Esteri

Iraq, raid su campo di addestramento Is. Australia, sventato piano di decapitazioni

Pentagono: pronto il piano per attaccare anche in Siria. Blitz della polizia, da Sydney a Brisbane: arrestati 15 presunti jihadisti, pronti a uccidere civili rapiti a caso. L'Is diffonde un video in cui l'ostaggio britannico John Cantlie annuncia: "Vi spiego la disinformazione sullo Stato islamico". Kerry accusa Assad: "Violato l'accordo sulle armi chimiche. Ha usato gas cloro"

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ROMA - L'Is voleva compiere in Australia un massacro ad altissimo impatto emotivo decapitando civili, rapiti a caso, davanti alle telecamere. Un'azione emulativa delle macabre esecuzioni iniziate il 19 agosto scorso con la morte dell'americano James Foley. Il piano è stato sventato con una massiccia azione preventiva della polizia australiana: 800 agenti in azione per l'arresto di 15 persone sospettate di essere membri dell'Is.

Negli Stati Uniti, il Pentagono annuncia di aver individuato e colpito, per la prima volta, un campo di addestramento dell'Is. Poco dopo, il comando operativo di Centcom ha precisato in un comunicato che i nuovi raid in Iraq hanno colpito un campo di addestramento dei jihadisti dello Stato islamico a sud-est di Mosul, in Iraq. Il bombardamento ha colpito due edifici, un'unità di terra e un blindato. Un secondo raid ha colpito un deposito di armi. Il capo della Cia, Chuck Hagel, ha comunicato al Congresso Usa di aver approntato un piano per colpire con raid aerei obiettivi dello Stato Islamico in Siria. Ora si attende l'approvazione del presidente Usa, Barack Obama.

Intanto, con una nuova mossa della sua strategia mediatica, lo Stato islamico ha diffuso sul web un video, la cui autenticità non è verificabile, intitolato "Prestatemi attenzione" (Lend me your ears). Nel filmato l'ostaggio britannico John Cantlie, rapito in Siria nel novembre 2012, fa appello al "pubblico" perché si parli dello Stato islamico senza fare "disinformazione". Il reporter del Sunday Times, del Sun e del Sunday Telegraph, con indosso una tunica arancione, parla da dietro una scrivania in una stanza scura e annuncia la diffusione di "prossimi episodi" in cui spiegherà la verità sui jihadisti e su come i media occidentali manipolano le notizie.

"Vi dico la verità sull'Is". "Vi dimostrerò la verità su come i media occidentali tentano di trascinare l'opinione pubblica verso l'abisso di una nuova guerra contro l'islam", dice Cantlie. "Ora, so cosa state pensando - prosegue l'ostaggio -. Fa questo perché è prigioniero. Ha una pistola alla tempia ed è stato costretto. Giusto? Bene, è vero. Sono prigioniero, non posso negarlo. Ma visto come sono stato abbandonato da mio governo e che ora il mio destino è nelle mani dello Stato Islamico, non ho niente da perdere". "Forse vivrò, forse morirò - conclude Cantlie -. Ma voglio cogliere questa opportunità di trasmettervi alcuni fatti che potete verificare. Fatti che, se presi in considerazione, potrebbero aiutare a salvare vite".

Il segretario agli Esteri britannico, Philip Hammond, da Copenaghen: "Lo Stato Islamico non è solo una minaccia alla stabilità del Medioriente ma a tutti noi in patria. Guarderemo attentamente tutto il materiale che è stato diffuso su internet".

Cantlie era già stato fatto prigioniero una prima volta, nel luglio 2012, assieme al fotografo olandese Jeroen Oerlemans, nei pressi del confine tra Siria e Turchia. I due erano stati liberati lo stesso mese da un gruppo dell'Esercito Libero Siriano. Cantlie aveva raccontato ai media di essere stato minacciato di morte assieme al collega olandese se non si fossero convertiti all'Islam. Durante un tentativo di fuga, Cantlie era stato ferito a un braccio, Oerlemans all'inguine. Sul Sunday Times, Cantlie aveva descritto i suoi aguzzini come un gruppo di circa 30 persone di diverse nazionalità. Nessuno di loro era siriano. In compenso, i jihadisti britannici erano quelli che lo avevano trattato più crudelmente.

Sventato piano terroristico in Australia. Le autorità australiane, che venerdì scorso avevano portato ad "alto" il rischio attentati, hanno annunciato di aver sventato un piano messo a punto da una cellula di Is guidata da un australiano. In una serie di raid effettuati all'alba (australe) a Sydney e Brisbane oltre 800 agenti hanno effettuato 15 arresti di sospetti membri di Is che "avrebbero messo in atto oggi il suo piano", ha dichiarato il capo della polizia, Andrew Colvin. Dei 15 arrestati, al momento uno è già stato incriminato per gravi crimini legati al terrorismo. Il totale dei mandati spiccati è di 25 per cui mancherebbero all'appello ancora 10 sospetti.
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Il premier Tony Abbott ha chiarito che a capo della cellula c'era un "australiano alto esponente di Isis" che ha ordinato "uccisioni dimostrative" per spargere il terrore nel continente attraverso decapitazioni. "Queste persone, mi spiace dirlo,non ci odiano per quello che facciamo, ci odiano per ciò che siamo e per come viviamo. Questo è ciò che ci rende un obiettivo", ha spiegato il premier, esortando le forze di sicurezza a proseguire la caccia ai terroristi ovunque si nascondano". Canberra fa parte dello schieramento di oltre 40 Paesi in campo contro l'Is: lunedì ha annunciato l'invio di 600 soldati e 8 aerei da guerra negli Emirati Arabi Uniti pronti a colpire in Iraq.

E Site, il sito di monitoraggio dell'integralismo islamico sul web, riporta come affiliati dello Stato Islamico discutono online sull'ipotesi, per i miliziani e i 'lupi solitari', di diffondere il virus ebola in Usa e nelle altre nazioni coinvolte nella Coalizione anti-Isis.

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In Iraq ci sono stati nuovi raid Usa contro postazioni dell'Is. Caccia americani, secondo la Cnn, hanno condotto sette attacchi aerei, 4 dei quali vicino Baghdad, in una escalation dell'intervento Usa per combattere i jihadisti.

Il governo olandese sta considerando di partecipare alla campagna a guida Usa inviando i suoi caccia-bombardieri F-16, oltre a fornire armi ai peshmerga curdi. La decisione sarà presa domani in un riunione dell'esecutivo presieduto dal premier Mark Rutte, che avrà comunque bisogno dell'approvazione del Parlamento. La notizia è stata diffusa dal quotidiano 'Trouw'. L'Olanda non è stato tra i Paesi cui Barack Obama ha chiesto di contribuire alla "vasta coalizione anti Isis" al summit Nato del 4 e 5 settembre in Galles.

Il presidente francese Francois, nel corso di una conferenza stampa davanti a 350 giornalisti, ha annunciato di aver dato la sua autorizzazione ai raid aerei in Iraq contro le milizie dello Stato Islamico, ma ha assicurato la Francia che non saranno inviate truppe di terra. "Colpiremo appena avremo individuato gli obiettivi. E accadrà molto presto" ha assicurato Hollande. Il presidente ha inoltre ribadito che "la Francia non paga riscatti per i suoi ostaggi".

Dagli Stati Uniti giungono invece le accuse, mai così dirette, del segretario di Stato John Kerry contro il regime siriano di Bashar al-Assad sull'uso di armi chimiche. "Ha violato l'accordo internazionale sulla eliminazione del suo arsenale chimico - ha affermato Kerry davanti alla Commissione Affari Esteri della Camera dei Rappresentanti - avendo fatto ricorso quest'anno ad armi al gas cloro. Siamo convinti che ne esistano le prove".