KIEV - Ancora alta tensione tra Ucraina e Russia. I ribelli hanno centrato un aereo Antonov 26 dell'esercito di Kiev. Sembrerebbe l'ennesimo episodio nella guerra che oppone l'esercito dell'ex repubblica sovietica ai separatisti filorussi dell'est del paese. Ma questa volta Kiev accusa senza mezzi termini: "I colpi sono arrivati da territorio russo". L'aereo è precipitato nei pressi della cittadina di Davido-Nikolsk, nella regione di Lugansk.
Secondo Kiev "l'aereo volava ad una quota di 6500 metri ed era impossibile abbatterlo con complessi anti aereo portatili da terra, quindi l'aereo è stato colpito con un'altra arma missilistica più potente, che presumibilmente è stata usata dal territorio della Federazione russa", si legge in un comunicato del ministero della difesa ucraina. I ribelli avevano rivendicato l'azione, affermando di aver colpito anche un caccia Su-25. C'è incertezza sulla sorte degli uomini sul velivolo: secondo testimoni si sarebbero salvati lanciandosi con il paracadute. I filorussi hanno affermato di aver catturato quattro membri dell'equipaggio e di averli portati nella città di Krasnodon dove sono "sottoposti a interrogatorio", senza specificare le loro condizioni di salute.
Da Kiev il presidente Petro Poroshenko tuona contro la Russia: "Negli ultimi tre giorni, le forze armate dell'Ucraina sono state attaccate dal fuoco di lanciamissili di produzione russa" ha affermato il presidente dell'ex repubblica sovietica nel corso di una riunione con i suoi consiglieri per la sicurezza, aggiungendo che esistono indizi in base ai quali ufficiali russi sono coinvolti nelle ostilità. Da tempo Kiev sostiene che Mosca appoggi i separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina, ma il Cremlino ha sempre respinto le accuse.
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Continua la controffensiva dell'esercito di Kiev per riprendere il pieno controllo delle regioni dell'Est controllate dai separatisti filorussi. Nella notte aspri scontri si sono verificati in diversi centri abitati, come Uralo-Kavkaz, Porechiye, Goncharovka, Smolyaninovo e Sukhodolsk, mentre ieri 30 miliziani sono morti in seguito a un attacco di artiglieria dell'esercito ucraino nel villaggio di Aleksandrovka, nella regione di Lugansk, secondo quanto riportato dal centro di informazione del "Fronte Sudorientale". Nella notte sarebbe stato sbloccato dall'esercito di Kiev l'aeroporto di Lugansk, da settimane nelle mani dei ribelli, dopo intensi combattimenti contro i separatisti filorussi. A comunicarlo un post su Facebook della presidenza ucraina.
Giornalista filorusso ritrovato morto. Era scomparso il 18 giugno scorso e di lui non si erano avute più notizie. Oggi il triste epilogo: Serghei Dolgov, un giornalista di Mariupol (Ucraina orientale) sequestrato il 18 giugno scorso, è stato trovato morto vicino a Dnipropetrovsk. Purtroppo non è il primo operatore dell'informazione a perdere la vita nell'est dell'ucraina, dove ribelli filorussi e forze regolari si danno battaglia ormai da mesi. Lo scorso 24 maggio aveva perso la vita il fotografo italiano Andrea Rocchelli, raggiunto da colpi di armi da fuoco nella regione di Donetsk.
La notizia è stata diffusa su Facebook da Konstatin Dolgov, co-presidente dell'organizzazione separatista filorussa "Fronte popolare Novorossia", secondo il quale dopo il rapimento il giornalista sarebbe stato portato a Dnipopetrovsk e torturato. Serghei Dolgov era il direttore del giornale "Voglio tornare all'Urss" e raccoglieva informazioni sulle violazioni dei diritti umani delle forze ucraine nel conflitto nell'est del Paese.
Lavrov apre agli osservatori Osce. Dopo la tensione dei giorni scorsi, dalla Russia arriva l'apertura del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha invitato l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa a mandare i suoi osservatori al confine russo-ucraino. Si tratta di "un gesto di buona volontà" che vuole "anticipare il cessate il fuoco", fa sapere il capo della diplomazia di Mosca.
Il conflitto che sta dilaniando l'ex repubblica sovietica rischia di creare una migrazione di massa verso la vicina Russia. Secondo il capo del servizio federale di immigrazione russo Konstantin Romodanovsky, circa mezzo milione di ucraini potrebbero richiedere lo status di rifugiato o di asilo temporaneo in Russia, in caso di ulteriore escalation del conflitto. Dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, fanno sapere che più di 30.000 cittadini ucraini al momento hanno chiesto alla Russia lo status di rifugiato e l'asilo temporaneo.
Secondo Kiev "l'aereo volava ad una quota di 6500 metri ed era impossibile abbatterlo con complessi anti aereo portatili da terra, quindi l'aereo è stato colpito con un'altra arma missilistica più potente, che presumibilmente è stata usata dal territorio della Federazione russa", si legge in un comunicato del ministero della difesa ucraina. I ribelli avevano rivendicato l'azione, affermando di aver colpito anche un caccia Su-25. C'è incertezza sulla sorte degli uomini sul velivolo: secondo testimoni si sarebbero salvati lanciandosi con il paracadute. I filorussi hanno affermato di aver catturato quattro membri dell'equipaggio e di averli portati nella città di Krasnodon dove sono "sottoposti a interrogatorio", senza specificare le loro condizioni di salute.
Da Kiev il presidente Petro Poroshenko tuona contro la Russia: "Negli ultimi tre giorni, le forze armate dell'Ucraina sono state attaccate dal fuoco di lanciamissili di produzione russa" ha affermato il presidente dell'ex repubblica sovietica nel corso di una riunione con i suoi consiglieri per la sicurezza, aggiungendo che esistono indizi in base ai quali ufficiali russi sono coinvolti nelle ostilità. Da tempo Kiev sostiene che Mosca appoggi i separatisti filorussi nell'est dell'Ucraina, ma il Cremlino ha sempre respinto le accuse.
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Continua la controffensiva dell'esercito di Kiev per riprendere il pieno controllo delle regioni dell'Est controllate dai separatisti filorussi. Nella notte aspri scontri si sono verificati in diversi centri abitati, come Uralo-Kavkaz, Porechiye, Goncharovka, Smolyaninovo e Sukhodolsk, mentre ieri 30 miliziani sono morti in seguito a un attacco di artiglieria dell'esercito ucraino nel villaggio di Aleksandrovka, nella regione di Lugansk, secondo quanto riportato dal centro di informazione del "Fronte Sudorientale". Nella notte sarebbe stato sbloccato dall'esercito di Kiev l'aeroporto di Lugansk, da settimane nelle mani dei ribelli, dopo intensi combattimenti contro i separatisti filorussi. A comunicarlo un post su Facebook della presidenza ucraina.
Giornalista filorusso ritrovato morto. Era scomparso il 18 giugno scorso e di lui non si erano avute più notizie. Oggi il triste epilogo: Serghei Dolgov, un giornalista di Mariupol (Ucraina orientale) sequestrato il 18 giugno scorso, è stato trovato morto vicino a Dnipropetrovsk. Purtroppo non è il primo operatore dell'informazione a perdere la vita nell'est dell'ucraina, dove ribelli filorussi e forze regolari si danno battaglia ormai da mesi. Lo scorso 24 maggio aveva perso la vita il fotografo italiano Andrea Rocchelli, raggiunto da colpi di armi da fuoco nella regione di Donetsk.
La notizia è stata diffusa su Facebook da Konstatin Dolgov, co-presidente dell'organizzazione separatista filorussa "Fronte popolare Novorossia", secondo il quale dopo il rapimento il giornalista sarebbe stato portato a Dnipopetrovsk e torturato. Serghei Dolgov era il direttore del giornale "Voglio tornare all'Urss" e raccoglieva informazioni sulle violazioni dei diritti umani delle forze ucraine nel conflitto nell'est del Paese.
Lavrov apre agli osservatori Osce. Dopo la tensione dei giorni scorsi, dalla Russia arriva l'apertura del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha invitato l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa a mandare i suoi osservatori al confine russo-ucraino. Si tratta di "un gesto di buona volontà" che vuole "anticipare il cessate il fuoco", fa sapere il capo della diplomazia di Mosca.
Il conflitto che sta dilaniando l'ex repubblica sovietica rischia di creare una migrazione di massa verso la vicina Russia. Secondo il capo del servizio federale di immigrazione russo Konstantin Romodanovsky, circa mezzo milione di ucraini potrebbero richiedere lo status di rifugiato o di asilo temporaneo in Russia, in caso di ulteriore escalation del conflitto. Dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, fanno sapere che più di 30.000 cittadini ucraini al momento hanno chiesto alla Russia lo status di rifugiato e l'asilo temporaneo.