Esteri

(afp)

Ucraina, primo morto dopo la tregua. Berlusconi: "Da Nato scelte irresponsabili"

Uccisa una donna e ferite 3 persone a Mariupol. Forti esplosioni sono state sentite anche vicino all'aeroporto di Donetsk. Cessate-il- fuoco a rischio. Mosca minaccia reazioni in caso di conferma delle nuove sanzioni europee. Giallo su una dichiarazione di un consigliere ucraino

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MARIUPOL (UCRAINA) - Primo morto in Ucraina orientale, dopo la tregua firmata a Minsk. Una serie di bombardamenti sporadici, con raffiche di armi automatiche, si sono verificati all'alba di oggi nella periferia della città portuale di Mariupol. Una donna è morta e tre persone sono rimaste ferite. Forti esplosioni sono state sentite anche vicino all'aeroporto di Donetsk e si teme sempre di più che il cessate-il-fuoco, possa saltare. L'area è sotto il controllo di Kiev da maggio, ma da allora ha subito diversi attacchi da parte dei separatisti russi. Scontri che seguono i messaggi tranquillizzanti di ieri. Dopo uno scambio di accuse fra il governo ucraino e i ribelli filorussi, i presidenti ucraino Poroshenko e russo Vladimir Putin si erano detti soddisfatti di come il cessate-il-fuoco fosse stato globalmente rispettato.
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Resta altissima la tensione fra Russia e Occidente. Una questione sulla quale oggi è intervenuto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, attaccando la Nato. "Siamo in angoscia per la profonda crisi. dell'economia che va di male in peggio e ancora più per la situazione internazionale e per le decisioni dei vertici occidentali, americani, la Nato, i vertici europei che direi incredibilmente e irresponsabilmente, hanno cancellato e stanno cancellando il grande lavoro e i risultati che avevamo conseguito noi nel 2002 con il trattato di Pratica di Mare, mettendo fine a mezzo secolo di guerra fredda che ci aveva angosciati", ha detto Berlusconi. Per il leader di Fi, "a causa di una malaugurata carenza di leadership internazionale" si sta assumendo "un atteggiamento ridicolmente e irresponsabilmente sanzionatorio nei confronti della Federazione Russa, che non può non difendere i cittadini ucraini di origine russa che considera come fratelli". Mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio al collega ucraino Petro Poroshenko, nel quale esprime il suo "profondo apprezzamento" per il "coraggioso impegno personale nel contribuire a una soluzione politica, pacifica delle tensioni nell'Ucraina Sud-orientale e nelle relazioni con la Federazione Russa".
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Parole per ricordare la crisi in Ucraina sono arrivate anche dal Pontefice. "In questi ultimi giorni sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto in Ucraina orientale, pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti. Tuttavia auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi per una pace duratura. Preghiamo affinché, nella logica dell'incontro, il dialogo iniziato possa proseguire e portare il frutto sperato", ha detto papa Francesco dopo l'Angelus in piazza San Pietro.

GIALLO LYTSENKO - Secondo Yuri Lytsenko, uno dei consiglieri del presidente ucraino, l'Ucraina avrebbe raggiunto l'accordo con cinque Paesi membri dell'Alleanza, tra cui l'Italia, per ottenere la fornitura di armi e consulenti militari. Oltre all'Italia, i Paesi interessati sarebbero Usa, Francia, Polonia, e Norvegia. La notizia è stata poi smentita dai portavoce dei paesi citati da Lytsenko. In realtà, precisano fonti della Difesa, l'Italia sta predisponendo un pacchetto di assistenza militare che comprende "forniture di equipaggiamento non letale (giubbotti antiproiettili e elmetti)".
 
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Il Cremlino ha minacciato di reagire nel caso in cui l'Unione Europea dovesse confermare il nuovo pacchetto di sanzioni, deciso dagli ambasciatori dei 28 paesi membri dell'Ue e la cui formalizzazione è attesa lunedì. "Se la nuova lista di sanzioni della Ue entra in vigore - avverte il ministero degli esteri russo - ci sarà sicuramente una reazione da parte nostra".