Esteri

Afghanistan, esplosivo nel turbante: kamikaze uccide il cugino 'dissidente' di Karzai

L'attentatore si è introdotto nella residenza del parente del presidente afghano, mescolandosi agli invitati della festa che segna la fine del Ramadan e facendo una sola vittima, Hashmat. L'attacco rischia di alimentare le tensioni dopo la crisi nata per le denunce di brogli e irregolarità durante il voto di giugno

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KABUL - Hashmat Karzai (nella foto), cugino del presidente afghano Hamid Karzai, è stato ucciso da un attentatore suicida nella sua residenza a Kandahar, nell'Afghanistan meridionale. Lo riferisce la tv afghana Tolo, secondo cui il kamikaze aveva nascosto una carica esplosiva sotto il turbante. Prima di farsi esplodere, l'ha abbracciato.

L'attentatore si era introdotto nella residenza di Karzai, membro del consiglio provinciale di Kandahar, mescolandosi agli invitati presenti per celebrare l'Eid al-Fitr, la festa che segna la fine del mese del Ramadan, e ha innescato l'esplosivo dopo essere riuscito ad avvicinare il cugino del presidente. Secondo Tolo Tv, il cugino di Karzai è l'unica vittima dell'attacco che rischia di alimentare ulteriormente le tensioni in un Paese martoriato da decenni di guerre dopo la crisi esplosa di recente per le denunce di brogli e irregolarità durante il voto. Secondo i dati ancora non definitivi Ghani ha vinto il ballottaggio di giugno, sconfiggendo il rivale ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah.

Hashmat Karzai, che ha passato diciassette anni negli Stati Uniti prima di tornare in Afghanistan nel 2006, ha infatti sostenuto la campagna elettorale dell'ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani nelle elezioni presidenziali per scegliere il successore di Hamid Karzai che, al potere dal 2001, si appresta a lasciare la presidenza. Dichiarato oppositore di Hamid, Hashmat era considerato il dissidente, un ribelle che non cessava di denunciare i leader di Kabul. "Abbiamo bisogno di cambiare questo regime corrotto", proclamava risoluto. Il divario tra Hamid e Hashmat era la rottura dei Karzai, il clan più potente in Afghanistan.
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Una residenza regale la sua. Una reggia con moschea circondata da un muro invalicabile, tre minareti e un giardino maestoso con laghetti e animali, dai purosangue importati da Arabia Saudita e Pakistan, e un grande zoo con lupi, iene, scimmie e istrici in gabbia. Solo il leone del Gujarat vaga liberamente in giardino.
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Hashmat riceveva gli ospiti ascoltando le loro richieste, seduto di fronte l'enorme ritratto di Khalil Karzai, suo padre, il capostipite, ucciso probabilmente da un membro dello stesso clan nel 1984. 
Khalil era in conflitto con suo cugino Abdul Ahad - padre di Hamid, l'attuale presidente afghano - per ragioni di terra, denaro e donne. 
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Hashmat è il secondo componente dalla famiglia del presidente a essere ucciso in un attacco terroristico. Nel luglio del 2011 Ahmed Wali Karzai, fratello del presidente e uno dei più potenti uomini politici del paese fu assassinato a Kandahar, nella sua casa. Nessuno ha ancora rivendicato l'assassinio ma i sospetti cadono sui talebani. L'ex presidente afghano Burhanuddin Rabbani fu ucciso in attacco analogo da un uomo che aveva nascosto la carica esplosiva nel turbante.
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