CITTA' DEL VATICANO - Papa Francesco invoca una Chiesa senza frontiere. Le comunità cristiane devono superare "diffidenze e ostilità" perché sono atteggiamenti "in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso". Nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si terrà il prossimo 18 gennaio, Bergoglio chiede ai governi e agli organismi internazionali che divenga "più incisiva la lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro tutte le forme di violenza, di sopraffazione e di riduzione in schiavitù".
"Nel medesimo tempo - scrive - occorre intensificare gli sforzi per creare le condizioni atte a garantire una progressiva diminuzione delle ragioni che spingono interi popoli a lasciare la loro terra natale a motivo di guerre e carestie, spesso l'una causa delle altre". Alla solidarietà verso i migranti e i rifugiati occorre - secondo Francesco - unire il coraggio e la creatività necessarie a sviluppare a livello mondiale un ordine economico-finanziario più giusto ed equo. L'invito del Pontefice a governi e organismi internazionali è ad agire di concerto "in modo da umanizzare le condizioni dei migranti". "La globalizzazione della carità e della cooperazione", rappresenta infatti, per il Papa, la miglior risposta "alla globalizzazione del fenomeno migratorio".
È un abbraccio, quello di Francesco: "Cari migranti e rifugiati! Voi avete un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutate ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l'intera famiglia umana. Gesù Cristo è sempre in attesa di essere riconosciuto nei migranti e nei rifugiati, nei profughi e negli esuli".
Nel luglio dell'anno scorso, il Pontefice, in visita a Lampedusa, aveva denunciato il dramma dei migranti: "Sono qui per scuotere le coscienze", aveva detto davanti a 10mila persone. Dopo l'appello che papa Francesco fece un anno fa perché si aprissero i conventi chiusi per l'accoglienza dei rifugiati, "nelle parrocchie e negli istituti religiosi in Italia sono state accolte quasi quattromila persone", ha detto oggi monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Cei.
Non solo i migranti nei pensieri di papa Francesco. Bergoglio, che ha più volte manifestato la volontà di rafforzare la presenza delle donne nella Chiesa, ha aumentato la componente femminile nella Commissione Teologica Internazionale valorizzando l'apporto delle teologhe con la nomina di nuovi membri del prestigioso organismo in passato presieduto a lungo da Joseph Ratzinger. Si tratta, afferma una nota vaticana, di un "notevole aumento della presenza femminile, che costituisce oltre il 16% nella composizione della Commissione" e rappresenta "un segno di sempre più qualificato impegno delle donne nell'ambito delle scienze teologiche". Nei due precedenti quinquenni la Commissione vantava la presenza di due teologhe: suor Sara Butler, statunitense, e la professoressa Barbara Hallensleben, di nazionalità svizzera e origine tedesca, mentre nella nuova Commissione - nominata oggi da Francesco - sono state inserite cinque teologhe: due religiose e tre laiche. In ordine alfabetico sono: la statunitense suor Prudence Allen; suor Alenka Arko, in arrivo dalla Russia ma di nazionalità slovena; la professoressa Moira Mary McQueen che insegna in Gran Bretagna e Canada; la professoressa Tracey Rowland, in arrivo dall'Australia; la professoressa Marianne Schlosser, dall'Austria ma di nazionalità tedesca. Scorrendo l'elenco dei nomi, che comprende anche il compositore Pierangelo Sequeri e il rettore dell'Università "Sophia" dei focolarini a Loppiano nei pressi di Firenze, Piero Coda, si nota la maggiore diversificazione, rispetto al precedente quinquennio, della provenienza ecclesiale dei membri secondo i vari stati di vita e carismi religiosi che rappresentano.
"Nel medesimo tempo - scrive - occorre intensificare gli sforzi per creare le condizioni atte a garantire una progressiva diminuzione delle ragioni che spingono interi popoli a lasciare la loro terra natale a motivo di guerre e carestie, spesso l'una causa delle altre". Alla solidarietà verso i migranti e i rifugiati occorre - secondo Francesco - unire il coraggio e la creatività necessarie a sviluppare a livello mondiale un ordine economico-finanziario più giusto ed equo. L'invito del Pontefice a governi e organismi internazionali è ad agire di concerto "in modo da umanizzare le condizioni dei migranti". "La globalizzazione della carità e della cooperazione", rappresenta infatti, per il Papa, la miglior risposta "alla globalizzazione del fenomeno migratorio".
È un abbraccio, quello di Francesco: "Cari migranti e rifugiati! Voi avete un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutate ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l'intera famiglia umana. Gesù Cristo è sempre in attesa di essere riconosciuto nei migranti e nei rifugiati, nei profughi e negli esuli".
Nel luglio dell'anno scorso, il Pontefice, in visita a Lampedusa, aveva denunciato il dramma dei migranti: "Sono qui per scuotere le coscienze", aveva detto davanti a 10mila persone. Dopo l'appello che papa Francesco fece un anno fa perché si aprissero i conventi chiusi per l'accoglienza dei rifugiati, "nelle parrocchie e negli istituti religiosi in Italia sono state accolte quasi quattromila persone", ha detto oggi monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Cei.
Non solo i migranti nei pensieri di papa Francesco. Bergoglio, che ha più volte manifestato la volontà di rafforzare la presenza delle donne nella Chiesa, ha aumentato la componente femminile nella Commissione Teologica Internazionale valorizzando l'apporto delle teologhe con la nomina di nuovi membri del prestigioso organismo in passato presieduto a lungo da Joseph Ratzinger. Si tratta, afferma una nota vaticana, di un "notevole aumento della presenza femminile, che costituisce oltre il 16% nella composizione della Commissione" e rappresenta "un segno di sempre più qualificato impegno delle donne nell'ambito delle scienze teologiche". Nei due precedenti quinquenni la Commissione vantava la presenza di due teologhe: suor Sara Butler, statunitense, e la professoressa Barbara Hallensleben, di nazionalità svizzera e origine tedesca, mentre nella nuova Commissione - nominata oggi da Francesco - sono state inserite cinque teologhe: due religiose e tre laiche. In ordine alfabetico sono: la statunitense suor Prudence Allen; suor Alenka Arko, in arrivo dalla Russia ma di nazionalità slovena; la professoressa Moira Mary McQueen che insegna in Gran Bretagna e Canada; la professoressa Tracey Rowland, in arrivo dall'Australia; la professoressa Marianne Schlosser, dall'Austria ma di nazionalità tedesca. Scorrendo l'elenco dei nomi, che comprende anche il compositore Pierangelo Sequeri e il rettore dell'Università "Sophia" dei focolarini a Loppiano nei pressi di Firenze, Piero Coda, si nota la maggiore diversificazione, rispetto al precedente quinquennio, della provenienza ecclesiale dei membri secondo i vari stati di vita e carismi religiosi che rappresentano.