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Haines, l'ira di Obama: "Distruggeremo l'Is". Caso Italia sugli ostaggi. Libia accusa Qatar

Il presidente Usa condanna la decapitazione del cooperante scozzese: "Atto barbaro". Cameron convoca il comitato di emergenza: "Cattureremo gli assassini". Renzi: "Uniti contro folle minaccia". Il sottosegretario Giro: "Riporteremo a casa nostri ostaggi, non importa come". Poi la retromarcia
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WASHINGTON - "Gli Stati Uniti condananno con forza il barbaro assassinio del cittadino britannico David Haines da parte dei terroristi dell'Is". Con queste parole il presidente Usa Barack Obama commenta l'uccisione del cooperante britannico, decapitato in un video diffuso ieri dai jihadisti dello stato islamico. Nella sua dichiarazione Obama esprime solidarietà alla famiglia di Haines e al Regno Unito, rinnovando l'impegno per la creazione di una "vasta coalizione di nazioni" per assicurare alla giustizia "gli esecutori di questo atto oltraggioso" e per "degradare e distruggere" l'Is.

L'ANALISI / Is è il gruppo terroristico più ricco della storia
 
Il premier David Cameron ha convocato una riunione del comitato di emergenza 'Cobra'. Alla riunione, riportano i media britannici, partecipano i vertici militari e della sicurezza. Il premier britannico ha definito l'uccisione di Haines "spregevole e sconvolgente". Si …
WASHINGTON - "Gli Stati Uniti condananno con forza il barbaro assassinio del cittadino britannico David Haines da parte dei terroristi dell'Is". Con queste parole il presidente Usa Barack Obama commenta l'uccisione del cooperante britannico, decapitato in un video diffuso ieri dai jihadisti dello stato islamico. Nella sua dichiarazione Obama esprime solidarietà alla famiglia di Haines e al Regno Unito, rinnovando l'impegno per la creazione di una "vasta coalizione di nazioni" per assicurare alla giustizia "gli esecutori di questo atto oltraggioso" e per "degradare e distruggere" l'Is.

L'ANALISI / Is è il gruppo terroristico più ricco della storia
 
Il premier David Cameron ha convocato una riunione del comitato di emergenza 'Cobra'. Alla riunione, riportano i media britannici, partecipano i vertici militari e della sicurezza. Il premier britannico ha definito l'uccisione di Haines "spregevole e sconvolgente". Si è trattato, ha detto, di "un atto di pura barbarie", contro un "eroe nazionale". Il premier ha promesso di "fare tutto quanto è in nostro potere per catturare gli assassini e assicurarli alla giustizia", "non importa quanto tempo ci vorrà". E poi ha dichiarato: "Quelli dello Stato islamico non sono musulmani, ma mostri".

Sotto osservazione il ruolo del Qatar, accusato da più parti di fiancheggiare l'Is e altri gruppi estremisti o comunque di avere un atteggiamento ambiguo. Il premier libico Abdullah al-Thani ha accusato lo stato del Golfo di aver inviato 3 aeroplani carichi di armi e munizioni all'aeroporto di Tripoli controllato dalla milizia islamista all'opposizione di Misurata. "Sfortunatamente (gli aerei) hanno raggiunto l'aeroporto di Mitiga (nella capitale)...Valuteremo la rottura delle relazioni (con Doha) se queste interferenze negli affari interni libici continueranno", ha minacciato al Thani ai microfoni della rete Sky News in arabo, rivale della qatariota al Jazeera.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scritto a Cameron per porgergli il cordoglio italiano, invocando "l'unità" della comunità internazionale. "Contro la ferocia del terrore - scrive Renzi - è determinante che sia unita la risposta della comunità internazionale, dell'Europa, impegnata in prima linea nella lotta contro questa odiosa, folle minaccia".

Però il sottosegretario agli Esteri Mario Giro fa capire che l'Italia continuerà a trattare per liberare gli ostaggi italiani in mano ai terroristi. "La politica dell'Italia - ha detto Giro - è di riportare a casa tutti gli ostaggi, non importa come. Ogni paese è sovrano per quanto riguarda la scelta se trattare o meno" con i rapitori, ha aggiunto. Una posizione che sarebbe stata assai controversa, e infatti la correzione di tiro arriva poco dopo: "La politica dell'Italia è di non abbandonare nessuno" ma utilizzando "mezzi leciti e possibili" nell'ambito del "massimo riserbo". Giro precisa di non aver mai detto "non importa come" né di aver parlato di "trattative" per liberarli