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Gaza, terzo giorno di tregua. Hamas: "Nessun accordo con Israele per prolungarla"

Ultime 24 ore di pace: per i negoziatori in Egitto è una corsa contro il tempo. Il ministro delle comunicazioni, e membro del Gabinetto di sicurezza, Erdan: "Se riprenderà il lancio di razzi l'esercito intensificherà la sua reazione". Obama: "Penso che Abu MAzen sia sincero nel suo desiderio di pace"
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IL CAIRO - I mediatori stanno lavorando contro il tempo per estendere la tregua a Gaza tra israeliani e palestinesi, mentre i tre giorni di cessate il fuoco stanno entrando nelle ultime 24 ore. Ma l'accordo tra Israele e Hamas non c'è ancora. Israele aveva dichiarato ieri sera di accettare un prolungamento senza condizioni della pausa dei combattimenti, ma Hamas ha replicato che nessun accordo in proposito è stato concluso tra i negoziatori al Cairo. "Israele non ha problemi a proseguire il cessate il fuoco" ha detto un responsabile sotto copertura dell'anonimato, manifestando apparentemente la volontà israeliana di dettare le condizioni del negoziato. Interrogato sulla durata di questo allungamento, il responsabile ha precisato che poteva essere illimitato.

Se Hamas riprenderà il lancio di razzi su Israele, l'esercito israeliano intensificherà la sua reazione, ha detto il ministro delle comunicazioni, e membro del Gabinetto di sicurezza, G…
IL CAIRO - I mediatori stanno lavorando contro il tempo per estendere la tregua a Gaza tra israeliani e palestinesi, mentre i tre giorni di cessate il fuoco stanno entrando nelle ultime 24 ore. Ma l'accordo tra Israele e Hamas non c'è ancora. Israele aveva dichiarato ieri sera di accettare un prolungamento senza condizioni della pausa dei combattimenti, ma Hamas ha replicato che nessun accordo in proposito è stato concluso tra i negoziatori al Cairo. "Israele non ha problemi a proseguire il cessate il fuoco" ha detto un responsabile sotto copertura dell'anonimato, manifestando apparentemente la volontà israeliana di dettare le condizioni del negoziato. Interrogato sulla durata di questo allungamento, il responsabile ha precisato che poteva essere illimitato.

Se Hamas riprenderà il lancio di razzi su Israele, l'esercito israeliano intensificherà la sua reazione, ha detto il ministro delle comunicazioni, e membro del Gabinetto di sicurezza, Gilad Erdan. "I nostri razzi sono ancora destinati a colpire carri armati e veicoli israeliani. Abbiamo fatto saltare più di uno dei carri armati nemici nella zona di frontiera", ha detto uno dei militanti di Izz ad-Din al-Qassam all'emittente al-Jazeera spiegando di non avere l'intenzione di abbandonare le loro postazioni e di essere pronti a riprendere gli attacchi se le richieste formulate a Israele dai mediatori egiziani non saranno accettate. "Continueremo a combattere fino a quando il nemico crudele non accetterà le richieste della resistenza", ha spiegato la fonte. A fargli eco un altro militante di Hamas, che alla stessa emittente ha detto: "Stiamo dicendo al nemico, che ha l'illusione di aver vinto, che siamo ancora qui al confine, con tutte le nostre misure, e pronti a condurre la nostra campagna con forza fino a quando otterremo tutte le condizioni" poste per una tregua duratura.

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Israele e Hamas hanno inviato al Cairo proprie delegazioni che attraverso colloqui indiretti, con la mediazione egiziana, dovrebbero accordarsi. Hamas però esige che venga revocato il blocco imposto da Israele su Gaza. Israele vuole invece la smilitarizzazione di Gaza da parte di Hamas. Entrambe le parti sono sotto forte pressione internazionale.

La reazione di Obama.
Non ho alcuna simpatia per Hamas. E non è vero che le sanzioni contro la Russia non stanno funzionando. Barack Obama ha colto l'occasione della conferenza stampa finale del summit Usa-Africa per respingere le critiche che continuano a essere mosse da più parti alla Casa Bianca. Il presidente Usa - i cui rapporti col premier israeliano Benjamin Netanyahu non sono stati mai così tesi - non ha mandato giù le critiche di chi in Israele accusa la sua amministrazione di assecondare troppo le richieste di Hamas: "Non ho nessuna simpatia per Hamas - ha replicato - ma ho simpatia per la gente ordinaria che lotta per avere un po' di prosperità. E per il lavoro che è stato fatto dall'Autorità palestinese, per aver mostrato di voler andare avanti per arrivare alla soluzione dei due Stati". "Penso - ha aggiunto il presidente americano - che Abu MAzen sia sincero nel suo desiderio di pace". E se si vuole davvero arrivare alla pace, bisogna capire che Gaza "non può sostenersi rimanendo chiusa verso il resto del mondo", impossibilitata a svilupparsi economicamente e socialmente. Obama ha replicato anche a chi lo accusa di non difendere abbastanza Israele: "Nessun Paese può tollerare razzi lanciati sulle proprie città. E Israele ha il diritto di difendersi e di fare tutto il necessario per evitare ciò, l'ho sempre affermato con coerenza".

L'appello di Ban Ki-moon. "Dobbiamo continuare così? Costruire, distruggere e costruire e distruggere? Costruiremo ancora, ma questa deve essere l'ultima volta", ha chiesto Il Segretario generale delle Nazioni Unite riferendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Ban ha quindi detto che i popoli di entrambe le parti hanno il diritto di vivere "liberi dalla paura".

Il nuovo bilancio.
Secondo il ministero della Sanità palestinese i morti sarebbero quasi 1.900, tra cui 430 bambini, 243 donne e 79 anziani. Oltre 9.567 sarebbero invece i feriti, tra i quali 2.878 bambini, 1.854 donne e oltre duemila anziani. Uno dei temi di maggiore discussione in queste ore al Cairo è l'apertura dei valichi di Gaza per consentire che i feriti, specialmente quelli in condizioni più serie, vengano trasferiti negli ospedali fuori dalla Striscia. I medici di Gaza lamentano infatti il grave sovraffollamento delle strutture sanitarie e la mancanza di sufficienti attrezzature e medicinali. Nei giorni scorsi, ospedali in Giordania, Egitto e Germania si sono detti pronti ad accogliere i feriti palestinesi.

Netanyahu a Congresso Usa, aiutateci a evitare Cpi. Il premier israeliano teme che il suo Paese possa essere portato davanti alla Corte penale internazionale con l'accusa di crimini di guerra e ha chiesto aiuto ad alcuni membri del Congresso Usa. Netanyahu ha anche incontrato il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa per chiedergli aiuto a recuperare i corpi dei soldati Oron Shaul e Hadar Goldin, entrambi caduti in combattimento a Gaza.

Fonti: al Cairo intesa su prigionieri. Il sito di Al Ahram, citando anonime "fonti egiziane e palestinesi", riferisce che Israele ha accettato la liberazione dei detenuti del caso Gilad Shalit: ossia la sessantina di palestinesi scarcerati assieme a quasi un migliaio di altri in cambio del rilascio del caporale israeliano nel 2011, ma che poi sono stati riarrestati a giugno sull'onda dell'uccisione di tre giovani israeliani nei Territori. Il sito però accredita altri media secondo i quali la delegazione d'Israele ha respinto la richiesta di liberazione di alcuni "deputati palestinesi". Le precisazioni confermano ma anche ridimensionano informazioni rilanciate martedì dalla tv panaraba Al-Mayadeen e giovedì dal sito israeliano Ynet, (quest'ultimo citando "responsabili egiziani") secondo le quali la delegazione israeliana avrebbe acconsentito a liberare tutti i prigionieri chiesti dai palestinesi.