“Oramai proteggiamo i quadri della National Gallery meglio della Casa Bianca”. Come al solito, Russell Banks non usa mezzi termini. Il celebre scrittore americano (in Italia lo pubblica Einaudi) critica la sicurezza sempre più precaria e approssimativa del suo Paese, nonostante le decine di minacce di morte che ogni settimana riceve il presidente Barack Obama (stima dell’esperto Ronald Kessler) e gli annunci sanguinari di Stato Islamico e altri estremisti.
Signor Banks, com’è possibile che la sicurezza americana sembri un colabrodo, nonostante le tensioni di questi anni?
“Sono sconvolto. Anche perché non è solo una questione di oggi. Gli Stati Uniti vantano una storia pregna di violenza e di odio, specialmente razziale. E ci sono minacce e piani segreti per eliminare Obama di cui noi non veniamo neanche a conoscenza. Com’è mai possibile che un uomo armato riesca a entrare nella Casa Bianca?”.
Teme per la vita del suo Presidente? Un altro tragico caso Kennedy è possibile?
“Sin dal giorno in cui è stato eletto Obama, sono terrorizzato dagli psicopatici razzisti che lo vogliono morto. Dovrebbe saperlo anche il Secret Service, che da decenni si occupa della sicurezza dei presidenti”.
È preoccupato anche per la sicurezza del suo Paese?
“Sì, ma non a causa degli errori del Secret Service. Per la sicurezza interna, sono responsabili per lo più decine di altre agenzie, tra cui Fbi, Nsa e Cia. Tuttavia, credo che la minaccia terroristica sia sempre esagerata rispetto alla realtà, spesso per motivazioni politiche”.
Però non è la prima volta che il Secret Service si distingue in negativo, dallo scandalo prostitute in Colombia agli agenti ubriachi ad Amsterdam. È un problema di uomini o di leadership?
“Ogni volta il Secret Service si supera in errori e figuracce, ma il problema credo sia legato alla sua struttura, che somiglia a un enorme apparato burocratico, più che a una forza speciale di sicurezza. E questa non riesce più a proteggere il suo presidente, nemmeno quando è ‘in casa’. Figuriamoci quando è tra la folla”.
C’è chi dice che gli errori del Secret Service sono anche figli dei tagli di milioni di dollari che ha subìto. Lei che ne pensa?
“Falso. Il budget è già enorme. Il problema del Secret Service sono i suoi costosissimi amministratori e burocrati”.
Per garantire la massima sicurezza per il Presidente, alcuni commentatori di destra americani sostengono che il Secret Service dovrebbe sparare a qualsiasi sospetto o intruso prima di accertarne l’identità. Lei è d’accordo?
“Quindi un idiota o un povero pazzo meriterebbe di morire per questo? Non credo proprio. Il pericoloso intruso di qualche giorno fa è entrato alla Casa Bianca perché ha trovato la porta aperta! Oramai è più difficile rubare in un museo che bussare a casa Obama”.
Signor Banks, com’è possibile che la sicurezza americana sembri un colabrodo, nonostante le tensioni di questi anni?
“Sono sconvolto. Anche perché non è solo una questione di oggi. Gli Stati Uniti vantano una storia pregna di violenza e di odio, specialmente razziale. E ci sono minacce e piani segreti per eliminare Obama di cui noi non veniamo neanche a conoscenza. Com’è mai possibile che un uomo armato riesca a entrare nella Casa Bianca?”.
Teme per la vita del suo Presidente? Un altro tragico caso Kennedy è possibile?
“Sin dal giorno in cui è stato eletto Obama, sono terrorizzato dagli psicopatici razzisti che lo vogliono morto. Dovrebbe saperlo anche il Secret Service, che da decenni si occupa della sicurezza dei presidenti”.
È preoccupato anche per la sicurezza del suo Paese?
“Sì, ma non a causa degli errori del Secret Service. Per la sicurezza interna, sono responsabili per lo più decine di altre agenzie, tra cui Fbi, Nsa e Cia. Tuttavia, credo che la minaccia terroristica sia sempre esagerata rispetto alla realtà, spesso per motivazioni politiche”.
Però non è la prima volta che il Secret Service si distingue in negativo, dallo scandalo prostitute in Colombia agli agenti ubriachi ad Amsterdam. È un problema di uomini o di leadership?
“Ogni volta il Secret Service si supera in errori e figuracce, ma il problema credo sia legato alla sua struttura, che somiglia a un enorme apparato burocratico, più che a una forza speciale di sicurezza. E questa non riesce più a proteggere il suo presidente, nemmeno quando è ‘in casa’. Figuriamoci quando è tra la folla”.
C’è chi dice che gli errori del Secret Service sono anche figli dei tagli di milioni di dollari che ha subìto. Lei che ne pensa?
“Falso. Il budget è già enorme. Il problema del Secret Service sono i suoi costosissimi amministratori e burocrati”.
Per garantire la massima sicurezza per il Presidente, alcuni commentatori di destra americani sostengono che il Secret Service dovrebbe sparare a qualsiasi sospetto o intruso prima di accertarne l’identità. Lei è d’accordo?
“Quindi un idiota o un povero pazzo meriterebbe di morire per questo? Non credo proprio. Il pericoloso intruso di qualche giorno fa è entrato alla Casa Bianca perché ha trovato la porta aperta! Oramai è più difficile rubare in un museo che bussare a casa Obama”.