MADRID - L'Eta ha annunciato con un comunicato di aver "smantellato le strutture logistiche" legate alla stagione della "lotta armata", in vista di una transizione "dal ciclo del confronto militare a quello del confronto democratico". Il comunicato - per ora anticipato dal giornale Garaque, vicino al gruppo indipendentista basco, e ripreso dal sito del Pais - suscita sorpresa e riserve da parte del governo locale basco e dei maggiori partiti del Paese Basco.
L'organizzazione basca afferma che l'opera di smantellamento è ormai "compiuta" e riguarda "le strutture logistiche e operative derivate dalla pratica della lotta armata".
Tre giorni fa il mediatore internazionale Jonathan Powell, che fu capo di gabinetto nel governo del premier britannico Tony Blair, aveva comunicato ai suoi interlocutori istituzionali, baschi e spagnoli, che l'Eta aveva in realtà congelato il suo annunciato processo di disarmo.
In attesa di dettagli concreti, il governo basco e la maggioranza dei partiti locali di maggior peso commentano in effetti l'ultimo "proclama" dell'Eta con cautela e scetticismo, nel timore di una "trovata propagandistica" volta a far fronte alle critiche piovute sull'organizzazione indipendentista e sui suoi fiancheggiatori dopo le recenti accuse di paralisi del percorso di disarmo.
In 40 anni l'Eta si è resa responsabile della morte di 829 persone. Il 20 ottobre del 2011 ha annunciato la cessazione della lotto armata ma senza sciogliersi. Nel marzo scorso si è impegnata a mettere "fuori uso" il proprio arsenale. Per continuare nel processo verso la propria dissoluzione l'Eta chiede l'avvio di negoziati con i governi di Madrid e Parigi, che rifiutano di aprire la trattativa, e il trasferimento nel Paese Basco di tutti i suoi militanti detenuti, attualmente sparsi nelle carceri spagnole e francesi.
L'organizzazione basca afferma che l'opera di smantellamento è ormai "compiuta" e riguarda "le strutture logistiche e operative derivate dalla pratica della lotta armata".
Tre giorni fa il mediatore internazionale Jonathan Powell, che fu capo di gabinetto nel governo del premier britannico Tony Blair, aveva comunicato ai suoi interlocutori istituzionali, baschi e spagnoli, che l'Eta aveva in realtà congelato il suo annunciato processo di disarmo.
In attesa di dettagli concreti, il governo basco e la maggioranza dei partiti locali di maggior peso commentano in effetti l'ultimo "proclama" dell'Eta con cautela e scetticismo, nel timore di una "trovata propagandistica" volta a far fronte alle critiche piovute sull'organizzazione indipendentista e sui suoi fiancheggiatori dopo le recenti accuse di paralisi del percorso di disarmo.
In 40 anni l'Eta si è resa responsabile della morte di 829 persone. Il 20 ottobre del 2011 ha annunciato la cessazione della lotto armata ma senza sciogliersi. Nel marzo scorso si è impegnata a mettere "fuori uso" il proprio arsenale. Per continuare nel processo verso la propria dissoluzione l'Eta chiede l'avvio di negoziati con i governi di Madrid e Parigi, che rifiutano di aprire la trattativa, e il trasferimento nel Paese Basco di tutti i suoi militanti detenuti, attualmente sparsi nelle carceri spagnole e francesi.