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Ferguson, voci sull'arrivo di Obama. Holder in città, convocato il grand jury

La notizia, non confermata, lanciata dalla tv Msnbc, vicina ai democratici. Oggi sul luogo della protesta il segretario alla giustizia Holder
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FERGUSON - Qui al Ground Zero della protesta razziale potrebbe arrivare Barack Obama. La notizia clamorosa, ma non confermata dalla Casa Bianca, la lancia la tv più vicina ai democratici, Msnbc. Di certo oggi arriva il ministro più cruciale, e anche il collaboratore più fidato del presidente. Eric Holder, segretario alla Giustizia, afroamericano anche lui, passerà qui l'intera giornata di oggi per una missione delicatissima.

A 11 giorni dall'uccisione del giovane nero Michael Brown, crivellato con sei colpi da un poliziotto bianco, il ministro Holder può decidere un atto grave: l'apertura di un procedimento contro la polizia di Ferguson e l'intero Stato del Missouri, per violazione dei diritti civili. Un gesto di alto valore politico e anche simbolico. Darebbe alla popolazione afroamericana di Ferguson il segnale che non è abbandonata a se stessa, che ha una possibilità di ricorso a Washington, davanti al potere federale. Al tempo stess…
FERGUSON - Qui al Ground Zero della protesta razziale potrebbe arrivare Barack Obama. La notizia clamorosa, ma non confermata dalla Casa Bianca, la lancia la tv più vicina ai democratici, Msnbc. Di certo oggi arriva il ministro più cruciale, e anche il collaboratore più fidato del presidente. Eric Holder, segretario alla Giustizia, afroamericano anche lui, passerà qui l'intera giornata di oggi per una missione delicatissima.

A 11 giorni dall'uccisione del giovane nero Michael Brown, crivellato con sei colpi da un poliziotto bianco, il ministro Holder può decidere un atto grave: l'apertura di un procedimento contro la polizia di Ferguson e l'intero Stato del Missouri, per violazione dei diritti civili. Un gesto di alto valore politico e anche simbolico. Darebbe alla popolazione afroamericana di Ferguson il segnale che non è abbandonata a se stessa, che ha una possibilità di ricorso a Washington, davanti al potere federale. Al tempo stesso un atto simile riaprirebbe la ferita più antica della storia americana: tra un potere centrale che si erge a difensore della Costituzione, e quegli Stati del Sud che non hanno mai digerito la loro sconfitta nella guerra civile, l'abolizione dello schiavismo, poi le leggi sui diritti civili dei neri varate da John Kennedy dopo le battaglie di Martin Luther King 50 anni fa.

Nell'America di un presidente nero e di un ministro della Giustizia nero, la visita qui di Holder oggi è un evento storico; tanto più se dovesse essere seguita da Obama in persona. Magari in occasione del funerale di Michael Brown, che la famiglia ha fissato per lunedì. Ma questo omaggio importante è anche l'occasione di bilanci impietosi sulla condizione degli afroamericani: il "racial divide", il grande gap socio-economico permane; così come resta vero che esistono due giustizie in questo paese, se si osservano le statistiche sulla popolazione carceraria, sulla severità delle pene, sugli ergastoli e sulle condanne a morte.

"Dalla morte di Michael Brown il 9 agosto - annuncia Holder arrivando a Ferguson - la nazione e il mondo hanno osservato le proteste che agitano Ferguson. Al centro di queste manifestazioni c'è la richiesta di risposte sulle circostanze della morte di un giovane, e una preoccupazione più generale sulla situazione della nostra giustizia penale".

In effetti la sua visita coincide con la convocazione del Grand Jury locale che deve decidere se incriminare o meno il poliziotto Darren Wilson, l'agente bianco che il 9 agosto sparò quei sei colpi. E in parallelo, mentre il segretario alla Giustizia trascorre la giornata qui, gli agenti dell'Fbi ai suoi ordini stanno conducendo una vera e propria "contro-inchiesta" sull'accaduto, che potrebbe portare a conclusioni diverse rispetto al grand jury. La popolazione afroamericana di Ferguson non ha dubbi: si fida delle indagini federali, non della giustizia locale. I legali della famiglia di Michael Brown hanno tentato, invano, di ottenere la ricusazione del giudice che presiede il Gran Jury.

Holder sa le attese enormi che circondano questa sua visita. "La gente di Ferguson - dice - può avere fiducia che il Dipartimento di Giustizia vuole capire esattamente quel che è successo, in modo equo e senza zone d'ombra. Qui a Ferguson oggi voglio fare il punto sull'inchiesta relativa al rispetto dei diritti civili. Voglio incontrare i leader della comunità locale, gli agenti dell'Fbi e gli inquirenti che ho inviato da Washington. Ho 40 agenti dell'Fbi sul campo, e magistrati esperti di diritti civili; questa sarà un'indagine a cui il Dipartimento di Giustizia offrirà tutte le sue risorse. Spero che la nostra inchiesta accurata e indipendente contribuirà in qualche misura a calmare le tensioni a Ferguson. Ma perché comincino a sanarsi le ferite, devono cessare gli atti di violenza nelle strade della citta'. Queste azioni violente sono state commesse da una minuscola minoranza, a volte individui venuti da fuori. Interrompono la legittima discussione che gli altri manifestanti vogliono portare avanti. Il Dipartimento di Giustizia difenderà il diritto di protestare pacificamente, e il diritto dei media di informare su una storia che deve essere raccontata. Anche le forze dell'ordine hanno una responsabilità nell'allentare le tensioni. Mio fratello è un ex-poliziotto, io conosco personalmente le minacce tremende a cui sono sottoposti gli uomini e le donne che indossano l'uniforme e rischiano la vita ogni giorno. Al tempo stesso per far rispettare la legge bisogna costruire dei legami di fiducia tra la polizia e la cittadinanza. Questa fiducia è decisiva, ed è anche fragile. Richiede che la forza sia usata in modo appropriato. E non devono esserci due metri e due misure nell'applicazione delle regole".