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I genitori del reporter decapitato dall'Is, Diane e John Foley 

Foley, parla la madre: "Mio figlio un fastidio per gli Usa. La liberazione non era nei loro interessi"

In un'intervista trasmessa dalla Cnn, Diane Foley ha spiegato che la sua famiglia era stata minacciata di azioni penali nel caso avesse cercato di raccogliere fondi per il riscatto del figlio James, il giornalista decapitato dai jihadisti dell'Is. Giorni fa anche un portavoce della famiglia di Sotloff, Barak Barfi, ha criticato il governo statunitense per non aver fornito la cooperazione necessaria
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WASHINGTON - La madre di James Foley, il giornalista americano decapitato dai jihadisti dell'Isis, accusa l'amministrazione Usa di aver considerato suo figlio "un fastidio". In un'intervista di Anderson Cooper trasmessa dalla Cnn, Diane Foley ha detto: "Tutti i nostri sforzi erano per loro una seccatura", perché la liberazione di Jim "non sembrava essere negli interessi strategici degli Stati Uniti".

Le lacrime trattenute, Diane Foley ha detto di sentirsi "a disagio e sconcertata" dal modo in cui le autorità hanno gestito la situazione. I funzionari statunitensi avevano detto alla famiglia di Foley "di non rivolgersi ai media", che "non avrebbero fatto uno scambio di prigionieri" e nemmeno condotto "un'azione militare" per liberarlo. "Jim è stato ucciso nel più orribile dei modi. E' stato sacrificato per mancanza di coordinamento, comunicazione, per mancanza di priorità" …
WASHINGTON - La madre di James Foley, il giornalista americano decapitato dai jihadisti dell'Isis, accusa l'amministrazione Usa di aver considerato suo figlio "un fastidio". In un'intervista di Anderson Cooper trasmessa dalla Cnn, Diane Foley ha detto: "Tutti i nostri sforzi erano per loro una seccatura", perché la liberazione di Jim "non sembrava essere negli interessi strategici degli Stati Uniti".

Le lacrime trattenute, Diane Foley ha detto di sentirsi "a disagio e sconcertata" dal modo in cui le autorità hanno gestito la situazione. I funzionari statunitensi avevano detto alla famiglia di Foley "di non rivolgersi ai media", che "non avrebbero fatto uno scambio di prigionieri" e nemmeno condotto "un'azione militare" per liberarlo. "Jim è stato ucciso nel più orribile dei modi. E' stato sacrificato per mancanza di coordinamento, comunicazione, per mancanza di priorità" ha detto la signora Foley. "Come famiglia, dovevamo trovare un modo per fare qualcosa". Poi ha raccontato che erano stati avvertiti di non cercare di raccogliere il denaro per pagare un riscatto, perché "illegale": in caso contrario, avrebbero rischiato di essere perseguiti penalmente.

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VIDEO L'appello dei genitori: "Liberatelo"


"Ci hanno detto di fidarci e che sarebbe stato liberato in qualche modo, miracolosamente. Questo è successo, no?" ha detto alla Cnn. Il 19 agosto, i ribelli estremisti dell'Is hanno rilasciato il video dell'esecuzione del giornalista freelance, 40 anni. Una settimana dopo, è stato rilasciato il video dell'uccisione di un altro giornalista statunitense, Steven Sotloff.

Giorni fa, anche un portavoce della famiglia di Sotloff, Barak Barfi, ha criticato il governo statunitense per non aver fornito la cooperazione necessaria, parlando di rapporti "molto tesi" tra i parenti del giornalista e l'amministrazione Obama. Secondo Barfi, Sotloff e Foley sono stati usati come "pedine in uno scontro" tra la Casa Bianca e l'intelligence, "e questo non è giusto". Il portavoce aveva poi dichiarato che Sotloff era stato venduto all'Is dai "cosiddetti ribelli moderati, quelli che molti vogliono siano sostenuti dalla nostra amministrazione", ipotesi poi smentita dalla casa bianca.