CON I passeggeri del Boeing 777 della compagnia malese, si arriva quasi a 1000: è il numero di civili uccisi "per errore". Il primo caso risale a 31 anni fa. È il 1° settembre 1983 quando il volo 007 della Korean Air Lines, un aereo civile sudcoreano, viene abbattuto mentre sorvola l'isola russa di Sachalin nell'Oceano Pacifico Settentrionale. A bordo 269 persone, 240 passeggeri e 29 membri dell'equipaggio, nessun sopravvissuto. Il Boeing 747 fu colpito da due missili AA-3 Anab lanciati da un caccia dell'aeronautica sovietica. Era partito il 31 agosto dall'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York e stava proseguendo verso Seul dopo aver effettuato un rifornimento di combustibile ad Anchorage, in Alaska. Al momento dell'abbattimento l'aereo si trovava a circa 300 miglia nautiche a nord-ovest della rotta di volo prevista e stava quindi violando lo spazio aereo russo. L'errore fu probabilmente dovuto a un'impostazione sbagliata dell'autopilota che indirizzò il veicolo nella zona proibita.
Cinque anni più tardi, il 3 luglio 1988, un missile statunitense lanciato dall'incrociatore Vincennes della US Navy abbatte il volo Iran Air 655 con a bordo 290 passeggeri tra i quali 66 bambini. L'Airbus A300B2-203 era partito da Bandar Abbas nel sud dell'Iran ed era diretto a Dubai. Secondo un rapporto degli Stati Uniti l'incrociatore aveva scambiato il velivolo per un caccia dell'Aeronautica militare iraniana. Nel momento dell'abbattimento l'aereo stava sorvolando il Golfo Persico 74 km a sud-ovest dalla città di partenza. Il governo americano risarcì le famiglie delle vittime con circa 62 milioni di dollari senza mai ammettere la propria colpa.
Stava sorvolando Sochi, la città sul Mar Nero, invece, il volo della Siberia Airlines 1812. Era il 4 ottobre 2001 e trasportava 88 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Il trimotore della compagnia siberiana era partito dall'aeroporto israeliano di Tel Aviv ed era diretto a Novosibirsk. Fu abbattuto per errore da un missile antiaereo ucraino lanciato durante un'esercitazione. La causa del disastro venne accertata dal Ministero della Difesa Usa: un satellite militare del Pentagono, infatti, aveva fotografato il lancio di un missile in territorio ucraino proprio nel momento della scomparsa dai radar dell'aereo russo.
Ma alla memoria italiana non può che tornare alla memoria la strage a noi più vicina, quella di Ustica: il Dc-9 dell'Itavia si schiantò nel Tirreno la notte del 27 giugno 1980, in circostanze ancora da chiarire fino in fondo. Morirono 81 persone in quello che in un primo momento fu classificato come "cedimento strutturale". Ma oltre 30 anni di indagini e inchieste hanno portato, almeno da un punto di vista processuale, a un'ipotesi del tutto diversa, quella del missile sparato da aereo ignoto, probabilmente della Nato. La Cassazione ha accertato che ci fu depistaggio su quella strage e ha condannato lo Stato italiano a risarcire le vittime, per non aver garantito la sicurezza aerea.
Cinque anni più tardi, il 3 luglio 1988, un missile statunitense lanciato dall'incrociatore Vincennes della US Navy abbatte il volo Iran Air 655 con a bordo 290 passeggeri tra i quali 66 bambini. L'Airbus A300B2-203 era partito da Bandar Abbas nel sud dell'Iran ed era diretto a Dubai. Secondo un rapporto degli Stati Uniti l'incrociatore aveva scambiato il velivolo per un caccia dell'Aeronautica militare iraniana. Nel momento dell'abbattimento l'aereo stava sorvolando il Golfo Persico 74 km a sud-ovest dalla città di partenza. Il governo americano risarcì le famiglie delle vittime con circa 62 milioni di dollari senza mai ammettere la propria colpa.
Stava sorvolando Sochi, la città sul Mar Nero, invece, il volo della Siberia Airlines 1812. Era il 4 ottobre 2001 e trasportava 88 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Il trimotore della compagnia siberiana era partito dall'aeroporto israeliano di Tel Aviv ed era diretto a Novosibirsk. Fu abbattuto per errore da un missile antiaereo ucraino lanciato durante un'esercitazione. La causa del disastro venne accertata dal Ministero della Difesa Usa: un satellite militare del Pentagono, infatti, aveva fotografato il lancio di un missile in territorio ucraino proprio nel momento della scomparsa dai radar dell'aereo russo.
Ma alla memoria italiana non può che tornare alla memoria la strage a noi più vicina, quella di Ustica: il Dc-9 dell'Itavia si schiantò nel Tirreno la notte del 27 giugno 1980, in circostanze ancora da chiarire fino in fondo. Morirono 81 persone in quello che in un primo momento fu classificato come "cedimento strutturale". Ma oltre 30 anni di indagini e inchieste hanno portato, almeno da un punto di vista processuale, a un'ipotesi del tutto diversa, quella del missile sparato da aereo ignoto, probabilmente della Nato. La Cassazione ha accertato che ci fu depistaggio su quella strage e ha condannato lo Stato italiano a risarcire le vittime, per non aver garantito la sicurezza aerea.