SANTIAGO DEL CILE - L'11 settembre, nel giorno del 41° anniversario del colpo di stato in Cile, il presidente socialista Michelle Bachelet, al suo secondo mandato, chiude definitivamente con gli anni della dittatura annunciando l'intenzione di annullare la legge di amnistia voluta nel 1978 dal dittatore Pinochet in modo da garantire l'impunità ai crimini compiuti durante il golpe e nei primi anni della sanguinosa repressione.
Il progetto di legge che prevede l'annullamento dell'amnistia avrà effetto retroattivo consentendo così di riaprire una serie di casi che la legislazione voluta dal regime militare aveva consentito di archiviare e coprire con disinvoltura.
L'annullamento - che è previsto da un progetto di legge che la Bachelet vuole portare avanti, fino all'approvazione - garantirà una vera e propria svolta in materia di diritti umani consentendo alla giustizia cilena di cominciare davvero a fare i conti con gli anni della dittatura.
Il progetto di legge che prevede l'annullamento dell'amnistia avrà effetto retroattivo consentendo così di riaprire una serie di casi che la legislazione voluta dal regime militare aveva consentito di archiviare e coprire con disinvoltura.
L'annullamento - che è previsto da un progetto di legge che la Bachelet vuole portare avanti, fino all'approvazione - garantirà una vera e propria svolta in materia di diritti umani consentendo alla giustizia cilena di cominciare davvero a fare i conti con gli anni della dittatura.