Gaza, la mossa di Hamas: sì alla Corte dell'Aja. Mazen: "Stop al sangue, servono nuovi negoziati"
Un'adesione palestinese alla Cpi aprirebbe la possibilità di inchieste per crimini di guerra. Continuano i raid israeliani. Secondo fonti palestinesi, un'intera famiglia sarebbe rimasta vittima dei razzi ad al-Zawayda: cinque morti, di cui due bambini
GAZA CITY - Hamas ha firmato la proposta del presidente Abu Mazen che apre la strada ad una richiesta di adesione palestinese alla Corte penale internazionale (Cpi): in questo modo le autorità palestinesi potranno perseguire legalmente lo Stato di Israele, è stato spiegato. Hamas "ha firmato il documento per il quale il presidente aveva chiesto la firma di tutti i movimenti palestinesi prima di firmare lo Statuto di Roma, che renderà possibile l'adesione della Palestina alla Corte penale internazionale", ha scritto Mousa Abu Marzuk, numero due dell'ufficio politico di Hamas, sulla sua pagina Facebook. Lo Statuto di Roma è il trattato istitutivo della Corte penale internazionale, che ha sede all'Aja.
Dall'8 luglio, data di inizio della nuova guerra nella Striscia di Gaza, Israele e Hamas si accusano reciprocamente di crimini di guerra. In caso di adesione dell'Anp alla Corte dell'Aja, la stessa Hamas si esporrebbe alla possibilità d…
Dall'8 luglio, data di inizio della nuova guerra nella Striscia di Gaza, Israele e Hamas si accusano reciprocamente di crimini di guerra. In caso di adesione dell'Anp alla Corte dell'Aja, la stessa Hamas si esporrebbe alla possibilità d…
GAZA CITY - Hamas ha firmato la proposta del presidente Abu Mazen che apre la strada ad una richiesta di adesione palestinese alla Corte penale internazionale (Cpi): in questo modo le autorità palestinesi potranno perseguire legalmente lo Stato di Israele, è stato spiegato. Hamas "ha firmato il documento per il quale il presidente aveva chiesto la firma di tutti i movimenti palestinesi prima di firmare lo Statuto di Roma, che renderà possibile l'adesione della Palestina alla Corte penale internazionale", ha scritto Mousa Abu Marzuk, numero due dell'ufficio politico di Hamas, sulla sua pagina Facebook. Lo Statuto di Roma è il trattato istitutivo della Corte penale internazionale, che ha sede all'Aja.
Dall'8 luglio, data di inizio della nuova guerra nella Striscia di Gaza, Israele e Hamas si accusano reciprocamente di crimini di guerra. In caso di adesione dell'Anp alla Corte dell'Aja, la stessa Hamas si esporrebbe alla possibilità di essere perseguita. L'Anp aveva fatto la richiesta di adesione già nel 2009 ricevendo però un rifiuto, in quanto l'accesso è riservato solo agli stati. Dopo aver ricevuto dall'Onu nel 2012 lo statuto di "Stato osservatore", l'Anp ha ottenuto l'accesso alle organizzazioni e convenzioni internazionali. Israele ha sottoscritto lo Statuto di Roma ma non l'ha mai ratificato.
Abu Mazen ha anche assicurato il suo impegno a far riprendere i negoziati tra israeliani e palestinesi in Egitto il più presto possibile. "Tutte le parti devono assumersi le proprie responsabilità - ha detto ancora Mazen in conferenza stampa al Cairo con Abdel Fattah al Sisi - per fermare il bagno di sangue e arrivare a un cessate il fuoco duraturo". Un appello allo stop alle ostilità che sembra rivolto a Hamas e non solo a Israele.
Nel frattempo continuano i raid sulla Striscia. Dopo la morte di un bambino israeliano di 4 anni di Nahal Oz, ucciso da colpi di mortaio lanciati dalla Striscia verso località israeliane nel Neghev occidentale, la risposta di Israele non si è fatta attendere attendere. Cinque persone di una stessa famiglia palestinese, padre madre, due figli e una zia, sono morte in seguito a un nuovo raid israeliano sulla Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia Maan, citando i servizi d'emergenza locali. Secondo le fonti, la famiglia Dahrouj è stata investita dal bombardamento della sua casa a al-Zawayda, nel centro della Striscia.
Un'altra incursione aerea è stata segnalata in mattinata sulla località di al-Qarara, dove secondo la Maan è stata pure centrata una palazzina. Un portavoce militare israeliano, citato dal sito Ynet, ha da parte sua parlato di una trentina di obiettivi, indicati come rifugi delle fazioni armate di Gaza, colpiti fin dalla notte dall'aviazione con la stella di Davide: inclusa una moschea che - secondo lo stesso portavoce - risulterebbe essere stata utilizzata a scopi bellici.
Stando ai dati aggiornati diffusi dall'Onu, il totale dei morti palestinesi dall'inizio dell'azione militare israeliana ha ormai raggiunto quota 2.100, di cui il 70% civili, e quello dei feriti oltre 10.500.
Dall'8 luglio, data di inizio della nuova guerra nella Striscia di Gaza, Israele e Hamas si accusano reciprocamente di crimini di guerra. In caso di adesione dell'Anp alla Corte dell'Aja, la stessa Hamas si esporrebbe alla possibilità di essere perseguita. L'Anp aveva fatto la richiesta di adesione già nel 2009 ricevendo però un rifiuto, in quanto l'accesso è riservato solo agli stati. Dopo aver ricevuto dall'Onu nel 2012 lo statuto di "Stato osservatore", l'Anp ha ottenuto l'accesso alle organizzazioni e convenzioni internazionali. Israele ha sottoscritto lo Statuto di Roma ma non l'ha mai ratificato.
Abu Mazen ha anche assicurato il suo impegno a far riprendere i negoziati tra israeliani e palestinesi in Egitto il più presto possibile. "Tutte le parti devono assumersi le proprie responsabilità - ha detto ancora Mazen in conferenza stampa al Cairo con Abdel Fattah al Sisi - per fermare il bagno di sangue e arrivare a un cessate il fuoco duraturo". Un appello allo stop alle ostilità che sembra rivolto a Hamas e non solo a Israele.
Nel frattempo continuano i raid sulla Striscia. Dopo la morte di un bambino israeliano di 4 anni di Nahal Oz, ucciso da colpi di mortaio lanciati dalla Striscia verso località israeliane nel Neghev occidentale, la risposta di Israele non si è fatta attendere attendere. Cinque persone di una stessa famiglia palestinese, padre madre, due figli e una zia, sono morte in seguito a un nuovo raid israeliano sulla Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia Maan, citando i servizi d'emergenza locali. Secondo le fonti, la famiglia Dahrouj è stata investita dal bombardamento della sua casa a al-Zawayda, nel centro della Striscia.
Un'altra incursione aerea è stata segnalata in mattinata sulla località di al-Qarara, dove secondo la Maan è stata pure centrata una palazzina. Un portavoce militare israeliano, citato dal sito Ynet, ha da parte sua parlato di una trentina di obiettivi, indicati come rifugi delle fazioni armate di Gaza, colpiti fin dalla notte dall'aviazione con la stella di Davide: inclusa una moschea che - secondo lo stesso portavoce - risulterebbe essere stata utilizzata a scopi bellici.
Stando ai dati aggiornati diffusi dall'Onu, il totale dei morti palestinesi dall'inizio dell'azione militare israeliana ha ormai raggiunto quota 2.100, di cui il 70% civili, e quello dei feriti oltre 10.500.