<em class="author">di A. GUERRERA e K. RICCARDI</em>
Si tratta per una "security zone" di 20 chilometri nell'area dove si è schiantato il Boeing della Malaysia. Osservatori Osce sul posto, i separatisti li bloccano. Denunciati saccheggi. Obama chiama i leader mondiali: "Subito un'inchiesta indipendente. Pronte nuove sanzioni contro Mosca", che reagisce duramente: "Basta visti a 12 cittadini Usa". Merkel a Putin: "Fermare subito le milizie dell'Est"
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KIEV - I cadaveri sono ancora stesi a terra, coperti da teli neri, sparsi in una zona con un raggio di venti chilometri, caduti insieme a effetti personali che nessuno è in grado di proteggere dai saccheggi. Tanto che il governo dell'Ucraina ha dovuto esortare i familiari delle vittime ad annullare le carte di credito. Dopo la tragedia del Boeing 777 della Malaysia Airlines, Kiev, i ribelli filorussi e Mosca continuano a rinfacciarsi accuse e responsabilità dello schianto. Oggi il governo ha ribadito che i separatisti avrebbero "abbattuto l'aereo con l'aiuto di autorità russe" per quello che è "a tutti gli effetti un atto terroristico". Queste, inoltre, secondo Kiev, li starebbero aiutando a "distruggere le prove" che dimostrebbero il loro coinvolgimento nel disastro. E' la tesi anche del quotidiano britannico Guardian di oggi, in prima pagina. Trentotto corpi, inoltre, sarebbero stati trasportati dai ribelli verso un obitorio di Donetsk, forse per insabbiare qualche scomodo indizio. In serata, un colloquio teso fra il segretario di Stato americano Kerry e il ministro degli esteri russo Lavrov. Kerry si è detto preoccupato per il trattamento riservato agli osservatori dell'Osce, che hanno avuto un accesso limitato alla zona della strage, e anche per lo spostamento in atto di alcuni pezzi dell'aereo. [[ge:rep-locali:repubblica:91958606]] I separatisti rispondono. Nel pomeriggio il leader dei separatisti di Donetsk, Aleksander Borodai, in una conferenza stampa ha assicurato che nulla è stato portato via dalle zone in cui sono sparsi i rottami e che nessuna prova è stata inquinata. Borodai ha inoltre fatto notare che "i corpi di innocenti sono distesi a terra, nel caldo". "Ci riserviamo il diritto, se i ritardi continuano...di cominciare le operazioni per portarli via", ha aggiunto, "chiediamo alla Federazione Russa di aiutarci con questo problema e di mandarci i loro esperti".
Le scatole nere. A oltre 48 ore dalla strage è ancora contesa per le scatole nere. I registratori di bordo del Boeing 777 dovrebbero essere ancora nelle mani dei separatisti che il 17 luglio, poco dopo lo schianto avevano annunciato di averle ritrovate. Ma se è fin troppo vago dove possano essere, ancora meno chiaro è a chi toccherà decifrarle. Sui registratori di bordo che si gioca la partita delle ultime ore. La Russia ha già detto che non intende appropriarsi delle scatole nere, che invece dovranno essere decifrate dall'Oaci. I miliziani vogliono trasferirle a mosca. Kiev non transige: le prove rimangano sul territorio dell'Ucraina. Ma la malesia è entrata nella discussione a gamba tesa: il ministro dei trasporti Liou Tiong Lai, in partenza per Kiev, ha detto che Kuala Lumpur intende ottenerle e analizzarle. "Un gruppo di esperti è andato in Ucraina, e per lo stesso scopo, anche io vado a Kiev", ha specificato, sottolinendo di non avere ancora informazioni su dove i registratori di bordo si trovino al momento. In risposta, un rappresentante del consiglio di sicurezza nazionale di Ucraina Andrei Lysenko ha detto che "scatole nere" sono ancora nelle mani dei separatisti.
Smentita la "zona di sicurezza". Cadono dunque tutte le flebili speranze di trattativa tra Ucraina e Russia. Stamane Kiev aveva annunciato che membri del gruppo di contatto che comprende Ucraina, Russia e Osce avevano raggiunto un accordo con i separatisti filorussi per "l'attuazione di una zona di sicurezza di 20 chilometri" nel luogo in cui si è schiantato l'aereo della Malaysia Airlines due giorni fa. Ma subito dopo Sergei Kavtaradze, uno dei leader separatisti della Repubblica Popolare di Donetsk, ha smentito: "Non c'è nessuna zona di sicurezza", ha detto Kavtaradze alla Reuters. "Ci sono ancora attività militari da quelle parti". E un testimone alla Reuters ha conferma: "I ribelli ostacolano tuttora l'accesso all'area". [[ge:rep-locali:repubblica:91937967]] I filorussi ostacolano gli osservatori internazionali. Del resto, fino a qualche ora prima dell'annuncio di Kiev, gli osservatori internazionali che indagano sulla tragedia hanno raccontato di essere stati accolti con ostilità da uomini armati sul luogo dello schianto. Miliziani filorussi che custodivano la zona, ha spiegato Michael Bociurkiw, portavoce per l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in europa (Osce), aggiungendo che il gruppo è potuto rimanere in zona solo 75 minuti e ha esaminato circa 200 metri della scena prima di essere costretto ad andarsene. Molti paesi coinvolti, dall'Olanda alla Malesia e gli Stati Uniti, hanno chiesto ai ribelli di non ostruire l'accesso all'area. All'appello si è unito anche il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini.
Obama: "Ora un'inchiesta". Nel pomeriggio telefonata Merkel-Putin. I due leader hanno sottolineato l'importanza di "un'inchiesta attenta e oggettiva" sul disastro e hanno convenuto sulla necessità di fermare al più presto le ostilità nell'Est dell'Ucraina. Merkel ha inoltre esortato Putin a "esercitare la sua influenza sui separatisti". Continuano, intanto, i contatti tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e diversi leader internazionali. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, Obama ha parlato al telefono con la cancelliera tedesca Angela Merkel, con il premier polacco Donald Tusk, con il primo ministro britannico David Cameron e con il capo del governo australiano Tony Abbott, con i quali ha condiviso la necessità di "un'indagine completa, indipendente e credibile condotta immediatamente e senza impedimenti da investigatori internazionali".
Le vittime. I resti del Boeing si trovano tra Krasi Luch nella regione di Luhansk e Shakhtarsk (Donetsk). Nel frattempo proseguono nell'area le ricerche dei corpi delle vittime. Gli ultimi dati, pubblicati dalla compagnia aerea, riportano che hanno perso la vita sul volo MH17 192 passeggeri olandesi, 44 malesi (inclusi 15 membri dell'equipaggio e due bebè), 27 australiani, 12 indonesiani (con un bebè), 10 britannici, 4 tedeschi, 4 belgi, 3 filippini, un canadese e un neozelandese. Tra le vittime anche alcuni grandi esperti nella lotta contro l'Aids. [[ge:rep-locali:repubblica:91826679]]