Scozia, a Londra riunione d'emergenza per difendere la sterlina e i mercati
dal nostro inviato ENRICO FRANCESCHINIRitorno in patria urgente per il cancelliere britannico e il governatore della banca centrale. Preparano un piano contro il possibile terremoto finanziario in caso di vittoria del sì al referendum
EDIMBURGO - Il governatore della banca d'Inghilterra, Mark Carney, e il ministro del Tesoro britannico, George Osborne, hanno deciso di non partecipare alla riunione dei governatori delle banche centrali e dei ministri del Tesoro dei paesi del G20 in programma questo weekend in Australia, per essere a Londra a monitorare i risultati del referendum in Scozia e intervenire prontamente in difesa della sterlina e dei mercati se dalle urne uscirà un "sì" all'indipendenza, giudicato da entrambi la miccia di un possibile terremoto nel mondo finanziario. Secondo le indiscrezioni della stampa londinese, il governatore Carney ordinerebbe un'immissione di liquidità nel sistema monetario se in Scozia ci fosse un assalto agli sportelli delle banche e ai bancomat per ritirare denaro nel timore che una Scozia indipendente non riesca a convincere il governo britannico a mantenere la sterlina come valuta comune. E il ministro del Tesoro Osborne è preoccupato dall'…
EDIMBURGO - Il governatore della banca d'Inghilterra, Mark Carney, e il ministro del Tesoro britannico, George Osborne, hanno deciso di non partecipare alla riunione dei governatori delle banche centrali e dei ministri del Tesoro dei paesi del G20 in programma questo weekend in Australia, per essere a Londra a monitorare i risultati del referendum in Scozia e intervenire prontamente in difesa della sterlina e dei mercati se dalle urne uscirà un "sì" all'indipendenza, giudicato da entrambi la miccia di un possibile terremoto nel mondo finanziario. Secondo le indiscrezioni della stampa londinese, il governatore Carney ordinerebbe un'immissione di liquidità nel sistema monetario se in Scozia ci fosse un assalto agli sportelli delle banche e ai bancomat per ritirare denaro nel timore che una Scozia indipendente non riesca a convincere il governo britannico a mantenere la sterlina come valuta comune. E il ministro del Tesoro Osborne è preoccupato dall'ipotesi che, in caso di vittoria degli indipendentisti, si verifichi un crollo in Borsa e un rallentamento della ripresa economica nazionale.
Carney si è recato come previsto in Australia ieri per dirigere un meeting plenario del Financia Stability Board a Cairns. Ma stamane farà anticipatamente ritorno in Inghilterra per arrivare a Londra in serata, quando dalle 10 di sera in poi, dopo la chiusura dei seggi in Scozia, comincerà il conteggio dei voti del referendum. Originariamente doveva restare in Australia fino al 21 settembre per il summit di governatori e ministri del G20, dove sarà invece rappresentato dal suo vice Jon Cunliffe. "E' una prudente pianificazione, ci si può aspettare che il governatore della banca centrale del Regno Unito sia in patria in circostanze come queste", commenta un suo portavoce. "Pianificazione prudente una decisione presa alla vigilia di un referendum che era annunciato e previsto da due anni?", ironizza il Guardian: come dire che si tratta piuttosto di panico dell'ultima ora, suscitato dalla crescente incertezza sull'esito di un voto che fino a un mese fa Londra era sicura di vincere. Il ministro del Tesoro Osborne, che era atteso anche lui alla riunione del G20 in Australia, ha deciso a sua volta di restare a casa. Una conferma del tremendo nervosismo con cui le autorità britanniche aspettano il responso delle urne scozzesi, dopo avere evidentemente sottovalutato a lungo il pericolo che il regno potesse andare in pezzi.