ROMA - L'Unione europea affronterà l'emergenza legata al virus Ebola in un vertice che si terrà a Bruxelles il 16 ottobre. Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha precisato che la riunione, convocata su richiesta del nostro Paese, avrà lo scopo di "valutare nuovi e ulteriori sistemi di sicurezza negli aeroporti". Tra le misure di cui si discuterà, ha aggiunto il ministro, figurano "check per i passeggeri in partenza dagli aeroporti del West Africa" e un sistema "per la tracciabilità dei passeggeri che partono dall'Africa occidentale con voli non diretti per l'Europa". Le istituzioni europee stanno inoltre prendendo in considerazione l'impiego di militari in Africa.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso oggi il nuovo bilancio delle vittime: il numero dei morti è salito a 4.033 su 8.399 casi accertati in sette Paesi. Da Parigi si è intanto appreso che sono risultati negativi i test su una donna che si temeva avesse contratto il virus in Africa ed era stata ricoverata all'ospedale Bichat.
Intanto il governo marocchino ha chiesto il rinvio di Can-2015, la Coppa d'Africa di football, in programma dal 17 gennaio all'8 febbraio 2015 nel paese, a causa della epidemia di Ebola. Lo ha annunciato il ministero dello Sport del Marocco spiegando che la richiesta è per "evitare assembramenti cui partecipino paesi colpiti dal virus".
La paura del contagio è arrivata anche in Brasile: il primo caso sospetto è stato segnalato dal ministero della Salute nello stato meridionale del Paranà. Si tratta di un missionario africano di 47 anni, arrivato di giorni fa da Conakry, capitale della Guinea, una delle zone in cui il morbo è più diffuso insieme alla Liberia e alla Sierra Leone. Questa mattina l'uomo è stato trasferito con un aereo militare in un ospedale specializzato di Rio de Janeiro e il ministero della Salute ha fatto sapere che è "in buone condizioni fisiche", non ha mai avuto febbre ed è risultato negativo al test per la malaria.
E' rientrato l'allarme a Praga: i test sanitari hanno escluso il rischio di Ebola per il cittadino ceco che era stato ricoverato ieri con sintomi sospetti. L'uomo d'affari 56enne, che era stato recentemente in Liberia ed era stato messo in isolamento, probabilmente ha la malaria. E le autorità macedoni hanno fatto sapere che rimane solo "una piccola probabilità" che il cittadino britannico morto a Skopje si fosse ammalato di Ebola e che a provocare il decesso sarebbero state le conseguenze di un grave alcolismo.
VIDEO Know how con l'epidemiologo Rezza
Stazionarie, quindi sempre "molto critiche", le condizioni di Teresa Romero, l'infermiera spagnola di 44 anni contagiata mentre assisteva i due missionari spagnoli rimpatriati e deceduti in agosto e in settembre. Oltre a lei, a Madrid sono sotto osservazione in ospedale altre 13 persone. Di queste, informano fonti sanitarie, soltanto una paziente, un'altra infermiera che ha fatto a sua volta parte della squadra che ha assistito i due religiosi, presenta sintomi della malattia e per una diagnosi definitiva si attendono i risultati di un secondo test. Gli altri, incluso il marito di Teresa Romero, Javier Limon, sono tutti pazienti asintomatici. Complessivamente, sono 56 le persone 'monitorate' per aver avuto contatti con la donna contagiata.
Gli esperti ricordano quanto sia importante seguire semplici regole di igiene quando si viaggia nei paesi a rischio Ebola. "Occorre ricordare alcune semplici norme per evirare il contagio: una distanza di sicurezza se si è a conoscenza di un possibile caso, massima attenzione alle norme igieniche, soprattutto se si è medici o operatori sanitari, evitare poi spostamenti in zone dove ci potrebbero essere casi conclamati. Ma si deve ricordare che questa è una malattia il cui contagio non è così facile perché legata al contatto con i fluidi corporei", spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha diffuso oggi il nuovo bilancio delle vittime: il numero dei morti è salito a 4.033 su 8.399 casi accertati in sette Paesi. Da Parigi si è intanto appreso che sono risultati negativi i test su una donna che si temeva avesse contratto il virus in Africa ed era stata ricoverata all'ospedale Bichat.
Intanto il governo marocchino ha chiesto il rinvio di Can-2015, la Coppa d'Africa di football, in programma dal 17 gennaio all'8 febbraio 2015 nel paese, a causa della epidemia di Ebola. Lo ha annunciato il ministero dello Sport del Marocco spiegando che la richiesta è per "evitare assembramenti cui partecipino paesi colpiti dal virus".
La paura del contagio è arrivata anche in Brasile: il primo caso sospetto è stato segnalato dal ministero della Salute nello stato meridionale del Paranà. Si tratta di un missionario africano di 47 anni, arrivato di giorni fa da Conakry, capitale della Guinea, una delle zone in cui il morbo è più diffuso insieme alla Liberia e alla Sierra Leone. Questa mattina l'uomo è stato trasferito con un aereo militare in un ospedale specializzato di Rio de Janeiro e il ministero della Salute ha fatto sapere che è "in buone condizioni fisiche", non ha mai avuto febbre ed è risultato negativo al test per la malaria.
E' rientrato l'allarme a Praga: i test sanitari hanno escluso il rischio di Ebola per il cittadino ceco che era stato ricoverato ieri con sintomi sospetti. L'uomo d'affari 56enne, che era stato recentemente in Liberia ed era stato messo in isolamento, probabilmente ha la malaria. E le autorità macedoni hanno fatto sapere che rimane solo "una piccola probabilità" che il cittadino britannico morto a Skopje si fosse ammalato di Ebola e che a provocare il decesso sarebbero state le conseguenze di un grave alcolismo.
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Stazionarie, quindi sempre "molto critiche", le condizioni di Teresa Romero, l'infermiera spagnola di 44 anni contagiata mentre assisteva i due missionari spagnoli rimpatriati e deceduti in agosto e in settembre. Oltre a lei, a Madrid sono sotto osservazione in ospedale altre 13 persone. Di queste, informano fonti sanitarie, soltanto una paziente, un'altra infermiera che ha fatto a sua volta parte della squadra che ha assistito i due religiosi, presenta sintomi della malattia e per una diagnosi definitiva si attendono i risultati di un secondo test. Gli altri, incluso il marito di Teresa Romero, Javier Limon, sono tutti pazienti asintomatici. Complessivamente, sono 56 le persone 'monitorate' per aver avuto contatti con la donna contagiata.
Gli esperti ricordano quanto sia importante seguire semplici regole di igiene quando si viaggia nei paesi a rischio Ebola. "Occorre ricordare alcune semplici norme per evirare il contagio: una distanza di sicurezza se si è a conoscenza di un possibile caso, massima attenzione alle norme igieniche, soprattutto se si è medici o operatori sanitari, evitare poi spostamenti in zone dove ci potrebbero essere casi conclamati. Ma si deve ricordare che questa è una malattia il cui contagio non è così facile perché legata al contatto con i fluidi corporei", spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano.