CITTA' DEL VATICANO - "Per ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla Sua Chiesa, dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l"odore' degli uomini d'oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce. A quel punto sapremo proporre con credibilità la buona notizia sulla famiglia". Così Papa Francesco si è rivolto ai fedeli in piazza San Pietro, durante la veglia di preghiera organizzata dalla Cei alla vigilia del Sinodo. "Conosciamo - ha aggiunto il Pontefice - come nel Vangelo ci siano una forza e una tenerezza capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza".
Il Papa ha parlato davanti a una folla di 80mila persone, che per ore hanno aspettato l'apertura di piazza San Pietro dove alle 18 è cominciata la veglia. Già dalla mattina i bus avevano paralizzato il traffico della zona, mentre le persone sostavano nella limitrofa piazza Pio XII, in via della Conciliazione o in Borgo.
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Bergoglio non si nasconde le difficoltà che potranno sorgere dalle decisioni sulla pastorale familiare, a cominciare dalla eventuale comunione per i divorziati risposati. E' consapevole che sui temi più spinosi ci sono tra i pastori della Chiesa opinioni differenti, anche se la base è piuttosto compatta nel chiedere più accoglienza per chi è in situazioni irregolari, come dimostrano le risposte al questionario distribuito nelle diocesi. E così ha chiesto ai padri sinodali di lasciare che queste attese delle persone - anche di quelle ai margini della Chiesa - "si riversino nel nostro cuore, senza mai perdere la pace, ma con la serena fiducia che a suo tempo non mancherà il Signore di ricondurre a unità". "La storia della Chiesa - ha ricordato - non ci racconta forse di tante situazioni analoghe, che i nostri padri hanno saputo superare con ostinata pazienza e creatività?"
L'incontro è stato aperto da un saluto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente Cei, e dalle testimonianze di Antonio e Roberta di Benevento, fidanzati incamminati verso il matrimonio e di Margherita e Marco, una coppia di sposi di Novara che oltre ai loro quattro figli hanno una bimba in affido. Hanno parlato anche Antonella e Nicola di Tivoli, che dopo essere stati separati per sei anni, hanno ritrovato l'unità e sono tornati a vivere insieme.
[[ge:rep-locali:repubblica:97313112]]
Il testo del sinodo sulla famiglia. La famiglia cambia e la Chiesa di Francesco si apre. La ricerca del Papa è quella di dare adeguate risposte pastorali, alle situazioni familiari "difficili", come le convivenze, le unioni di fatto, i separati, i divorziati e i risposati, i figli che restano soli, le ragazze madri. Ma è anche verso le unioni gay che si pone la "grande sfida" di mantenere il "giusto equilibrio" tra "accoglienza misericordiosa" delle persone ed "accompagnamento graduale verso un'autentica maturità umana e cristiana". Il documento di base del Sinodo che si apre domani sulla pastorale familiare - l'Instrumentum Laboris -, su cui si incentrerà la discussione dei 191 padri sinodali, richiama la Chiesa a non essere più un "giudice che condanna", specialmente i divorziati, ma a saper "curare le ferite" della famiglia in crisi, con sguardo "compassionevole e comprensivo".
[[ge:rep-locali:repubblica:97313113]]
Redatto sulla base delle risposte giunte al questionario preparatorio voluto da papa Francesco - 114 le Conferenze episcopali coinvolte, con un ritorno dell'85% -, l'Instrumentum Laboris è una fotografia di come i credenti di tutto il mondo vedono oggi l'istituto familiare, in rapporto a un insegnamento della Chiesa verso cui emerge una sempre maggiore "resistenza", in particolare su temi come il controllo delle nascite, il divorzio e le nuove nozze, l'omosessualità, la convivenza, la fedeltà, i rapporti prematrimoniali, la fecondazione in vitro.
"La stragrande maggioranza delle risposte - vi si legge - mette in risalto il crescente contrasto tra i valori proposti dalla Chiesa su matrimonio e famiglia e la situazione sociale e culturale diversificata in tutto il pianeta". La visione di fondo, comunque, ritiene, "necessario che la Chiesa si prenda cura delle famiglie che vivono in situazioni di crisi e di stress e soprattutto, per quanto riguarda le situazioni familiari "difficili", "la vera urgenza pastorale è quella di permettere a queste persone di curare le ferite, di guarire e di riprendere a camminare insieme a tutta la comunità ecclesiale".
[[ge:rep-locali:repubblica:97313124]]
Convivenze, alle unioni di fatto, ai divorziati e risposati. Lo sguardo va quindi al crescente numero di convivenze, alle unioni di fatto, ai divorziati e risposati. Questi ultimi - il nodo più spinoso del Sinodo in particolare per quanto riguarda l'accesso ora negato ai sacramenti - in gran numero non vedono neanche come "irregolare" la loro condizione, e "risulta assai difficile comprendere perché la Chiesa li non ammetta alla comunione". E "c'è chi si domanda perché gli altri peccati vengono perdonati e questo no". A tale proposito, c'è chi suggerisce di considerare la prassi di alcune Chiese ortodosse, che aprono la strada a un secondo o terzo matrimonio dopo un periodo di penitenza. Ma soprattutto, c'è un'ampia richiesta "di snellire la procedura per la nullità matrimoniale" (senza però alimentare l'idea di un "divorzio cattolico").
Unioni gay. In tema di unioni omosessuali, poi, "tutte le Conferenze episcopali si sono espresse contro una ridefinizione del matrimonio tra uomo e donna attraverso l'introduzione di una legislazione tra due persone dello stesso sesso". L'atteggiamento proposto è comunque quello dell'accoglienza e della misericordia, specie in presenza di figli: "Nel caso in cui le persone che vivono in queste unioni chiedano il battesimo per il bambino, le risposte, quasi all'unanimità, sottolineano che il piccolo deve essere accolto con la stessa cura, tenerezza e sollecitudine che ricevono gli altri bambini".
Anticoncezionali e aborto. Una presa d'atto specifica dell'Instrumentum Laboris è che le coppie "non ritengono peccato l'uso dei metodi anticoncezionali; di conseguenza, si tende a non farne materia di confessione e ad accostarsi senza problemi all'Eucarestia". Diverso, invece, è il caso dell'aborto, visto "come peccato estremamente grave".
Violenze e abusi. Il documento si sofferma su molto altro, come le situazioni di "frammentazione e disgregazione" della famiglia, a cui partecipano violenze, abusi (incluso il "terribile fenomeno" del femminicidio), la promiscuità sessuale, l'incesto in certe aree geografiche, così come la pedofilia, il commercio e lo sfruttamento dei bambini, il turismo sessuale, ma anche le dipendenze da alcol, droghe, pornografia, gioco d'azzardo e perfino da internet, social network e videogiochi. Si punta il dito infine verso la "contro-testimonianza nella Chiesa", essendo gli scandali sessuali, gli abusi sui minori, e anche "lo stile di vita a volte vistosamente agiato dei presbiteri", cause di "perdita di credibilità morale" del clero.
Il Papa ha parlato davanti a una folla di 80mila persone, che per ore hanno aspettato l'apertura di piazza San Pietro dove alle 18 è cominciata la veglia. Già dalla mattina i bus avevano paralizzato il traffico della zona, mentre le persone sostavano nella limitrofa piazza Pio XII, in via della Conciliazione o in Borgo.
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Bergoglio non si nasconde le difficoltà che potranno sorgere dalle decisioni sulla pastorale familiare, a cominciare dalla eventuale comunione per i divorziati risposati. E' consapevole che sui temi più spinosi ci sono tra i pastori della Chiesa opinioni differenti, anche se la base è piuttosto compatta nel chiedere più accoglienza per chi è in situazioni irregolari, come dimostrano le risposte al questionario distribuito nelle diocesi. E così ha chiesto ai padri sinodali di lasciare che queste attese delle persone - anche di quelle ai margini della Chiesa - "si riversino nel nostro cuore, senza mai perdere la pace, ma con la serena fiducia che a suo tempo non mancherà il Signore di ricondurre a unità". "La storia della Chiesa - ha ricordato - non ci racconta forse di tante situazioni analoghe, che i nostri padri hanno saputo superare con ostinata pazienza e creatività?"
L'incontro è stato aperto da un saluto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente Cei, e dalle testimonianze di Antonio e Roberta di Benevento, fidanzati incamminati verso il matrimonio e di Margherita e Marco, una coppia di sposi di Novara che oltre ai loro quattro figli hanno una bimba in affido. Hanno parlato anche Antonella e Nicola di Tivoli, che dopo essere stati separati per sei anni, hanno ritrovato l'unità e sono tornati a vivere insieme.
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Il testo del sinodo sulla famiglia. La famiglia cambia e la Chiesa di Francesco si apre. La ricerca del Papa è quella di dare adeguate risposte pastorali, alle situazioni familiari "difficili", come le convivenze, le unioni di fatto, i separati, i divorziati e i risposati, i figli che restano soli, le ragazze madri. Ma è anche verso le unioni gay che si pone la "grande sfida" di mantenere il "giusto equilibrio" tra "accoglienza misericordiosa" delle persone ed "accompagnamento graduale verso un'autentica maturità umana e cristiana". Il documento di base del Sinodo che si apre domani sulla pastorale familiare - l'Instrumentum Laboris -, su cui si incentrerà la discussione dei 191 padri sinodali, richiama la Chiesa a non essere più un "giudice che condanna", specialmente i divorziati, ma a saper "curare le ferite" della famiglia in crisi, con sguardo "compassionevole e comprensivo".
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Redatto sulla base delle risposte giunte al questionario preparatorio voluto da papa Francesco - 114 le Conferenze episcopali coinvolte, con un ritorno dell'85% -, l'Instrumentum Laboris è una fotografia di come i credenti di tutto il mondo vedono oggi l'istituto familiare, in rapporto a un insegnamento della Chiesa verso cui emerge una sempre maggiore "resistenza", in particolare su temi come il controllo delle nascite, il divorzio e le nuove nozze, l'omosessualità, la convivenza, la fedeltà, i rapporti prematrimoniali, la fecondazione in vitro.
"La stragrande maggioranza delle risposte - vi si legge - mette in risalto il crescente contrasto tra i valori proposti dalla Chiesa su matrimonio e famiglia e la situazione sociale e culturale diversificata in tutto il pianeta". La visione di fondo, comunque, ritiene, "necessario che la Chiesa si prenda cura delle famiglie che vivono in situazioni di crisi e di stress e soprattutto, per quanto riguarda le situazioni familiari "difficili", "la vera urgenza pastorale è quella di permettere a queste persone di curare le ferite, di guarire e di riprendere a camminare insieme a tutta la comunità ecclesiale".
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Convivenze, alle unioni di fatto, ai divorziati e risposati. Lo sguardo va quindi al crescente numero di convivenze, alle unioni di fatto, ai divorziati e risposati. Questi ultimi - il nodo più spinoso del Sinodo in particolare per quanto riguarda l'accesso ora negato ai sacramenti - in gran numero non vedono neanche come "irregolare" la loro condizione, e "risulta assai difficile comprendere perché la Chiesa li non ammetta alla comunione". E "c'è chi si domanda perché gli altri peccati vengono perdonati e questo no". A tale proposito, c'è chi suggerisce di considerare la prassi di alcune Chiese ortodosse, che aprono la strada a un secondo o terzo matrimonio dopo un periodo di penitenza. Ma soprattutto, c'è un'ampia richiesta "di snellire la procedura per la nullità matrimoniale" (senza però alimentare l'idea di un "divorzio cattolico").
Unioni gay. In tema di unioni omosessuali, poi, "tutte le Conferenze episcopali si sono espresse contro una ridefinizione del matrimonio tra uomo e donna attraverso l'introduzione di una legislazione tra due persone dello stesso sesso". L'atteggiamento proposto è comunque quello dell'accoglienza e della misericordia, specie in presenza di figli: "Nel caso in cui le persone che vivono in queste unioni chiedano il battesimo per il bambino, le risposte, quasi all'unanimità, sottolineano che il piccolo deve essere accolto con la stessa cura, tenerezza e sollecitudine che ricevono gli altri bambini".
Anticoncezionali e aborto. Una presa d'atto specifica dell'Instrumentum Laboris è che le coppie "non ritengono peccato l'uso dei metodi anticoncezionali; di conseguenza, si tende a non farne materia di confessione e ad accostarsi senza problemi all'Eucarestia". Diverso, invece, è il caso dell'aborto, visto "come peccato estremamente grave".
Violenze e abusi. Il documento si sofferma su molto altro, come le situazioni di "frammentazione e disgregazione" della famiglia, a cui partecipano violenze, abusi (incluso il "terribile fenomeno" del femminicidio), la promiscuità sessuale, l'incesto in certe aree geografiche, così come la pedofilia, il commercio e lo sfruttamento dei bambini, il turismo sessuale, ma anche le dipendenze da alcol, droghe, pornografia, gioco d'azzardo e perfino da internet, social network e videogiochi. Si punta il dito infine verso la "contro-testimonianza nella Chiesa", essendo gli scandali sessuali, gli abusi sui minori, e anche "lo stile di vita a volte vistosamente agiato dei presbiteri", cause di "perdita di credibilità morale" del clero.