Ucraina accusa filorussi di aver violato tregua. Premier: "Putin vuole cancellarci come stato indipendente"
L'esercito di Kiev: assalto respinto all'aeroporto di Donetsk. Ma si combatte Secondo Yatseniuk, "il presidente russo vuole solo congelare il conflitto. Il suo obiettivo è restaurare l'Urss"
KIEV - Il primo ministro ucraino, Arseni Yatseniuk, non usa giri di parole per definire, al di là delle strette di mano di circostanza e gli inviti a trovare una via d'uscita pacifica alla crisi, le reali intenzioni di Vladimir Putin. Secondo Yatseniuk, in questa fase, nonostante la situazione sia relativamente più tranquilla dopo il cessate il fuoco della scorsa settimana, parte di un piano che mira alla completa pacificazione entro cinque mesi, "è decisamente prematuro parlare di un'intesa raggiunta per un accordo di pace. Perché Putin vuole semplicemente "congelare il conflitto in Ucraina" in attesa di realizzare il suo vero obiettivo: "Cancellare l'Ucraina come stato indipendente e restaurare l'Unione Sovietica". Secondo il primo ministro, non è ipotizzabile un'entrata di Kiev nella Nato. "L'Alleanza Atlantica è 'veicolo' della protezione dell'Ucraina, ma capisco che, almeno nel breve periodo, non potremo entr…
KIEV - Il primo ministro ucraino, Arseni Yatseniuk, non usa giri di parole per definire, al di là delle strette di mano di circostanza e gli inviti a trovare una via d'uscita pacifica alla crisi, le reali intenzioni di Vladimir Putin. Secondo Yatseniuk, in questa fase, nonostante la situazione sia relativamente più tranquilla dopo il cessate il fuoco della scorsa settimana, parte di un piano che mira alla completa pacificazione entro cinque mesi, "è decisamente prematuro parlare di un'intesa raggiunta per un accordo di pace. Perché Putin vuole semplicemente "congelare il conflitto in Ucraina" in attesa di realizzare il suo vero obiettivo: "Cancellare l'Ucraina come stato indipendente e restaurare l'Unione Sovietica". Secondo il primo ministro, non è ipotizzabile un'entrata di Kiev nella Nato. "L'Alleanza Atlantica è 'veicolo' della protezione dell'Ucraina, ma capisco che, almeno nel breve periodo, non potremo entrarci".
Ma poche ore dopo le parole del premier, la tensione torna a salire: le forze armate ucraine accusano i miliziani separatisti di aver violato la tregua in atto dal 5 settembre assaltando in forze l'aeroporto di Donetsk, nella tormentata Ucraina sud-orientale. L'assalto, secondo Kiev, sarebbe stato respinto in una prima fase ma testimoni raccontano che nella zona ancora si combatte con colpi di artiglieria.
L'aeroporto è l'ultima zona di Donetsk sotto il controllo dei governativi, mentre tutta la città è in mano ai ribelli filorussi.
Nuovo convoglio russo a Lugansk. Intanto, un altro presunto convoglio umanitario russo - dopo quello che a fine agosto ha creato l'ennesima crisi diplomatica tra Mosca e Kiev - ha oltrepassato il confine e si trova ora a Lugansk, uno dei bastioni degli indipendentisti filorussi nell'Ucraina orientale. Lo riferiscono Russia Today e l'agenzia ufficiale russa Itar-Tass. La colonna di aiuti russi è composta, secondo Russia Today, da 200 camion che trasportano 2.000 tonnellate di prodotti alimentari, medicinali, generatori di corrente e macchinari per la purificazione dell'acqua. Completati i controlli delle guardie di frontiera russe, i primi 35 camion sarebbero entrati in Ucraina, riferisce la Reuters citando un ufficiale russo.
Il convoglio ha concluso l'operazione di passaggio della frontiera da Izvarino attorno alle ore 8 di Mosca (le 6 in Italia). La colonna non è accompagnata dalla Croce rossa perché "non ha ricevuto una notifica ufficiale dell'accordo tra Russia e Ucraina". Ieri, Kiev e i suoi alleati occidentali avevano denunciato l'arrivo del nuovo convoglio e il passaggio della frontiera senza il permesso ucraino. Le autorità russe, invece, si erano dette in attesa del Comitato Internazionale della Croce Rossa perché procedesse all'ispezione del carico affinché Kiev desse il permesso di passare la frontiera.
Le nuove sanzioni. Il ministro dell'Economia russo, Alexei Ulyukayev, da Bruxelles annuncia che Mosca si appellerà al Wto contro le sanzioni decise dagli Usa e dai suoi alleati europei. "L'ultima tornata di misure (adottate dalla Ue col pieno sostegno americano) ci danno ragione nell'appellarci alla World Trade Organization. E lo faremo", le parole di Ulyukayev.
Lo stesso ministro ha affermato che Mosca non si limiterà a lamentarsi presso le istanze internazionali ma adotterà presto misure di ritorsione contro Usa e Ue. "Non dovrete attendere molto - garantisce Ulyukayev in un comunicato - consideriamo l'introduzione da parte di Washington di nuove sanzioni anti-russe come un altro passo ostile in linea con il corso conflittuale intrapreso dall'amministrazione americana". In precedenza, il presidente Putin aveva affermato che ogni misura in risposta alle sanzioni sarà valutata con attenzione per evitare che danneggi l'economia russa.
La Ue, che vede proprio nella Russia il suo principale fornitore di gas, non vive serenamente l'inasprimento dei rapporti con Mosca e all'interno dei Paesi membri cresce la protesta di chi viene a sua volta danneggiato, in termini di export, dalle sanzioni contro i russi. Anche per questo l'Unione si è detta pronta a rimuovere alcune, ma anche tutte, le sanzioni se Mosca rispetterà la fragile tregua in corso e soprattutto si uniformerà al piano di pace che in pochi mesi vorrebbe mettere fine al più duro confronto tra la Russia e l'Occidente dai tempi della guerra fredda.
Ma poche ore dopo le parole del premier, la tensione torna a salire: le forze armate ucraine accusano i miliziani separatisti di aver violato la tregua in atto dal 5 settembre assaltando in forze l'aeroporto di Donetsk, nella tormentata Ucraina sud-orientale. L'assalto, secondo Kiev, sarebbe stato respinto in una prima fase ma testimoni raccontano che nella zona ancora si combatte con colpi di artiglieria.
L'aeroporto è l'ultima zona di Donetsk sotto il controllo dei governativi, mentre tutta la città è in mano ai ribelli filorussi.
Nuovo convoglio russo a Lugansk. Intanto, un altro presunto convoglio umanitario russo - dopo quello che a fine agosto ha creato l'ennesima crisi diplomatica tra Mosca e Kiev - ha oltrepassato il confine e si trova ora a Lugansk, uno dei bastioni degli indipendentisti filorussi nell'Ucraina orientale. Lo riferiscono Russia Today e l'agenzia ufficiale russa Itar-Tass. La colonna di aiuti russi è composta, secondo Russia Today, da 200 camion che trasportano 2.000 tonnellate di prodotti alimentari, medicinali, generatori di corrente e macchinari per la purificazione dell'acqua. Completati i controlli delle guardie di frontiera russe, i primi 35 camion sarebbero entrati in Ucraina, riferisce la Reuters citando un ufficiale russo.
Il convoglio ha concluso l'operazione di passaggio della frontiera da Izvarino attorno alle ore 8 di Mosca (le 6 in Italia). La colonna non è accompagnata dalla Croce rossa perché "non ha ricevuto una notifica ufficiale dell'accordo tra Russia e Ucraina". Ieri, Kiev e i suoi alleati occidentali avevano denunciato l'arrivo del nuovo convoglio e il passaggio della frontiera senza il permesso ucraino. Le autorità russe, invece, si erano dette in attesa del Comitato Internazionale della Croce Rossa perché procedesse all'ispezione del carico affinché Kiev desse il permesso di passare la frontiera.
Le nuove sanzioni. Il ministro dell'Economia russo, Alexei Ulyukayev, da Bruxelles annuncia che Mosca si appellerà al Wto contro le sanzioni decise dagli Usa e dai suoi alleati europei. "L'ultima tornata di misure (adottate dalla Ue col pieno sostegno americano) ci danno ragione nell'appellarci alla World Trade Organization. E lo faremo", le parole di Ulyukayev.
Lo stesso ministro ha affermato che Mosca non si limiterà a lamentarsi presso le istanze internazionali ma adotterà presto misure di ritorsione contro Usa e Ue. "Non dovrete attendere molto - garantisce Ulyukayev in un comunicato - consideriamo l'introduzione da parte di Washington di nuove sanzioni anti-russe come un altro passo ostile in linea con il corso conflittuale intrapreso dall'amministrazione americana". In precedenza, il presidente Putin aveva affermato che ogni misura in risposta alle sanzioni sarà valutata con attenzione per evitare che danneggi l'economia russa.
La Ue, che vede proprio nella Russia il suo principale fornitore di gas, non vive serenamente l'inasprimento dei rapporti con Mosca e all'interno dei Paesi membri cresce la protesta di chi viene a sua volta danneggiato, in termini di export, dalle sanzioni contro i russi. Anche per questo l'Unione si è detta pronta a rimuovere alcune, ma anche tutte, le sanzioni se Mosca rispetterà la fragile tregua in corso e soprattutto si uniformerà al piano di pace che in pochi mesi vorrebbe mettere fine al più duro confronto tra la Russia e l'Occidente dai tempi della guerra fredda.