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Ucraina, ancora tensione dopo incontro Poroshenko-Putin. Kiev: "100 tank russi sul nostro territorio"

Premier polacco conferma: "Unità russe hanno sconfinato". Esercito bombarda centro di Donetsk. Il premier Yatseniuk: "Putin ha piano per bloccare gas verso la Ue il prossimo inverno". Mosca: "Accuse sconcertanti". Ieri i due leader faccia a faccia per oltre due ore a Minsk: intesa per la creazione di un gruppo di contatto
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KIEV - Il tempo della diplomazia è durato lo spazio di un giorno. Oggi è di nuovo il linguaggio delle armi a farla da padrone nel sud-est dell'Ucraina, dove l'esercito di Kiev e i separatisti filorussi si fronteggiano ormai dallo scorso aprile.

L'incontro di Minsk tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko sembrava aver aperto uno spiraglio per la soluzione della crisi ucraina, ma oggi le notizie che arrivano dal campo raccontano una realtà diversa: mentre i ribelli conquistano lo strategico centro di Novoazovsk, sul Mar d'Azov, l'esercito governativo sta iniziando a bombardare il centro di Donetsk, roccaforte dei ribelli, dove un colpo di artiglieria ha centrato un'auto causando diversi morti.

Kiev denuncia: "100 tank russi hanno sconfinato". Anche oggi, come avvenuto di frequente nei giorni scorsi, è arrivata la denuncia di Kiev su sconfinamenti dell'esercito russo: un massiccio convoglio di 100 carri armati e armi pesanti provenienti dalla Russia sa…
KIEV - Il tempo della diplomazia è durato lo spazio di un giorno. Oggi è di nuovo il linguaggio delle armi a farla da padrone nel sud-est dell'Ucraina, dove l'esercito di Kiev e i separatisti filorussi si fronteggiano ormai dallo scorso aprile.

L'incontro di Minsk tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko sembrava aver aperto uno spiraglio per la soluzione della crisi ucraina, ma oggi le notizie che arrivano dal campo raccontano una realtà diversa: mentre i ribelli conquistano lo strategico centro di Novoazovsk, sul Mar d'Azov, l'esercito governativo sta iniziando a bombardare il centro di Donetsk, roccaforte dei ribelli, dove un colpo di artiglieria ha centrato un'auto causando diversi morti.

Kiev denuncia: "100 tank russi hanno sconfinato". Anche oggi, come avvenuto di frequente nei giorni scorsi, è arrivata la denuncia di Kiev su sconfinamenti dell'esercito russo: un massiccio convoglio di 100 carri armati e armi pesanti provenienti dalla Russia sarebbe in movimento in territorio ucraino. Veicoli armati e razzi sono stati avvistati sulla strada che conduce a Telmanove, una città situata circa 80 chilometri a sud di Donetsk e a 20 chilometri dal confine russo, mentre altri mezzi sarebbero entrati nella città di Amvrosiyivka.

La denuncia ucraina ha trovato oggi l'importante conferma del premier polacco Donald Tusk, che, riportando quanto riferito dai servizi segreti del Paese, ha confermato la presenza di unità dell'esercito russo in territorio ucraino. Le autorità militari dell'ex repubblica sovietica annunciano anche un aumento dell'attività delle truppe russe in Crimea negli ultimi giorni.

Oggi un gruppo di 94 militari ucraini è stato fatto prigioniero dai miliziani separatisti a Kuteinikovo, a sud-est di Donetsk, secondo quanto riferito dall'emittente tv Russia-24. Ieri invece erano stati i soldati ucraini a catturare dieci parà del 331/mo reggimento della 98/ma divisione aviotrasportata russa che avevano sconfinato con un loro convoglio in territorio ucraino per 20 chilometri.

Ucraina chiede aiuto alla Nato. I vertici ucraini sanno bene che questa guerra non può essere vinta senza l'aiuto dell'Occidente. L'Ucraina ha bisogno del sostegno concreto della Nato e si aspetta "decisioni cruciali" dal prossimo vertice di settembre in Galles dell'Alleanza atlantica, come ha sottolineato oggi il premier Yatseniuk, che ha annunciato l'approvazione di un programma di cooperazione annuale Ucraina-Nato.

E c'è l'allarme per la fornitura del gas: secondo Yatseniuk la Russia ha un piano per bloccare il transito del gas verso i paesi dell'Unione europea per il prossimo inverno. Accuse definite "sconcertanti" dal ministro dell'Energia russo Alexander Novak.

Intanto Mosca smentisce le voci circolate in mattinata in base alle quali si sarebbero svolti su un'isola finlandese colloqui segreti tra Russia e Stati Uniti sulla crisi in Ucraina. "Sull'isola di Boisto, ha spiegato il ministero degli Esteri russo, verso la fine di giugno c'è stata in effetti una riunione di esperti" russi e americani, ma "non si è trattato di consultazioni tra rappresentanti ufficiali dei due Paesi ma di uno dei numerosi incontri tra enti non governativi e università russe e americane".

Dopo la missione di Angela Merkel a Kiev di sabato scorso, oggi un nuovo colloquio telefonico è intercorso tra la cancelliera e il presidente ucraino Poroshenko. La Merkel si è detta d'accordo sul fatto che per arrivare ad un cessate il fuoco è necessario che la Russia interrompa il flusso di armamenti verso i separatisti filorussi. Ma dal fronte russo continuano ad arrivare strali contro l'occidente, che, secondo il capo della diplomazia russa Serghei Lavrov, "blocca la risoluzione dei conflitti". Anche se ricorda che la Russia "non ha interesse a che l'Ucraina vada in pezzi".

Faccia a faccia Putin-Poroshenko a Minsk. Ieri si è svolto l'atteso incontro tra i due leader: colloqui "molto duri e complessi", li ha definiti il leader di Kiev, al termine dei quali i due si sono detti d'accordo sulla "necessità di un dialogo" e hanno annunciato un'intesa per la creazione di un "gruppo di contatto". "Faremo tutto il possibile per progressi di pace, dobbiamo intensificare il dialogo su molte questioni", ha assicurato il capo del Cremlino offrendo al contempo il "sostegno" della Russia per il raggiungimento di un accordo tra Kiev e i ribelli filorussi.

Fermo restando, ha sottolineato con insistenza, che tale accordo è comunque una questione interna all'Ucraina: "Noi possiamo soltanto contribuire a creare condizioni di fiducia per un eventuale, e a mio giudizio necessario, processo negoziale", ha affermato. Un atteggiamento ambiguo quello di Putin, che secondo la stampa russa sarebbe diposto ad avviare vere trattative di pace solo con gli Stati Uniti.

Dal canto suo, Poroshenko si è impegnato a lavorare per un cessate il fuoco: "Sarà preparata una roadmap volta a giungere al più presto a un regime di tregua che dovrà avere carattere assolutamente bilaterale". Rimane da vedere come reagiranno i separatisti filorussi e con che tempi si potrà giungere a una cessazione delle ostilità. 

Intanto i due leader hanno trovato l'accordo sul secondo convoglio di aiuti umanitari di Mosca diretto alle popolazioni dell'est dell'Ucraina: il Cremlino ha annunciato che il convoglio sarà sotto l'egida della Croce rossa e con l'accordo delle autorità ucraine. "Non sarà l'ultimo" avverte il ministro degli Esteri Serghei Lavrov.


Continua la guerra delle sanzioni. Nonostante le rassicurazioni del ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, secondo le quali la Russia vuole evitare una "spirale di sanzioni" con l'Occidente, nel mirino delle autorità russe restano le aziende americane: oggi è stata disposta la chiusura per 90 giorni di altri due McDonald's nella capitale russa, per violazione delle norme sanitarie.

Intanto, nell'ambito della campagna di ispezioni lanciata in molte regioni da Rospotrebnadzor, l'agenzia russa per la sicurezza dei consumatori, altri due fast food della catena Usa sono stati costretti a chiudere: uno a Ekaterinburg e un altro a Stavropol.