Esteri

Kerry Kennedy: "Barack, guardati dai falchi"

Nipote di JFK e figlia di Robert, personalità di spicco tra i democratici americani, guarda con preoccupazione ai raid aerei in Siria ed Iraq

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"I FALCHI sono sempre in giro". Kerry Kennedy ha un cognome che in giorni come questi pesa più del solito. Nipote di JFK e figlia di Robert, personalità di spicco tra i democratici americani, guarda con preoccupazione ai raid aerei in Siria ed Iraq. Attesa in Italia per due mostre dedicate agli anni dei Kennedy ( Freedom Fighters e I Have a Dream , a Milano), non si sottrae alle domande sul "guerriero riluttante" Obama.

Signora Kennedy, oltre 40 anni dopo il Vietnam, gli Usa sembrano condannati ad una sorta di "conflitto permamente". Che ne è oggi del "soft power"?
"Non è un'idea utopica, ma è molto, molto difficile da tenere in piedi. Vede, quando Kennedy entrò alla Casa Bianca era circondato dai falchi, soprattutto ai vertici delle forze armate. Lui e mio padre lavorarono duro per mantenere la pace quando i falchi spingevano verso guerra, soprattutto durante la crisi dei missili di Cuba nel 1962. Fu necessario uno sforzo eccezionale da parte di John e Robert Kennedy per resistere al complesso militare e industriale".

Obama, il "guerriero riluttante", avrebbe dovuto affrontare la crisi in un altro modo?
"Dicevo dei falchi: ebbene, sono ancora in giro, spingendo l'America ad imbarcarsi in un nuovo conflitto. D'altra parte penso che Obama, come Kennedy, sia sempre stato molto cauto nel decidere quando si debba utilizzare la forza. Giustamente. Oggi in Siria e Iraq la prudenza ha portato frutti. Gli Stati Uniti hanno messo insieme una grande coalizione internazionale, hanno posto come obiettivo molto chiaro lo smantellamento dello Stato Islamico e hanno mostrato grande attenzione nell'effettuare i raid aerei".

Dunque è giusto intervenire contro l'Is?
"Sì. Purtroppo qualche volta la forza è necessaria. L'Is non è interessato ai negoziati, né alla diplomazia e men che mai ai diritti umani. C'è una causa umanitaria molto stringente dietro l'intervento della coalizione. Ma io continuo a ripetere che l'ispirazione di persone come mio padre, Martin Luther King e JFK ci serve ancora".