Sinodo, le attese delle famiglie in piazza: "La Chiesa ascolti le nostre difficoltà"
Andrea Gualtieri , di ANDREA GUALTIERIIn piazza San Pietro coppie con molti figli che chiedono l'aiuto dello Stato; fedeli che sperano in un'apertura sulla contraccezione; una catechista che vorrebbe un nuovo atteggiamento verso l'amore gay. Le tante facce del mondo cattolico, tra gli 80mila in preghiera a San Pietro
CITTA' DEL VATICANO - Le ottantamila candele che brillano suggestive in piazza San Pietro sono altrettante fiammelle di speranza in vista del Sinodo. Dalle famiglie numerose che chiedono comprensione e vicinanza nelle parrocchie e voce per rivendicare il sostegno dallo Stato, alle coppie che auspicano aperture sul tema della contraccezione. Fino alla catechista che vorrebbe eliminare quello che definisce "il tabù dei gay". Il direttore dell'ufficio Cei per la pastorale familiare lo aveva anticipato: alla veglia che precede la messa solenne di domenica per l'apertura dell'assemblea sinodale ci sono gruppi di pellegrini da tutta Italia, ma anche persone che sono arrivate davanti al Papa per testimoniare le loro aspettative. E Francesco sembra farsi portavoce delle speranze, affidandole al dibattito dei padri sinodali che siedono alla sua destra: "Dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l'odore degli uomini di oggi fino a restar…
CITTA' DEL VATICANO - Le ottantamila candele che brillano suggestive in piazza San Pietro sono altrettante fiammelle di speranza in vista del Sinodo. Dalle famiglie numerose che chiedono comprensione e vicinanza nelle parrocchie e voce per rivendicare il sostegno dallo Stato, alle coppie che auspicano aperture sul tema della contraccezione. Fino alla catechista che vorrebbe eliminare quello che definisce "il tabù dei gay". Il direttore dell'ufficio Cei per la pastorale familiare lo aveva anticipato: alla veglia che precede la messa solenne di domenica per l'apertura dell'assemblea sinodale ci sono gruppi di pellegrini da tutta Italia, ma anche persone che sono arrivate davanti al Papa per testimoniare le loro aspettative. E Francesco sembra farsi portavoce delle speranze, affidandole al dibattito dei padri sinodali che siedono alla sua destra: "Dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l'odore degli uomini di oggi fino a restare impregnati delle loro gioie speranze, tristezze e angosce", dice il pontefice auspicando di vedere fiorire "una Chiesa riconciliata e misericordiosa, povera e amica dei poveri, in grado di vivere con pazienza e amore afflizioni e difficoltà che le vengono sia da dentro sia da fuori".
In fondo alla piazza, Nancy ha gli occhi che le brillano. Lei sente la lontananza di una Chiesa che vede "ricca" e che "non sa spogliarsi davanti alle difficoltà economiche di tante famiglie". Nancy nella sua parrocchia di Lamezia Terme fa la catechista e spera che dopo il Sinodo possa cominciare a parlare ai suoi bambini anche di cosa è l'omosessualità e del fatto, aggiunge, "che due gay debbano poter vivere insieme". Vicino a lei c'è Luca che è di Napoli e fa l'animatore per il progetto Policoro, istituito dalla Cei per educare al lavoro e all'impresa: "Mi piacerebbe - dice - che la Chiesa riuscisse a rinnovare la sua interpretazione del Vangelo". Il cardinale Bagnasco, prima dell'intervento del Papa aveva assicurato, a nome dei componenti dell'assemblea del Sinodo: "Non faremo alcuna battaglia di retroguardia né di difesa, vogliamo spenderci tra la gente in un contesto che sul piano economico parla di crisi e su quello culturale mette a dura prova scelte di fondo". E in precedenza, il segretario generale Cei, Nunzio Galantino, introducendo la veglia aveva detto "grazie" alle famiglie "che sostengono la società".
La grande folla è un tripudio di bambini, in un gruppo che viene Oriolo Romano ce ne sono addirittura 13 e 6 sono figli di una sola coppia, Stefano e Paola. E loro dicono: "Le famiglie numerose sono spesso discriminate, anche nell'ambito della Chiesa". La loro bimba più piccola ha appena due mesi e l'hanno chiamata Francesca, come il papa argentino che ha convocato il Sinodo per le famiglie. Proprio all'assemblea che sta per riunirsi chiedono una maggiore vicinanza dei pastori, confidano nel fatto che possa arrivare un'indicazione per accogliere e incoraggiare chi compie una scelta come la loro, che definiscono "impopolare": "Il nostro parroco ci ascolta e ci coinvolge, ma quanti fanno altrettanto? A parole ci ammirano, ma nel concreto ci guardano con distacco". E poi, sottolineano, ci sono battaglie sociali per le quali vorrebbero che la Chiesa facesse sentire la sua voce. "Una famiglia numerosa deve trovare una casa che abbia lo spazio per i figli, ma poi lo Stato ci tassa perché la considera come fosse un lusso" sottolinea Stefano, che aggiunge: "Avevano dato un bonus di 50 euro per ogni figlio, poi è scomparso ma i figli restano e un padre sa che deve far quadrare i conti ogni mese, ha bisogno di stabilità". Sua moglie aggiunge un altro aspetto: "Nel nostro paese c'è solo un asilo comunale e per ogni bimbo chiedono circa 300 euro al mese, chi ha una famiglia vive di questi problemi quotidiani e ha bisogno di essere difesa".
Le fa eco, poco più in là, una madre che arriva da Foggia: "Servono spazi a misura di bambino, parchi, ludoteche gratuite". Lei si chiama Daniela e fa parte dell'Associazione famiglie numerose, una delle sigle presenti tra i bracci del colonnato insieme a decine di altre, i cui nomi risaltano sugli striscioni nei quali si leggono anche tanti "grazie" al Papa che ha convocato il Sinodo. In piazza però ci sono anche ragazzi come Alessio e Alessandra: erano arrivati a Roma da Torino per un viaggio programmato ma hanno scelto di partecipare alla veglia. Lui ha 24 anni e lavora, lei ne ha 22 e studia: dicono che a sposarsi penseranno, ma non prima che anche lei abbia un lavoro stabile. E dal Sinodo vorrebbero un nuovo approccio sul tema della contraccezione e persino dell'aborto, perché per loro la Chiesa è "troppo lontana da ciò che oggi vivono le famiglie". E nella folla, la loro candela si aggiunge a quella di chi invece, come Nicola e Antonella che hanno parlato dal palco, nella Chiesa dice di aver trovato la forza di tornare insieme dopo 6 anni di separazione.
In fondo alla piazza, Nancy ha gli occhi che le brillano. Lei sente la lontananza di una Chiesa che vede "ricca" e che "non sa spogliarsi davanti alle difficoltà economiche di tante famiglie". Nancy nella sua parrocchia di Lamezia Terme fa la catechista e spera che dopo il Sinodo possa cominciare a parlare ai suoi bambini anche di cosa è l'omosessualità e del fatto, aggiunge, "che due gay debbano poter vivere insieme". Vicino a lei c'è Luca che è di Napoli e fa l'animatore per il progetto Policoro, istituito dalla Cei per educare al lavoro e all'impresa: "Mi piacerebbe - dice - che la Chiesa riuscisse a rinnovare la sua interpretazione del Vangelo". Il cardinale Bagnasco, prima dell'intervento del Papa aveva assicurato, a nome dei componenti dell'assemblea del Sinodo: "Non faremo alcuna battaglia di retroguardia né di difesa, vogliamo spenderci tra la gente in un contesto che sul piano economico parla di crisi e su quello culturale mette a dura prova scelte di fondo". E in precedenza, il segretario generale Cei, Nunzio Galantino, introducendo la veglia aveva detto "grazie" alle famiglie "che sostengono la società".
La grande folla è un tripudio di bambini, in un gruppo che viene Oriolo Romano ce ne sono addirittura 13 e 6 sono figli di una sola coppia, Stefano e Paola. E loro dicono: "Le famiglie numerose sono spesso discriminate, anche nell'ambito della Chiesa". La loro bimba più piccola ha appena due mesi e l'hanno chiamata Francesca, come il papa argentino che ha convocato il Sinodo per le famiglie. Proprio all'assemblea che sta per riunirsi chiedono una maggiore vicinanza dei pastori, confidano nel fatto che possa arrivare un'indicazione per accogliere e incoraggiare chi compie una scelta come la loro, che definiscono "impopolare": "Il nostro parroco ci ascolta e ci coinvolge, ma quanti fanno altrettanto? A parole ci ammirano, ma nel concreto ci guardano con distacco". E poi, sottolineano, ci sono battaglie sociali per le quali vorrebbero che la Chiesa facesse sentire la sua voce. "Una famiglia numerosa deve trovare una casa che abbia lo spazio per i figli, ma poi lo Stato ci tassa perché la considera come fosse un lusso" sottolinea Stefano, che aggiunge: "Avevano dato un bonus di 50 euro per ogni figlio, poi è scomparso ma i figli restano e un padre sa che deve far quadrare i conti ogni mese, ha bisogno di stabilità". Sua moglie aggiunge un altro aspetto: "Nel nostro paese c'è solo un asilo comunale e per ogni bimbo chiedono circa 300 euro al mese, chi ha una famiglia vive di questi problemi quotidiani e ha bisogno di essere difesa".
Le fa eco, poco più in là, una madre che arriva da Foggia: "Servono spazi a misura di bambino, parchi, ludoteche gratuite". Lei si chiama Daniela e fa parte dell'Associazione famiglie numerose, una delle sigle presenti tra i bracci del colonnato insieme a decine di altre, i cui nomi risaltano sugli striscioni nei quali si leggono anche tanti "grazie" al Papa che ha convocato il Sinodo. In piazza però ci sono anche ragazzi come Alessio e Alessandra: erano arrivati a Roma da Torino per un viaggio programmato ma hanno scelto di partecipare alla veglia. Lui ha 24 anni e lavora, lei ne ha 22 e studia: dicono che a sposarsi penseranno, ma non prima che anche lei abbia un lavoro stabile. E dal Sinodo vorrebbero un nuovo approccio sul tema della contraccezione e persino dell'aborto, perché per loro la Chiesa è "troppo lontana da ciò che oggi vivono le famiglie". E nella folla, la loro candela si aggiunge a quella di chi invece, come Nicola e Antonella che hanno parlato dal palco, nella Chiesa dice di aver trovato la forza di tornare insieme dopo 6 anni di separazione.