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(ap)

Ucraina, Obama-Merkel: "Dalla Russia una provocazione, via il convoglio"

Telefonata tra i due leader: una "provocazione e una violazione della sovranità di Kiev. Una escalation pericolosa". La Casa Bianca condanna l'azione russa e minaccia altre sanzioni

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NEW YORK - Una "provocazione e una violazione della sovranità dell'Ucraina e dell'integrità territoriale". Il presidente americano Barack Obama - in vacanza a Martha's Vineyard - e la cancelliera tedesca Angela Merkel sono d'accordo nel definire così l'ingresso del convoglio russo in Ucraina senza l'approvazione del paese.

"E' essenziale che la Russia rimuova il convoglio", afferma la Casa Bianca riferendo del colloquio telefonico fra i due leader, definendo la mossa russa una "escalation pericolosa".
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L'Amministrazione americana ha usato parole dure contro il Cremlino: "Condanniamo senza mezzi termini la violazione - la flagrante violazione - della sovranità ucraina cui abbiamo assistito con l'avanzata del convoglio russo in Ucraina", ha detto Ben Rhodes, viceconsigliere alla Sicurezza Nazionale per il presidente Barack Obama. Rhodes ha anche confermato che gli Stati Uniti hanno individuato l'uso di artiglieria in Ucraina da parte dei russi nei giorni scorsi.

Rhodes ha annunciato che la Russia affronterà ulteriori conseguenze economiche se il convoglio non si ritirerà. E ha aggiunto che gli Usa ne discuteranno con gli altri membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Russia ha negato di sostenere militarmente i separatisti ucraini. Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha definito l'accaduto "una violazione del diritto internazionale".

DOSSIER / LA CRISI UCRAINA-RUSSIA
         
La sfida del Cremlino è arrivata inattesa, dopo che nei giorni scorsi la tensione tra i due paesi sembrava essersi allentata. Circa la metà dei 280 camion Kamaz dipinti di bianco carichi di acqua, generatori e sacchi a pelo destinati alle popolazioni civili dell'Ucraina orientale hanno superato ieri il confine attraverso il valico di Izvaryne, in mano ai ribelli separatisti filorussi. Una ventina di convogli hanno raggiunto il centro della città di Lugansk, ancora in mano ai ribelli. L'azione russa è stata condannata da Ue e Nato. Il presidente russo Vladimir Putin, in una telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel attesa per domani a Kiev, ha espresso preoccupazione per l'escalation militare e ha affermato che sugli aiuti umanitari "non si poteva aspettare ancora di più".