BRUXELLES - Putin è perentorio. "Sono necessari negoziati per la creazione di uno Stato nel sud-est". Per il presidente russo è "impossibile" prevedere la fine della crisi Ucraina, "dipenderà dalle decisioni del governo di Kiev", sostiene. Ma l'Unione Europea ha fissato un termine, la Russia ha una settimana di tempo per cambiare la rotta della sua politica se non vuole incorrere in nuove sanzioni. Kiev sabato aveva messo in guardia da una situazione che è vicina a un "punto di non ritorno", sull'orlo di una "guerra su larga scala" con Mosca. E nella notte, al termine della riunione dei capi di Stato e di governo dell'Ue a Bruxelles, il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, ha annunciato che i 28 leader hanno deciso di adottare "ulteriori passi significativi" e che l'Ue sta lavorando alacremente a nuove misure restrittive se la Russia non farà un passo indietro.
"La situazione in Ucraina è peggiorata. Preoccupano molto gli intensi combattimenti e la presenza dell'esercito e di armamenti russi sul suolo ucraino", ha detto Van Rompuy. Per questo la Ue ha chiesto all'esecutivo di Bruxelles di "preparare urgentemente nuove misure in una settimana". All'inizio della prossima settima inizieranno anche le consultazioni con gli Stati membri per arrivare all'approvazione delle nuove misure, "in modo da essere pronti nel giro di una settimana". Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha spiegato che la Ue potrebbe decidere nuove misure negli ambiti già colpiti dalle sanzioni precedenti. In ogni caso, ha concluso, tutti i Paesi europei "sono d'accordo che non ci può essere una soluzione militare alla crisi. Il conflitto dev'essere risolto per via politica".
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La posizione russa. E mentre gli Stati Uniti accolgono positivamente la decisione dei leader dell'Unione Europea, Putin non si smuove. Per il presidente russo il comportamento dell'Unione contraddice i valori democratici su cui si fonda. Continua a negare la presenza di forze militari sul suolo ucraino e a difendere la libertà di autodifesa del suo popolo. Poi si appella ai negoziati in vista per la creazione di uno Stato nell'Ucraina dell'est. "Devono essere immediatamente avviati negoziati sostanziali non su questioni tecniche, ma sull'organizzazione politica della società e sul sistema statale nel sud-est dell'Ucraina allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono lì", ha detto nel corso di uno show televisivo registrato nell'estrema periferia orientale del Paese. Poi ha sottolineato la necessità di interrompere immediatamente le ostilità e cominciare il ripristino delle infrastrutture".
Successivamente è arrivata la "correzione" del portavoce del Cremlino: Nella sua intervista alla tv statale Rossia Putin non si riferiva alla necessità di creare nell'Ucraina dell'est lo stato di Novorossia, ma di colloqui inclusivi all'interno dell'Ucraina. Ha precisato il suo portavoce, Dmitri Peskov, sostenendo che le parole del leader del Cremlino sono state "mal interpretate".
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Scambio di prigionieri. Intanto i dieci paracadutisti russi che erano stati catturati da Kiev dentro il territorio ucraino quasi una settimana fa sono tornati a casa grazie a uno scambio di prigionieri tra truppe: all'alba i dieci parà sono stati consegnati alle autorità russe al valico di Nekhoteyevka e in cambio la Russia ha consegnato 63 soldati ucraini che erano penetrati nel suo territorio mercoledì scorso, in fuga dai combattimenti che si erano andati intensificando. "Il negoziato non è stato facile, ma alla fine ha prevalso il buon senso e tutto è finito per il meglio", ha commentato il vice comandante dei paracadutisti russi, generale Alexei Ragozin.
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"La situazione in Ucraina è peggiorata. Preoccupano molto gli intensi combattimenti e la presenza dell'esercito e di armamenti russi sul suolo ucraino", ha detto Van Rompuy. Per questo la Ue ha chiesto all'esecutivo di Bruxelles di "preparare urgentemente nuove misure in una settimana". All'inizio della prossima settima inizieranno anche le consultazioni con gli Stati membri per arrivare all'approvazione delle nuove misure, "in modo da essere pronti nel giro di una settimana". Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha spiegato che la Ue potrebbe decidere nuove misure negli ambiti già colpiti dalle sanzioni precedenti. In ogni caso, ha concluso, tutti i Paesi europei "sono d'accordo che non ci può essere una soluzione militare alla crisi. Il conflitto dev'essere risolto per via politica".
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La posizione russa. E mentre gli Stati Uniti accolgono positivamente la decisione dei leader dell'Unione Europea, Putin non si smuove. Per il presidente russo il comportamento dell'Unione contraddice i valori democratici su cui si fonda. Continua a negare la presenza di forze militari sul suolo ucraino e a difendere la libertà di autodifesa del suo popolo. Poi si appella ai negoziati in vista per la creazione di uno Stato nell'Ucraina dell'est. "Devono essere immediatamente avviati negoziati sostanziali non su questioni tecniche, ma sull'organizzazione politica della società e sul sistema statale nel sud-est dell'Ucraina allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono lì", ha detto nel corso di uno show televisivo registrato nell'estrema periferia orientale del Paese. Poi ha sottolineato la necessità di interrompere immediatamente le ostilità e cominciare il ripristino delle infrastrutture".
Successivamente è arrivata la "correzione" del portavoce del Cremlino: Nella sua intervista alla tv statale Rossia Putin non si riferiva alla necessità di creare nell'Ucraina dell'est lo stato di Novorossia, ma di colloqui inclusivi all'interno dell'Ucraina. Ha precisato il suo portavoce, Dmitri Peskov, sostenendo che le parole del leader del Cremlino sono state "mal interpretate".
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Scambio di prigionieri. Intanto i dieci paracadutisti russi che erano stati catturati da Kiev dentro il territorio ucraino quasi una settimana fa sono tornati a casa grazie a uno scambio di prigionieri tra truppe: all'alba i dieci parà sono stati consegnati alle autorità russe al valico di Nekhoteyevka e in cambio la Russia ha consegnato 63 soldati ucraini che erano penetrati nel suo territorio mercoledì scorso, in fuga dai combattimenti che si erano andati intensificando. "Il negoziato non è stato facile, ma alla fine ha prevalso il buon senso e tutto è finito per il meglio", ha commentato il vice comandante dei paracadutisti russi, generale Alexei Ragozin.
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