Ucraina, Russia Unita di Putin trionfa in Crimea. Ue: "Elezioni illegittime"
Il partito del presidente russo ottiene il 70% dei consensi nella penisola. Allla formazione politica tutti i governatori delle regioni russe chiamate al voto. Nella notte violato il cessate il fuoco a Donetsk: 6 morti e 15 feriti. Progetto di Poroshenko per autonomia delle regioni dell'est
KIEV - Le prime elezioni in Crimea dopo l'annessione alla Russia segnano l'ennesimo successo per Vladimir Putin e per il suo partito Russia Unita. La penisola è stata annessa alla Federazione russa lo scorso marzo dopo il referendum non riconosciuto dall'Ucraina e dalla comunità internazionale.
Le sanzioni occidentali verso Mosca non sembrano aver danneggiato, almeno per ora, l'immagine dell'inquilino del Cremlino. Secondo dati preliminari, il partito del presidente Russia Unita ha raccolto oltre il 70% in Crimea nelle prime elezioni amministrative dopo il passaggio alla Russia. I dati si riferiscono al 50% delle schede scrutinate. L'unico partito, oltre a quello di Putin, che avrebbe superato la soglia di sbarramento è quello dell'ultranazionalista Vladimir Zhrinovsky, il Partito Liberal Democratico, che ha ottenuto circa l'8% dei consensi. Buona l'affluenza alle urne: ha votato il 52% degli aventi diritto, una percentuale molto più alta delle altre regio…
Le sanzioni occidentali verso Mosca non sembrano aver danneggiato, almeno per ora, l'immagine dell'inquilino del Cremlino. Secondo dati preliminari, il partito del presidente Russia Unita ha raccolto oltre il 70% in Crimea nelle prime elezioni amministrative dopo il passaggio alla Russia. I dati si riferiscono al 50% delle schede scrutinate. L'unico partito, oltre a quello di Putin, che avrebbe superato la soglia di sbarramento è quello dell'ultranazionalista Vladimir Zhrinovsky, il Partito Liberal Democratico, che ha ottenuto circa l'8% dei consensi. Buona l'affluenza alle urne: ha votato il 52% degli aventi diritto, una percentuale molto più alta delle altre regio…
KIEV - Le prime elezioni in Crimea dopo l'annessione alla Russia segnano l'ennesimo successo per Vladimir Putin e per il suo partito Russia Unita. La penisola è stata annessa alla Federazione russa lo scorso marzo dopo il referendum non riconosciuto dall'Ucraina e dalla comunità internazionale.
Le sanzioni occidentali verso Mosca non sembrano aver danneggiato, almeno per ora, l'immagine dell'inquilino del Cremlino. Secondo dati preliminari, il partito del presidente Russia Unita ha raccolto oltre il 70% in Crimea nelle prime elezioni amministrative dopo il passaggio alla Russia. I dati si riferiscono al 50% delle schede scrutinate. L'unico partito, oltre a quello di Putin, che avrebbe superato la soglia di sbarramento è quello dell'ultranazionalista Vladimir Zhrinovsky, il Partito Liberal Democratico, che ha ottenuto circa l'8% dei consensi. Buona l'affluenza alle urne: ha votato il 52% degli aventi diritto, una percentuale molto più alta delle altre regioni russe chiamate al voto in questa tornata amministrativa.
La consultazione elettorale non viene riconosciuta dalla comunità internazionale, ma per il Cremlino rappresenta la conferma del sostegno dell'elettorato locale dopo la "riunificazione". E, più in generale, della ritrovata popolarità di Vladimir Putin, che si traduce in voti per il movimento politico al potere. Gli abitanti della Crimea sono stati chiamati alle urne per eleggere il Parlamento della neonata repubblica e del capoluogo Sebastopoli, che nell'assetto amministrativo della Federazione è stato rivisto alla luce dell'annessione ed è diventato a sua volta "soggetto federale".
Le elezioni sono state trionfali per il partito di Putin anche nel resto della Federazione russa. Nella consultazione svoltasi ieri in 84 degli 85 soggetti della Federazione, con oltre 75 milioni di aventi diritto, Russia Unita ha conquistato tutti i 30 nuovi governatori e la maggioranza dei deputati nei 14 parlamenti locali, da Mosca alla Crimea.
L'elezione però non è stata priva di ombre: molto bassa l'affluenza alle urne (a Mosca il 20%) dovuta anche all'assenza di sfidanti seri, soprattutto gli oppositori di Putin: esclusi perchè agli arresti domiciliari e sotto processo, come il blogger Alexiei Navalni, o per presunte irregolarità nella raccolta delle firme necessarie, come a San Pietroburgo la deputata Oksana Dmitrieva o a Mosca la giornalista Olga Romanova e Maria Gaidar, figlia del defunto ex premier liberale di Eltsin Iegor Gaidar, architetto della terapia economica shock dopo il crollo dell'Urss.
La condanna dell'Unione europea. Il voto locale nella penisola è l'occasione per un nuovo scontro tra l'Unione europea e Mosca. Il Servizio europeo di azione esterna di Bruxelles "non riconosce né il quadro giuridico né la legittimità delle 'cosiddette' elezioni" che si sono tenute in Crimea, spiega una nota. La Ue "continua a condannare l'annessione illegale della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione russa e non la riconoscerà".
Tregua a rischio nell'est dell'Ucraina. Questa notte è avvenuta la più grave violazione del cessate il fuoco in vigore nell'est dell'Ucraina dal 5 settembre: sei persone sono morte e 15 sono rimaste ferite in bombardamenti a Donetsk, roccaforte dei ribelli. Nei bombardamenti sono stati danneggiati sia edifici residenziali che amministrativi. Nel fine settimana le truppe ucraine avevano respinto un attacco lanciato da circa 200 insorti nella zona nord di Donetsk, vicino all'aeroporto controllato dall'esercito. La missione di monitoraggio dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha fatto sapere in una nota diffusa ieri sera che quattro esplosioni si erano verificate a circa 200 metri da un gruppo di osservatori a Donetsk.
Intanto a Parigi, in occasione della conferenza internazionale sull'Iraq, si è svolto un vertice sull'Ucraina tra il ministro degli Esteri russi Serghei Lavrov e i capi delle diplomazie di Germania e Francia, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius. Vladimir Putin ha invece riunito il Consiglio di sicurezza russo per discutere l'impatto sul processo di pace in Ucraina del nuovo pattp di cooperazione tra Kiev e l'Unione europea.
Da Kiev arriva la proposta del presidente ucraino Petro Poroshenko per l'autonomia delle regioni orientali. Il Capo dello Stato ucraino pensa a tre anni di autonomia per alcune zone delle regioni di Lugansk e Donetsk. La proposta è contenuta in un progetto di legge al vaglio della Rada Suprema (Parlamento). Il testo comprende anche una amnistia per i miliziani filo-russi che non hanno commesso delitti gravi e non implicati nell'esplosione del volo della Malaysia Airlines con 298 passeggeri a bordo, avvenuta a metà giugno sui cieli di Donetsk. Il progetto prevede inoltre la convocazione di elezioni locali per il 9 novembre, per consentire alle due regioni di eleggere propri rappresentanti. Kiev si impegnerebbe a garantire l'uso della lingua russa, venendo incontro a una delle principali richieste dei separatisti.
Le sanzioni occidentali verso Mosca non sembrano aver danneggiato, almeno per ora, l'immagine dell'inquilino del Cremlino. Secondo dati preliminari, il partito del presidente Russia Unita ha raccolto oltre il 70% in Crimea nelle prime elezioni amministrative dopo il passaggio alla Russia. I dati si riferiscono al 50% delle schede scrutinate. L'unico partito, oltre a quello di Putin, che avrebbe superato la soglia di sbarramento è quello dell'ultranazionalista Vladimir Zhrinovsky, il Partito Liberal Democratico, che ha ottenuto circa l'8% dei consensi. Buona l'affluenza alle urne: ha votato il 52% degli aventi diritto, una percentuale molto più alta delle altre regioni russe chiamate al voto in questa tornata amministrativa.
La consultazione elettorale non viene riconosciuta dalla comunità internazionale, ma per il Cremlino rappresenta la conferma del sostegno dell'elettorato locale dopo la "riunificazione". E, più in generale, della ritrovata popolarità di Vladimir Putin, che si traduce in voti per il movimento politico al potere. Gli abitanti della Crimea sono stati chiamati alle urne per eleggere il Parlamento della neonata repubblica e del capoluogo Sebastopoli, che nell'assetto amministrativo della Federazione è stato rivisto alla luce dell'annessione ed è diventato a sua volta "soggetto federale".
Le elezioni sono state trionfali per il partito di Putin anche nel resto della Federazione russa. Nella consultazione svoltasi ieri in 84 degli 85 soggetti della Federazione, con oltre 75 milioni di aventi diritto, Russia Unita ha conquistato tutti i 30 nuovi governatori e la maggioranza dei deputati nei 14 parlamenti locali, da Mosca alla Crimea.
L'elezione però non è stata priva di ombre: molto bassa l'affluenza alle urne (a Mosca il 20%) dovuta anche all'assenza di sfidanti seri, soprattutto gli oppositori di Putin: esclusi perchè agli arresti domiciliari e sotto processo, come il blogger Alexiei Navalni, o per presunte irregolarità nella raccolta delle firme necessarie, come a San Pietroburgo la deputata Oksana Dmitrieva o a Mosca la giornalista Olga Romanova e Maria Gaidar, figlia del defunto ex premier liberale di Eltsin Iegor Gaidar, architetto della terapia economica shock dopo il crollo dell'Urss.
La condanna dell'Unione europea. Il voto locale nella penisola è l'occasione per un nuovo scontro tra l'Unione europea e Mosca. Il Servizio europeo di azione esterna di Bruxelles "non riconosce né il quadro giuridico né la legittimità delle 'cosiddette' elezioni" che si sono tenute in Crimea, spiega una nota. La Ue "continua a condannare l'annessione illegale della Repubblica autonoma di Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Federazione russa e non la riconoscerà".
Tregua a rischio nell'est dell'Ucraina. Questa notte è avvenuta la più grave violazione del cessate il fuoco in vigore nell'est dell'Ucraina dal 5 settembre: sei persone sono morte e 15 sono rimaste ferite in bombardamenti a Donetsk, roccaforte dei ribelli. Nei bombardamenti sono stati danneggiati sia edifici residenziali che amministrativi. Nel fine settimana le truppe ucraine avevano respinto un attacco lanciato da circa 200 insorti nella zona nord di Donetsk, vicino all'aeroporto controllato dall'esercito. La missione di monitoraggio dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha fatto sapere in una nota diffusa ieri sera che quattro esplosioni si erano verificate a circa 200 metri da un gruppo di osservatori a Donetsk.
Intanto a Parigi, in occasione della conferenza internazionale sull'Iraq, si è svolto un vertice sull'Ucraina tra il ministro degli Esteri russi Serghei Lavrov e i capi delle diplomazie di Germania e Francia, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius. Vladimir Putin ha invece riunito il Consiglio di sicurezza russo per discutere l'impatto sul processo di pace in Ucraina del nuovo pattp di cooperazione tra Kiev e l'Unione europea.
Da Kiev arriva la proposta del presidente ucraino Petro Poroshenko per l'autonomia delle regioni orientali. Il Capo dello Stato ucraino pensa a tre anni di autonomia per alcune zone delle regioni di Lugansk e Donetsk. La proposta è contenuta in un progetto di legge al vaglio della Rada Suprema (Parlamento). Il testo comprende anche una amnistia per i miliziani filo-russi che non hanno commesso delitti gravi e non implicati nell'esplosione del volo della Malaysia Airlines con 298 passeggeri a bordo, avvenuta a metà giugno sui cieli di Donetsk. Il progetto prevede inoltre la convocazione di elezioni locali per il 9 novembre, per consentire alle due regioni di eleggere propri rappresentanti. Kiev si impegnerebbe a garantire l'uso della lingua russa, venendo incontro a una delle principali richieste dei separatisti.