Esteri

Nomine Ue, l'Economist contro Mogherini: "Meglio la Bonino"

Sul settimanale britannico duro affondo contro la candidata di Renzi alla guida della diplomazia Ue: poca esperienza, troppo favorevole alla Russia. Emergono i nomi della ex ministro degli Esteri italiana, del ministro polacco Sikorski e dell'ex premier svedese Carlo Bildt
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

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LONDRA  -  La stampa britannica continua ad attaccare Federica Mogherini, il ministro degli Esteri italiano candidata dal presidente del Consiglio Renzi al posto di capo della diplomazia europea, una delle poltrone più importanti che la Ue deve assegnare nel suo nuovo mandato. L'Economist, una delle testate più autorevoli del Regno Unito e del mondo, afferma che i leader europei dovrebbero trovare "un candidato migliore" per l'incarico di "Mister o Mrs. Pesc", l'acronimo di politica estera e di sicurezza comune, e fa anche qualche nome alternativo a quello della Mogherini, tra cui quello di Emma Bonino, che l'aveva preceduta alla guida della Farnesina nel governo Letta. 

"Nonostante l'attuale impasse, Federica Mogherini rimane il candidato ufficiale per la posizione di Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione Europea", osserva il settimanale di Londra, "ma i leader europei dovrebbero usare il tempo che hanno adesso a disposizione (perché la decisione è stata rimandata a fine agosto, ndr.) per trovare un candidato migliore". L'Economist definisce quello che è accaduto al Consiglio Europeo di mercoledì, che non è riuscito a trovare un'intesa sulle nomine Ue, come un'occasione da cui trarre lezioni. A questo proposito la rivista ricorda quelli che sono stati considerati i punti deboli della candidatura Mogherini, notando che un eventuale nuovo candidato alternativo dovrebbe avere caratteristiche più convincenti proprio sotto tale profilo. E infine cita alcuni nomi che da questo punto di vista potrebbero costituire a suo dire una buona scelta: dall'ex ministro degli Esteri italiano Emma Bonino al capo della diplomazia polacca Radek Sikorski al diplomatico ed ex-primo ministro svedese Carl Bildt.

"L'Unione Europea si lamenta spesso di non essere presa sul serio nel mondo", conclude l'articolo dell'Economist. "Ecco un'opportunità perché ciò cambi".

In precedenza era stato un altro prestigioso organo di stampa britannico, il Financial Times, a pubblicare lo "scoop" dell'opposizione dei paesi dell'Europa orientale alla Mogherini in nome di una sua presunta linea filo-russa. Il fatto che gli attacchi mediatici al nostro ministro vengano ora di nuovo da Londra può far venire il sospetto che siano il frutto di una campagna orchestrata da Downing street o dal Foreign Office britannico attraverso indiscrezioni, fatte filtrare non a caso attraverso i due più autorevoli giornali d'Europa.