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Siria, la grande fuga dei caschi blu filippini: "Scappati di notte dopo 7 ore di scontro a fuoco"

L'esercito ha confermato: "Sono tutti al sicuro. Abbiamo lasciato la nostra posizione ma abbiamo portato con noi le nostre armi". Nato per il mantenimento della pace nel 1974 l'Undof conta 1.223 uomini di sei Paesi. Austria, Giappone e Croazia si stanno ritirando e così aveva deciso di fare anche Manila a causa dell'inasprimento della guerra

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MANILA - Sono scappati nella notte, sotto la copertura delle tenebre, e ora sono al sicuro. L'esercito di Manila parla di "grande fuga", i generali sono sollevati, soddisfatti, "i nostri soldati sono salvi", hanno detto dopo aver passato due notti a monitorare la battaglia delle loro forze di pace, contro i ribelli nel Golan. I quaranta caschi blu filippini dell'Undof erano circondati dal Fronte al-Nusra, insorti legati ad al-Qaeda e prima di riuscire a mettersi in salvo, hanno resistito al fuoco per sette ore sulle alture della zona monitorata dall'Onu, dove si trovavano per mantenere la pace. Sono stati attaccati per non essersi arresi, sono fuggiti quando avevano finito le munizioni. Ora nelle mani degli insorti restano ancora 44 soldati delle Fiji.

"Potremmo chiamarla la grande fuga", ha detto il capo militare filippino Gen. Gregorio Pio Catapang. Le forze di pace sono rimaste intrappolate quando i ribelli siriani hanno superato i confini protetti della zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite. Hanno preso i 44 soldati delle Fiji e chiesto minacciando con le armi la resa dei loro colleghi filippini. Gli scontri sono cominciati dopo il loro rifiuto. Ieri un primo gruppo di 35 peacekeeper era stato messo in salvo da forze irlandesi dell'Onu intervenute a bordo di veicoli blindati. Gli altri 40 caschi blu filippini però erano rimasti bloccati, accerchiati a
Rwihana - il secondo accampamento dell'Undof -, circondati da più di 100 uomini armati, ribelli con i loro camion, che hanno iniziato a sparare colpi di mortaio. I filippini hanno risposto al fuoco "per legittima difesa", hanno spiegato da Manila.
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"Anche se circondati e inferiori numericamente, hanno mantenuto la propria postazione per sette ore" ha spiegato Catapang nella conferenza stampa a Manila, aggiungendo che ci sono state vittime tra le loro fila. "Siamo fieri dei nostri soldati per non essersi arresi anche quando si sono trovati sotto il fuoco pesante."
"Sono tutti al sicuro. Abbiamo lasciato la nostra posizione ma abbiamo portato con noi tutte le nostre armi", ha aggiunto il luogotenente-colonnello Ramon Zagala.

Appena è calata la notte i 40 filippini sono fuggiti con le loro armi, viaggiando attraverso le colline al freddo per quasi due ore, prima di incontrarsi con altre forze delle Nazioni Unite, che li hanno scortati in un luogo al sicuro
. "Avrebbero potuto essere massacrati perché stavano esaurendo le munizioni", ha detto il segretario alla difesa Voltaire Gazmin, "così abbiamo discusso con loro la possibilità di fuga". Il Fronte al-Nusra, affiliato di al-Qaeda ha postato una dichiarazione sul suo account Twitter prendendosi la responsabilità del sequestro dei soldati delle Fiji: "Sono in un luogo sicuro e in buona salute". Come prova il Fronte ha pubblicato una foto dei prigionieri nelle loro uniformi militari. I sequestri sarebbero avvenuti per contrastare l'Onu che "ignora il quotidiano spargimento di sangue dei musulmani" in Siria "e per la collusione con l'esercito del presidente siriano Bashar al-Assad" di cui facilitano l'attività "attraverso la zona cuscinetto nel Golan".
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Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e il Consiglio di sicurezza hanno condannato l'attacco di sabato sulle posizioni di forze di pace. Il Fronte al-Nusra ha recentemente sequestrato ostaggi da scambiare per i prigionieri detenuti in Siria e Libano.


Nato per il mantenimento della pace nel 1974, in seguito alla guerra arabo-israeliana dell'anno precedente, l'Undof conta 1.223 uomini provenienti da sei paesi (India, Fiji, Filippine, Irlanda, Paesi Bassi e Nepal). Il suo mandato è stato rinnovato per sei mesi, fino al 31 dicembre 2014. Le Filippine, come Austria, Giappone e Croazia, avevano deciso di far tornare a casa i propri caschi blu questa settimana a causa dell'inasprimento della guerra in Siria.
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Il Golan è un altopiano strategico preso da Israele nella guerra del Medio Oriente del 1967, e la Siria e Israele restano tecnicamente in guerra. L'Undof controlla una stretta striscia di separazione, circa 70 chilometri da Mount Hermon sul confine libanese alla frontiera con la Giordania, sul fiume Yarmouk. I ribelli del Fronte al-Nusra che combattono l'esercito siriano hanno strappato il controllo del valico di frontiera di Quneitra, gestito dalle Nazioni Unite.

Alla domanda su come Israele intende rispondere alla nuova sfida nel settore Golan, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha risposto: "Abbiamo già preso provvedimenti. Abbiamo costruito e ristrutturato la barriera di sicurezza. Al-Nusra è lì da cinque mesi, viviamo in una zona difficile, e rispetto ad altri paesi dobbiamo pensare alla nostra sicurezza. Ma dobbiamo affrontare sfide su diversi fronti", ha detto Netanyahu.