Hamas.
L'appello del Papa: "Sforzo per la pace". Il Papa, in un 'accorato appello' dopo l'Angelus ha esortato 'le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilita' politiche a livello locale e internazionalè in Terrasanta "a non risparmiare la preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per fare cessare ogni ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti".
Francia a Israele: "Dia prova di moderazione". La Francia chiede a Israele di "dare prova di moderazione nella sua risposta" contro Gaza di
fronte ai lanci di razzi di Hamas, che "noi condanniamo" e un "cessate il fuoco immediato": così il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. "Condanniamo i lanci di razzi di Hamas, ma domandiamo anche a Israele di dare prova di moderazione nella sua risposta e in particolare di rispettare il diritto internazionale e di garantire che i civili siano risparmiati".
Steinmeier domani vedrà Netanyahu e Abu Mazen. Il ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier arriverà domani nella regione per incontrare sia il premier Benyamin Netanyahu sia il leader palestinese Abu Mazen. Obiettivo della visita - dicono i media israeliani - è quello di aiutare il negoziato.
Chiusa Spianata delle Moschee a Gerusalemme. La polizia israeliana ha chiuso la Spianata delle moschee ai visitatori dopo che in mattinata dimostranti palestinesi avevano dato vita ad accesi disordini. Per riportare l'ordine la polizia è stata costretta a fare ingresso nella Spianata, dove ha arrestato dieci manifestanti. Due ufficiali di polizia sono rimasti feriti.
La versione palestinese. Se dalle poche notizie diffuse sull'operazione odierna emerge che sono 4 i militari israeliani feriti in modo leggero, Hamas, invece, parla di pesanti perdite inflitte agli "invasori" nella zona di Sudanya. "Abbiamo respinto l'attacco - ha detto un portavoce dell'organizzazione islamica palestinese - e sconfitto il tentativo di penetrare nei nostri territori. Il nemico ha subito consistenti perdite".
Raid sulla Striscia. Intanto, continuano i raid aerei contro "obiettivi" militari di Hamas nella Striscia. Un giovane palestinese di 14 anni è rimasto ucciso all'alba di oggi durante una di queste incursioni condotte da elicotteri israeliani. Lo rendono noto i servizi di sicurezza locali. Il ragazzo, Ibrahim al-Najar, sarebbe morto a Jabalya, nel nord della striscia. Secondo la polizia di Gaza, 17 raid avrebbero colpito la regione tra le 4 e le 5 ora locale (le 3 e le 4 ora italiana). Anche una donna di 44 anni ha perso la vita, dopo che una casa vicina era stata colpita dagli ordigni lanciati dagli elicotteri israeliani: la donna era rimasta ferita, ma è deceduta mentre tentavano di portarla in un ospedale.
I bambini 22% delle vittime. Ci sono 36 bambini, 24 donne e 14 oltre i 60 anni tra le persone uccise nei sei giorni dell'offensiva di Israele nella Striscia. E' il bilancio del ministero della Salute di Gaza, secondo cui i morti sono in totale 165. Sono invece 1.232 i feriti, tra cui 346 bambini, 256 donne e 48 over 60. Sei i centri di primo soccorso danneggiati: al-Fakhari; Beach; al-Attatrah; Ashi clinic; Medical Relief for Chronic Diseases; Beit Hanoun Center for Medical Relief. Tredici invece quelli chiusi, mentre gli ospedali attaccati dai raid sono quello Europeo di Gaza e quello di al-Wafa. Tre ambulanze sonon state distrutte e un centro per le ambulanze è stato danneggiato.