È una settimana decisiva per il destino di Massimiliano Latorre. "Venerdì ci sarà da parte della Corte suprema" dell'India l'esame "della richiesta presentata per il permesso" a rientrare in Italia del marò. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, interviene sulla vicenda dei due fucilieri di marina, nel corso delle comunicazioni alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Senato e Camera degli esiti del vertice Nato di Newport, in Galles. "Mi auguro che la richiesta possa essere valutata con serenità e accolta", ha detto la titolare della Farnesina. "Confermo - ha aggiunto - la scelta che abbiamo condiviso in questa aula in primavera, quella dell'internazionalizzazione, che ora è tecnicamente pronta". La questione è prioritaria, anche alla luce delle "condizioni di salute di Latorre".
La Mogherini ha ripercorso i temi affrontati nel summit di Newport: dall'Iraq all'Ucraina. Le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia "sono state sospese", la tregua "regge", ma questo "non significa che abbiamo la pace in Ucraina orientale o che abbiamo risolto il conflitto. C'è bisogno - ha spiegato - di lanciare messaggi di incoraggiamento. Per questo abbiamo adottato il pacchetto di sanzioni, per poi sospenderlo".
Un passaggio del discorso lo dedica anche all'Iraq. La Mogherini ha assicurato il sostegno dell'Italia al premier Haider al-Abadi e al nuovo governo che hanno ottenuto oggi la fiducia del parlamento iracheno. "Dopo mesi di scontri e di instabilità politica, l'Iraq sembra avere finalmente imboccato una strada nuova. La speranza ora è che la fiducia ottenuta dal governo di haider al abadi, in cui sono rappresentate tutte le comunità del paese, segni una svolta", ha detto.
Il vertice in Galles del 5 e 6 settembre si è concentrato molto sull'avanzata dell'Isis in Iraq, sottolineando la necessità di un rafforzamento degli attori regionali, ma anche quella di non "coinvolgere la Nato in quanto tale in operazioni che comunque non hanno nulla a che fare con operazioni precedenti o con scontri di civiltà o religione che non farebbero che peggiorare la situazione" ha spiegato il ministro. A tale proposito serve inoltre una "battaglia culturale" anche da parte dei paesi musulmani e della regione: "dovremmo evitare qualsiasi riferimento all'islam quando parliamo di un'organizzazione che tutto è meno che rispettosa dei riferimenti religiosi", una battaglia che va condotta "insieme alle autorità irachene e di quei paesi che dicono: questa non è espressione della nostra religione".
Il ministro ha voluto rivolgere un pensiero al tre religiose uccise ieri in Burundi, "se non sono state ancora accertate le cause dell'omicidio".
La Mogherini ha ripercorso i temi affrontati nel summit di Newport: dall'Iraq all'Ucraina. Le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia "sono state sospese", la tregua "regge", ma questo "non significa che abbiamo la pace in Ucraina orientale o che abbiamo risolto il conflitto. C'è bisogno - ha spiegato - di lanciare messaggi di incoraggiamento. Per questo abbiamo adottato il pacchetto di sanzioni, per poi sospenderlo".
Un passaggio del discorso lo dedica anche all'Iraq. La Mogherini ha assicurato il sostegno dell'Italia al premier Haider al-Abadi e al nuovo governo che hanno ottenuto oggi la fiducia del parlamento iracheno. "Dopo mesi di scontri e di instabilità politica, l'Iraq sembra avere finalmente imboccato una strada nuova. La speranza ora è che la fiducia ottenuta dal governo di haider al abadi, in cui sono rappresentate tutte le comunità del paese, segni una svolta", ha detto.
Il vertice in Galles del 5 e 6 settembre si è concentrato molto sull'avanzata dell'Isis in Iraq, sottolineando la necessità di un rafforzamento degli attori regionali, ma anche quella di non "coinvolgere la Nato in quanto tale in operazioni che comunque non hanno nulla a che fare con operazioni precedenti o con scontri di civiltà o religione che non farebbero che peggiorare la situazione" ha spiegato il ministro. A tale proposito serve inoltre una "battaglia culturale" anche da parte dei paesi musulmani e della regione: "dovremmo evitare qualsiasi riferimento all'islam quando parliamo di un'organizzazione che tutto è meno che rispettosa dei riferimenti religiosi", una battaglia che va condotta "insieme alle autorità irachene e di quei paesi che dicono: questa non è espressione della nostra religione".
Il ministro ha voluto rivolgere un pensiero al tre religiose uccise ieri in Burundi, "se non sono state ancora accertate le cause dell'omicidio".