ROMA - E' stato raggiunto a Minsk un accordo per la creazione di una zona smilitarizzata nella regione orientale dell'Ucraina. Il memorandum è stato siglato dopo sette ore di colloqui del cosiddetto gruppo di contatto (Kiev, Mosca, separatisti filorussi e Osce) e ha lo scopo di dare sostanza all'intesa per il cessate il fuoco sottoscritta il 5 settembre scorso, più volte violata in queste settimane. Il testo elaborato nella capitale bielorussa, nove punti in tutto, prevede tra l'altro che le parti rimangano sulle posizioni occupate ieri e non facciano alcun tentativo di avanzare, che l'artiglieria pesante indietreggi di almeno 15 chilometri in modo da creare una zona cuscinetto di 30 chilometri, che i combattenti stranieri e i mercenari si ritirino (un modo diplomatico per indicare i russi impegnati al fianco dei separatisti). Sono inoltre esplicitamente vietati i sorvoli di aerei militari nell'area del conflitto e il posizionamento di mine.
Leonid Kuchma, l'ex presidente ucraino che ha rappresentato Kiev al tavolo delle trattative, ha precisato che l'accordo sarà attuato entro la giornata di oggi e che "l'area sarà sotto la supervisione dell'Osce".
Dal canto suo, Igor Plotnitskyi, leader dei militanti filorussi nella regione di Lugansk, ha sottolineato che l'intesa "dovrebbe offrire alla popolazione la possibilità di sentirsi al sicuro". E ha specificato che "non si è ancora discusso dello stato di Lugansk e Donetsk" (regioni sotto il controllo dei filorussi, ndr), ha specificato il rappresentante dei separatisti Igor Plotnitski. Dopo la firma a sorpresa del "protocollo di cessate il fuoco" del 5 settembre, il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva proposto di assicurare uno "status speciale" provvisorio alle regioni dell'est, e di tenere elezioni locali a dicembre.
Nel clima di tensione creato dalla crisi ucraina, il dipartimento alla Difesa Usa ha reso noto che caccia di Mosca sono stati intercettati da jet americani e canadesi in prossimità della costa occidentale dell'Alaska, nella "zona di restrizione", e sono tornati alla loro base in territorio russo.
Fonti del Pentagono hanno precisato che né lo spazio aereo statunitense né quello canadese sono stati violati e che simili incursioni non sono una novità assoluta, anche se era da molto tempo che non si verificavano. I jet sono stati fatti decollare "sostanzialmente per far sapere loro che li avevamo visti e che, in caso di minaccia, eravamo pronti a difendere il nostro spazio aereo", ha spiegato il tenente colonnello Michael Jazdyk, portavoce del Norad, il comando congiunto Usa-Canada per la difesa aereo del Nord America.
Leonid Kuchma, l'ex presidente ucraino che ha rappresentato Kiev al tavolo delle trattative, ha precisato che l'accordo sarà attuato entro la giornata di oggi e che "l'area sarà sotto la supervisione dell'Osce".
Dal canto suo, Igor Plotnitskyi, leader dei militanti filorussi nella regione di Lugansk, ha sottolineato che l'intesa "dovrebbe offrire alla popolazione la possibilità di sentirsi al sicuro". E ha specificato che "non si è ancora discusso dello stato di Lugansk e Donetsk" (regioni sotto il controllo dei filorussi, ndr), ha specificato il rappresentante dei separatisti Igor Plotnitski. Dopo la firma a sorpresa del "protocollo di cessate il fuoco" del 5 settembre, il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva proposto di assicurare uno "status speciale" provvisorio alle regioni dell'est, e di tenere elezioni locali a dicembre.
Nel clima di tensione creato dalla crisi ucraina, il dipartimento alla Difesa Usa ha reso noto che caccia di Mosca sono stati intercettati da jet americani e canadesi in prossimità della costa occidentale dell'Alaska, nella "zona di restrizione", e sono tornati alla loro base in territorio russo.
Fonti del Pentagono hanno precisato che né lo spazio aereo statunitense né quello canadese sono stati violati e che simili incursioni non sono una novità assoluta, anche se era da molto tempo che non si verificavano. I jet sono stati fatti decollare "sostanzialmente per far sapere loro che li avevamo visti e che, in caso di minaccia, eravamo pronti a difendere il nostro spazio aereo", ha spiegato il tenente colonnello Michael Jazdyk, portavoce del Norad, il comando congiunto Usa-Canada per la difesa aereo del Nord America.