MOSCA - "Le sanzioni occidentali contro la Russia violano i principi del Wto". Vladimir Putin continua a opporsi alle nuove misure punitive decise da Ue e Usa contro Mosca per la crisi in Ucraina. E mentre il presidente russo parla al Consiglio di stato, Kiev denuncia lo schieramento di 4mila soldati in Crimea. "Secondo le nostre informazioni, quasi tutte le unità militari russe di stanza nel nord della Crimea occupata, sono state schierate alla frontiera amministrativa con l'Ucraina, con tutti i loro equipaggiamenti e munizioni", ha detto il portavoce militare Andriy lysenko.
Una prova di forza che arriva dopo le dichiarazioni di Putin, riportate questa mattina dalla Sueddeutsche Zeitung: "Se voglio posso far arrivare in due giorni le mie armate a Riga, Vilnius, Tallinn, Varsavia, Bucarest" avrebbe detto il presidente russo a Petro Poroschenko. Dichiarazioni, poi, smentite dal portavoce di Putin, Dmitri Peskov: è "un'altra bufala", ha detto.
Poroshenko agli Usa: "Urge sostegno". E proprio oggi il presidente ucraino, in visita negli Stati Uniti, ha incontrato Barack Obama ed è intervenuto di fronte al Congresso. I soldati ucraini, ha detto, "hanno bisogno di maggior sostegno militare, sia di tipo letale, sia non letale. E ne hanno bisogno con molta urgenza. Non possiamo vincere la guerra con le coperte", ha detto, riferendosi agli aiuti non militari in arrivo da alcuni paesi occidentali. "La pace tornerà in ucraina, ne sono sicuro, e accadrà presto", ha aggiunto, dicendo anche che nel suo paese "la democrazia esiste già", non va creata, ma "va solo difesa".
Poroshenko, davanti al Congresso americano, ha chiesto poi che gli Usa accordino all'ex repubblica sovietica lo "status speciale" di 'Maggiore alleato non-Nato' (Mnna). "Sto chiedendo agli Stati Uniti di assicurare uno status speciale all'Ucraina che possa riflettere il livello di collaborazione con un Paese che non è membro della Nato", ha affermato Poroshenko, chiedendo inoltre la fornitura di equipaggiamento militare. Lo status 'Mnna' è concesso dagli Stati Uniti ai Paesi alleati che hanno una relazione strategica con le forze armate, ma non sono membri della Nato. Pur non prevedendo un patto di difesa reciproca (come stabilisce invece l'articolo 5 del Trattato Nato), lo status di 'Maggiore alleato' conferisce vantaggi nel campo dell'addestramento militare e dà la possibilità di condurre operazioni congiunte anti-terrorismo.
Putin contro le sanzioni. Questa mattina il presidente russo, aprendo una riunione del Consiglio di stato, ha tuonato contro le sanzioni economiche imposte da Usa e Ue: "Viene violato il principio delle parità di condizioni nell'accesso di tutti i paesi al mercato delle merci e dei servizi - ha detto -, viene ignorato il principio di libera e leale concorrenza". A suo dire, "tutto questo viene fatto in modo politicizzato, senza alcun rispetto per le norme universalmente riconosciute della stessa Organizzazione mondiale del commercio". Putin ha poi ricordato che Mosca ha risposto alle sanzioni dell'occidente con misure di protezione, "mosse non dal desiderio di punire i partner ma di influenzarli". "Prima di tutti pensiamo ai nostri interessi e agli obiettivi di sviluppo", ha continuato, accusando senza mai nominarle Ue e Usa di avere altre priorità che non "la normale condizione dell'economia mondiale". "Dio li giudicherà, è una loro scelta", ha concluso.
La posizione Ue. Per il Parlamento europeo le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia per il suo coinvolgimento nella crisi ucraina sono "giuste" e "vanno rafforzate". E' quanto afferma l'Europarlamento in una risoluzione non legislativa approvata oggi dall'Aula, riunita in sessione plenaria a Strasburgo. Gli eurodeputati inoltre hanno condannato le sanzioni ritorsive russe contro la Ue, ritenute "ingiustificate" e sollecitano i paesi dell'Ue ad annullare gli accordi nel settore energetico previsti con la Russia, tra cui il gasdotto South Stream.
Mogherini: "Situazione fragile". Va trovata una soluzione politica, per il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. "Il mio consiglio e suggerimento è procedere con una pressante richiesta al presidente Putin di dare seguito concreto e immediato agli impegni sottoscritti a Minsk, che sono importanti, e ritirare i militari presenti nell'est dell'Ucraina". Parlando a margine dell'incontro con il cancelliere austriaco Faymann, la Mogherini ha affermato che dalla firma degli accordi di Minsk tra i filorussi e il presidente ucraino Poroshenko sono stati fatti "alcuni passi positivi", ma la situazione nell'est dell'Ucraina "nel complesso rimane fragile".
Osservatori Osce raddoppiati. Intanto, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) raddoppierà il numero di osservatori in Ucraina impegnati a controllare il rispetto del cessate il fuoco. Gli osservatori diventeranno in tutto 500 e saranno schierati nei prossimi due mesi e mezzo, ha annunciato il coordinatore delle missioni Osce, Ertugrul Apakan.
Polonia propone a Ucraina e Lituania patto per unità militare. Un patto a tre tra Polonia, Lituania e Ucraina per creare un'unità militare con il comando generale a Lublino, in Polonia. Lo ha annunciato l'ufficio di presidenza polacco. Un portavoce del ministero della Difesa polacco ha detto che il gruppo sarà composto di soldati ucraini, lituani e polacchi che si trovano nei loro paesi d'origine. Obiettivo del progetto è quello di creare un'unità impegnata nelle operazioni di mantenimento della pace.
Una prova di forza che arriva dopo le dichiarazioni di Putin, riportate questa mattina dalla Sueddeutsche Zeitung: "Se voglio posso far arrivare in due giorni le mie armate a Riga, Vilnius, Tallinn, Varsavia, Bucarest" avrebbe detto il presidente russo a Petro Poroschenko. Dichiarazioni, poi, smentite dal portavoce di Putin, Dmitri Peskov: è "un'altra bufala", ha detto.
Poroshenko agli Usa: "Urge sostegno". E proprio oggi il presidente ucraino, in visita negli Stati Uniti, ha incontrato Barack Obama ed è intervenuto di fronte al Congresso. I soldati ucraini, ha detto, "hanno bisogno di maggior sostegno militare, sia di tipo letale, sia non letale. E ne hanno bisogno con molta urgenza. Non possiamo vincere la guerra con le coperte", ha detto, riferendosi agli aiuti non militari in arrivo da alcuni paesi occidentali. "La pace tornerà in ucraina, ne sono sicuro, e accadrà presto", ha aggiunto, dicendo anche che nel suo paese "la democrazia esiste già", non va creata, ma "va solo difesa".
Poroshenko, davanti al Congresso americano, ha chiesto poi che gli Usa accordino all'ex repubblica sovietica lo "status speciale" di 'Maggiore alleato non-Nato' (Mnna). "Sto chiedendo agli Stati Uniti di assicurare uno status speciale all'Ucraina che possa riflettere il livello di collaborazione con un Paese che non è membro della Nato", ha affermato Poroshenko, chiedendo inoltre la fornitura di equipaggiamento militare. Lo status 'Mnna' è concesso dagli Stati Uniti ai Paesi alleati che hanno una relazione strategica con le forze armate, ma non sono membri della Nato. Pur non prevedendo un patto di difesa reciproca (come stabilisce invece l'articolo 5 del Trattato Nato), lo status di 'Maggiore alleato' conferisce vantaggi nel campo dell'addestramento militare e dà la possibilità di condurre operazioni congiunte anti-terrorismo.
Putin contro le sanzioni. Questa mattina il presidente russo, aprendo una riunione del Consiglio di stato, ha tuonato contro le sanzioni economiche imposte da Usa e Ue: "Viene violato il principio delle parità di condizioni nell'accesso di tutti i paesi al mercato delle merci e dei servizi - ha detto -, viene ignorato il principio di libera e leale concorrenza". A suo dire, "tutto questo viene fatto in modo politicizzato, senza alcun rispetto per le norme universalmente riconosciute della stessa Organizzazione mondiale del commercio". Putin ha poi ricordato che Mosca ha risposto alle sanzioni dell'occidente con misure di protezione, "mosse non dal desiderio di punire i partner ma di influenzarli". "Prima di tutti pensiamo ai nostri interessi e agli obiettivi di sviluppo", ha continuato, accusando senza mai nominarle Ue e Usa di avere altre priorità che non "la normale condizione dell'economia mondiale". "Dio li giudicherà, è una loro scelta", ha concluso.
La posizione Ue. Per il Parlamento europeo le sanzioni dell'Unione europea contro la Russia per il suo coinvolgimento nella crisi ucraina sono "giuste" e "vanno rafforzate". E' quanto afferma l'Europarlamento in una risoluzione non legislativa approvata oggi dall'Aula, riunita in sessione plenaria a Strasburgo. Gli eurodeputati inoltre hanno condannato le sanzioni ritorsive russe contro la Ue, ritenute "ingiustificate" e sollecitano i paesi dell'Ue ad annullare gli accordi nel settore energetico previsti con la Russia, tra cui il gasdotto South Stream.
Mogherini: "Situazione fragile". Va trovata una soluzione politica, per il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. "Il mio consiglio e suggerimento è procedere con una pressante richiesta al presidente Putin di dare seguito concreto e immediato agli impegni sottoscritti a Minsk, che sono importanti, e ritirare i militari presenti nell'est dell'Ucraina". Parlando a margine dell'incontro con il cancelliere austriaco Faymann, la Mogherini ha affermato che dalla firma degli accordi di Minsk tra i filorussi e il presidente ucraino Poroshenko sono stati fatti "alcuni passi positivi", ma la situazione nell'est dell'Ucraina "nel complesso rimane fragile".
Osservatori Osce raddoppiati. Intanto, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) raddoppierà il numero di osservatori in Ucraina impegnati a controllare il rispetto del cessate il fuoco. Gli osservatori diventeranno in tutto 500 e saranno schierati nei prossimi due mesi e mezzo, ha annunciato il coordinatore delle missioni Osce, Ertugrul Apakan.
Polonia propone a Ucraina e Lituania patto per unità militare. Un patto a tre tra Polonia, Lituania e Ucraina per creare un'unità militare con il comando generale a Lublino, in Polonia. Lo ha annunciato l'ufficio di presidenza polacco. Un portavoce del ministero della Difesa polacco ha detto che il gruppo sarà composto di soldati ucraini, lituani e polacchi che si trovano nei loro paesi d'origine. Obiettivo del progetto è quello di creare un'unità impegnata nelle operazioni di mantenimento della pace.