NEW YORK - Una strage di oltre 700 bambini, uccisi o mutilati in Iraq dall'inizio dell'anno. L'allarme arriva da Leila Zerrougui, rappresentante speciale dell'Onu per i minori nei conflitti armati, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "Sono profondamente preoccupata per i recenti attacchi dell'Is contro le minoranze, compresi donne e bambini, nella zona sotto il loro controllo in Siria e in Iraq", ha aggiunto, precisando di essere "inorridita dal totale disprezzo per la vita umana dimostrato dallo Stato Islamico". Zerrougui ha poi affermato che l'Is ha reclutato bambini di 13 anni come soldati, mentre altri sono stati sfruttati come attentatori suicidi. I jihadisti "ricorrono a bambini di appena tredici anni per trasportare armi, sorvegliare posti strategici e arrestare civili (...). Altri bambini partecipano ad attacchi kamikaze", ha dichiarato. Ha inoltre sottolineato che "numerosi bambini" vengono utilizzati anche da milizie alleate del governo iracheno.
Via libera del Parlamento al governo Al Abadi. Intanto a Bagdad, a più di quattro mesi dalle elezioni, il Parlamento iracheno ha votato la fiducia al nuovo governo guidato dallo sciita Haider al-Abadi, con 177 sì su 289 presenti. La priorità, ha dichiarato il nuovo premier davanti all'assemblea, sarà combattere i jihadisti sunniti dello Stato Islamico. Ma se il primo compito del governo di unità sarà difendere la sicurezza del paese, l'esordio non è dei migliori: all'esecutivo mancano infatti ancora i nomi dei ministri dell'Interno e della Difesa su cui all'ultimo momento non è stato raggiunto il consenso tra i partiti che sostengono il nuovo esecutivo. Al-Abadi ha promesso che troverà la soluzione entro una settimana e intanto terrà l'interim dei due ministeri-chiave. Ministro del Petrolio invece è lo sciita Adel Abdel Mehdi del Consiglio supremo islamico, mentre lo sciita Ibrahim Jafaari (del Partito islamico Dawa) è il nuovo ministro degli Esteri. L'ex premier provvisorio Norui al-Maliki è stato eletto vicepresidente. Prima del voto, Abadi ha espresso i 20 punti del piano strategico per il triennio 2015-18. Tra i passaggi più significativi, la risoluzione delle dispute in corso con il governo regionale curdo e la riforma delle forze armate.
Primo bombardamento Usa a Mosul. Intanto per la prima volta i jet americani hanno bombardato posizioni dello Stato islamico (Is) direttamente nella città di Mosul, nel nord dell'Iraq. Lo hanno riferito fonti della sicurezza irachene. Finora i raid aerei Usa si erano concentrati sulle località nei dintorni della stratagica diga, a circa 20 chilometri dalla città, riconquistata dai peshmerga curdi anche grazie ai bombardamenti.
Obama prepara piano in tre fasi. Il presidente americano, Barack Obama, sta preparando una campagna contro l'Is sia in Iraq che in Siria articolata in tre fasi e che potrebbe durare almeno tre anni, scrive il New York Times citando fonti dell'amministrazione statunitense. Fonti che sottolineano come tali sforzi potrebbero durare per tutto il resto del mandato di Obama e che la seconda partirà dopo la formazione del nuovo governo di Bagdad. La prima fase dei raid aerei (finora 145) è già in atto. La seconda partirà quando l'Iraq formerà un nuovo governo, probabilmente questa settimana, e si concenterà sull'addestramento e sull'equipaggiamento delle forze militari irachene, dei combattenti curdi e forse anche di alcuni gruppi sunniti. La fase finale - scrive ancora il Nyt - è quella della distruzione dell'esercito islamico nei suoi santuari siriani, e potrebbe non essere completata prima dell'avvento della prossima amministrazione
Via libera del Parlamento al governo Al Abadi. Intanto a Bagdad, a più di quattro mesi dalle elezioni, il Parlamento iracheno ha votato la fiducia al nuovo governo guidato dallo sciita Haider al-Abadi, con 177 sì su 289 presenti. La priorità, ha dichiarato il nuovo premier davanti all'assemblea, sarà combattere i jihadisti sunniti dello Stato Islamico. Ma se il primo compito del governo di unità sarà difendere la sicurezza del paese, l'esordio non è dei migliori: all'esecutivo mancano infatti ancora i nomi dei ministri dell'Interno e della Difesa su cui all'ultimo momento non è stato raggiunto il consenso tra i partiti che sostengono il nuovo esecutivo. Al-Abadi ha promesso che troverà la soluzione entro una settimana e intanto terrà l'interim dei due ministeri-chiave. Ministro del Petrolio invece è lo sciita Adel Abdel Mehdi del Consiglio supremo islamico, mentre lo sciita Ibrahim Jafaari (del Partito islamico Dawa) è il nuovo ministro degli Esteri. L'ex premier provvisorio Norui al-Maliki è stato eletto vicepresidente. Prima del voto, Abadi ha espresso i 20 punti del piano strategico per il triennio 2015-18. Tra i passaggi più significativi, la risoluzione delle dispute in corso con il governo regionale curdo e la riforma delle forze armate.
Primo bombardamento Usa a Mosul. Intanto per la prima volta i jet americani hanno bombardato posizioni dello Stato islamico (Is) direttamente nella città di Mosul, nel nord dell'Iraq. Lo hanno riferito fonti della sicurezza irachene. Finora i raid aerei Usa si erano concentrati sulle località nei dintorni della stratagica diga, a circa 20 chilometri dalla città, riconquistata dai peshmerga curdi anche grazie ai bombardamenti.
Obama prepara piano in tre fasi. Il presidente americano, Barack Obama, sta preparando una campagna contro l'Is sia in Iraq che in Siria articolata in tre fasi e che potrebbe durare almeno tre anni, scrive il New York Times citando fonti dell'amministrazione statunitense. Fonti che sottolineano come tali sforzi potrebbero durare per tutto il resto del mandato di Obama e che la seconda partirà dopo la formazione del nuovo governo di Bagdad. La prima fase dei raid aerei (finora 145) è già in atto. La seconda partirà quando l'Iraq formerà un nuovo governo, probabilmente questa settimana, e si concenterà sull'addestramento e sull'equipaggiamento delle forze militari irachene, dei combattenti curdi e forse anche di alcuni gruppi sunniti. La fase finale - scrive ancora il Nyt - è quella della distruzione dell'esercito islamico nei suoi santuari siriani, e potrebbe non essere completata prima dell'avvento della prossima amministrazione