MURSITIPNAR (Turchia) - I jihadisti dello Stato Islamico (Is) si stanno ritirando da alcune zone della città siriana di Kobane (al confine con la Turchia), dove da settembre hanno lanciato un durissimo attacco contro i curdi che la controllano. "Forse nei giorni scorsi l'Is governava circa il 40 per cento di Kobane, ma ora meno del 20 per cento della città è sotto il suo controllo", ha detto un funzionario turco, Idriss Nassan, alla Bbc, aggiungendo che le forze curde ieri hanno "iniziato a ripulire l'est e il sud-est di Kobane". I curdi sono ottimisti sul fatto di poter cacciare l'Is dalla città assediata nell'arco di pochi giorni.
I raid americani continuano. Nelle ultime ore, i caccia Usa hanno lanciato 14 nuovi raid contro le postazioni degli jihadisti dell'Is a Kobane. Il Comando centrale americano ha riferito che tra mercoledì e giovedì sono stati colpiti "con successo" 19 edifici occupati dai miliziani del Califfato. Ieri il Pentagono aveva invece riferito di "centinaia di combattenti dell'Is" rimasti uccisi nei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale guidata dagli Usa. Mentre sono circa cinquecento i raid americani lanciati complessivamente sulle postazioni dello Stato Islamico in Iraq e Siria da quando è iniziata l'operazione "Inherent Resolve" (una sorta di "soluzione delicata") di Washington. "Baghdad non cadrà nelle mani dell'Is", ha detto il Capo dello Stato maggiore americano, Martin Dempsey, secondo cui gli Stati Uniti possono "assistere gli iracheni per evitare la caduta di Bagdad".
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Il bilancio dell'assedio. A oggi, sono 662 le persone rimaste uccise a Kobane dall'inizio dell'offensiva lanciata dai jihadisti. Lo ha reso noto oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando però che il bilancio non comprende le vittime dei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale. Sempre l'Osservatorio ha reso noto oggi che l'aeronautica del regime siriano ha ucciso almeno 14 civili, tra cui sei bambini, ad est di Damasco. Ha superato la soglia di 200mila morti, intanto, il numero delle vittime del conflitto in Siria entrato oggi nel 44esimo mese. E' la stima dell'Onu che si appresta a formalizzare la terribile conta nei prossimi giorni, secondo quanto ha anticipato il nuovo Alto Commissario per i diritti Umani del Palazzo di Vetro, Zeid Raad Al Husein.
LA STORIA - Il "Sudario Bianco", il gruppo segreto a caccia di jihadisti
Gli aiuti militari italiani ai curdi. Un aereo Kc-767 per il rifornimento in volo, due velivoli senza pilota Predator e 280 militari, molti di questi istruttori delle forze curde che contrastano l'Is (che saranno presumibilmente schierati ad Erbil). E' il nuovo contributo dell'Italia per l'Iraq, secondo quanto detto oggi in Parlamento dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Circa 80 di questi 280 militari, ha precisato Pinotti, saranno dei consiglieri per gli alti comandi delle forze irachene. "Peraltro - ha aggiunto il ministro - sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all'uso dei sistemi d'arma che abbiamo già ceduto loro. Di fronte ai massacri perpetrati dall'Is contro civili inermi abbiamo il dovere morale di reagire".
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La minaccia della Turchia. Nel frattempo, Ankara starebbe per espellere dal paese circa 150 membri del partito principale curdo in Siria che si sono rifugiati in territorio turco negli ultimi giorni a causa dell'assedio di Kobane. La denuncia arriva da un deputato curdo in Turchia, Ibrahim Ayhan: "Non vogliono tornare a Kobane e protestano contro la loro detenzione illegale". I timori di Ankara risiederebbero soprattutto nel fatto che tra questi rifugiati ci sarebbero anche membri della milizia armata del partito.
E Mosca si sfila. Contrariamente a quanto riferito dai media Usa, comunque, la Russia non ha accettato di condividere i dati di intelligence su Is con gli Usa o di collaborare alla coalizione che sta effettuando raid aerei contro lo Stato Islamico. Lo ha chiarito oggi Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, spiegando che nell'incontro del 14 ottobre a Parigi tra Serghei Lavrov ed il segretario di Stato John Kerry non è stato raggiunta alcuna intesa su questi punti. Lavrov ha anzi spiegato a Kerry che "la Russia è sta già combattendo per conto suo i terroristi fornendo significativa assistenza alla Siria (di cui Mosca è l'alleato più importante, ndr) e all'Iraq".
Nuovo video di jihadisti europei. Oggi intanto, in un nuovo video dell'Is, jihadisti europei a volto scoperto parlano in inglese, francese e tedesco e minacciano l'Occidente. "Taglieremo le teste di tutti quelli che manderete, uccideremo ogni singolo soldato" dice un miliziano - nome di battaglia abu Abdullah al-Britani - con accento inglese. Poi un altro, in francese, parla al "suino Hollande": "Tutti sanno quanto denaro tu e la tua coalizione avete speso e perso nella vostra guerra contro l'Islam", sarà una "grande disfatta". Il giovane tedesco, invece, originario del Nordreno-Westfalia, ha minacciato anche la "sporca" Angela Merkel. "Noi vi aspettiamo! Vi aspettiamo da 1.400 anni!", ha detto rivolgendosi gli americani. "E questo vale anche per voi tedeschi. La sporca Merkel. Dopo che hai fatto i tuoi regali a Israele. Vi riunite tutti, Hollande, Cameron, Putin. Vi riunite contro i musulmani. Perderete soltanto!".
Massacro a Bagdad. E continuano gli attentati in Iraq, soprattutto contro gli sciiti, obiettivo, tra gli altri, anche dello Stato Islamico (che è un gruppo estremista sunnita), per quella che è oramai una guerra interconfessionale su scala globale. Dopo la carneficina degli ultimi mesi, oggi ci sono stati tre diversi attacchi in quartieri sciiti (due autobomba e un attentato kamikaze) che hanno ucciso almeno 50 persone. Tuttavia, "Bagdad non è più sotto la minaccia imminente dell'Is", secondo il portavoce del Pentagono, John Kirby. Nei giorni scorsi i militanti jihadisti erano arrivati fino a una decina di chilometri dall'aeroporto della capitale irachena.
L'allarme di New Delhi. L'India, intanto, già colpita duramente dai gruppi terroristici islamici locali, è finita nel mirino di al Qaeda e dello Stato Islamico che stanno progettando attentati in grandi città e zone turistiche. A lanciare l'allarme Jayant Choudhury, direttore generale della Guardia di Sicurezza Nazionale (Nsg, l'antiterrorsimo indiano). Al Qaeda e Isis, riferisce Choudhury, avrebbero unito le forze con le organizzazioni terroristiche islamiche locali come Lashkar-e-Toiba. Quest'ultima è responsabile, tra l'altro, degli attentati a Mumbai dell'11 luglio 2006 (209 morti e 714 feriti per le bombe contro treni pendolari) e del 26 novembre 2008 (12 attacchi coordinati durati 4 giorni che causarono 164 vittime e 600 feriti).
Arresti a Francoforte e Rosenbach. Sempre oggi, in Germania, la Procura federale di Karlsruhe ha annunciato l'arresto a Francoforte di un cittadino tedesco sospettato di essere membro del fronte Al Nusra, un gruppo siriano ribelle legato ad Al Qaida. Soufiane K., 27 anni, è sospettato di essere stato membro, almeno nel periodo compreso tra settembre 2013 e giugno 2014, di Al Nusra. "Forse ha ricevuto un addestramento e ha assicurato dei turni di guardia in postazioni strategiche dell'organizzazione. Da giugno 2014 ha lasciato la Siria ed è tornato in Germania", ha scritto la procura. Per le stesse ragioni, la polizia austriaca, invece, ha arrestato altri due tedeschi. L'uomo, un turco tedesco di 20 anni, e la sua compagna, una 33enne di origine irachena, sono finiti in manette alla stazione di Rosenbach, nel nord dell'Austria, e si trovano attualmente in stato di fermo in attesa di essere estradati.
I raid americani continuano. Nelle ultime ore, i caccia Usa hanno lanciato 14 nuovi raid contro le postazioni degli jihadisti dell'Is a Kobane. Il Comando centrale americano ha riferito che tra mercoledì e giovedì sono stati colpiti "con successo" 19 edifici occupati dai miliziani del Califfato. Ieri il Pentagono aveva invece riferito di "centinaia di combattenti dell'Is" rimasti uccisi nei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale guidata dagli Usa. Mentre sono circa cinquecento i raid americani lanciati complessivamente sulle postazioni dello Stato Islamico in Iraq e Siria da quando è iniziata l'operazione "Inherent Resolve" (una sorta di "soluzione delicata") di Washington. "Baghdad non cadrà nelle mani dell'Is", ha detto il Capo dello Stato maggiore americano, Martin Dempsey, secondo cui gli Stati Uniti possono "assistere gli iracheni per evitare la caduta di Bagdad".
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Il bilancio dell'assedio. A oggi, sono 662 le persone rimaste uccise a Kobane dall'inizio dell'offensiva lanciata dai jihadisti. Lo ha reso noto oggi l'Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando però che il bilancio non comprende le vittime dei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale. Sempre l'Osservatorio ha reso noto oggi che l'aeronautica del regime siriano ha ucciso almeno 14 civili, tra cui sei bambini, ad est di Damasco. Ha superato la soglia di 200mila morti, intanto, il numero delle vittime del conflitto in Siria entrato oggi nel 44esimo mese. E' la stima dell'Onu che si appresta a formalizzare la terribile conta nei prossimi giorni, secondo quanto ha anticipato il nuovo Alto Commissario per i diritti Umani del Palazzo di Vetro, Zeid Raad Al Husein.
LA STORIA - Il "Sudario Bianco", il gruppo segreto a caccia di jihadisti
Gli aiuti militari italiani ai curdi. Un aereo Kc-767 per il rifornimento in volo, due velivoli senza pilota Predator e 280 militari, molti di questi istruttori delle forze curde che contrastano l'Is (che saranno presumibilmente schierati ad Erbil). E' il nuovo contributo dell'Italia per l'Iraq, secondo quanto detto oggi in Parlamento dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Circa 80 di questi 280 militari, ha precisato Pinotti, saranno dei consiglieri per gli alti comandi delle forze irachene. "Peraltro - ha aggiunto il ministro - sono in arrivo in Italia alcuni militari curdi che verranno addestrati all'uso dei sistemi d'arma che abbiamo già ceduto loro. Di fronte ai massacri perpetrati dall'Is contro civili inermi abbiamo il dovere morale di reagire".
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La minaccia della Turchia. Nel frattempo, Ankara starebbe per espellere dal paese circa 150 membri del partito principale curdo in Siria che si sono rifugiati in territorio turco negli ultimi giorni a causa dell'assedio di Kobane. La denuncia arriva da un deputato curdo in Turchia, Ibrahim Ayhan: "Non vogliono tornare a Kobane e protestano contro la loro detenzione illegale". I timori di Ankara risiederebbero soprattutto nel fatto che tra questi rifugiati ci sarebbero anche membri della milizia armata del partito.
E Mosca si sfila. Contrariamente a quanto riferito dai media Usa, comunque, la Russia non ha accettato di condividere i dati di intelligence su Is con gli Usa o di collaborare alla coalizione che sta effettuando raid aerei contro lo Stato Islamico. Lo ha chiarito oggi Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, spiegando che nell'incontro del 14 ottobre a Parigi tra Serghei Lavrov ed il segretario di Stato John Kerry non è stato raggiunta alcuna intesa su questi punti. Lavrov ha anzi spiegato a Kerry che "la Russia è sta già combattendo per conto suo i terroristi fornendo significativa assistenza alla Siria (di cui Mosca è l'alleato più importante, ndr) e all'Iraq".
Nuovo video di jihadisti europei. Oggi intanto, in un nuovo video dell'Is, jihadisti europei a volto scoperto parlano in inglese, francese e tedesco e minacciano l'Occidente. "Taglieremo le teste di tutti quelli che manderete, uccideremo ogni singolo soldato" dice un miliziano - nome di battaglia abu Abdullah al-Britani - con accento inglese. Poi un altro, in francese, parla al "suino Hollande": "Tutti sanno quanto denaro tu e la tua coalizione avete speso e perso nella vostra guerra contro l'Islam", sarà una "grande disfatta". Il giovane tedesco, invece, originario del Nordreno-Westfalia, ha minacciato anche la "sporca" Angela Merkel. "Noi vi aspettiamo! Vi aspettiamo da 1.400 anni!", ha detto rivolgendosi gli americani. "E questo vale anche per voi tedeschi. La sporca Merkel. Dopo che hai fatto i tuoi regali a Israele. Vi riunite tutti, Hollande, Cameron, Putin. Vi riunite contro i musulmani. Perderete soltanto!".
Massacro a Bagdad. E continuano gli attentati in Iraq, soprattutto contro gli sciiti, obiettivo, tra gli altri, anche dello Stato Islamico (che è un gruppo estremista sunnita), per quella che è oramai una guerra interconfessionale su scala globale. Dopo la carneficina degli ultimi mesi, oggi ci sono stati tre diversi attacchi in quartieri sciiti (due autobomba e un attentato kamikaze) che hanno ucciso almeno 50 persone. Tuttavia, "Bagdad non è più sotto la minaccia imminente dell'Is", secondo il portavoce del Pentagono, John Kirby. Nei giorni scorsi i militanti jihadisti erano arrivati fino a una decina di chilometri dall'aeroporto della capitale irachena.
L'allarme di New Delhi. L'India, intanto, già colpita duramente dai gruppi terroristici islamici locali, è finita nel mirino di al Qaeda e dello Stato Islamico che stanno progettando attentati in grandi città e zone turistiche. A lanciare l'allarme Jayant Choudhury, direttore generale della Guardia di Sicurezza Nazionale (Nsg, l'antiterrorsimo indiano). Al Qaeda e Isis, riferisce Choudhury, avrebbero unito le forze con le organizzazioni terroristiche islamiche locali come Lashkar-e-Toiba. Quest'ultima è responsabile, tra l'altro, degli attentati a Mumbai dell'11 luglio 2006 (209 morti e 714 feriti per le bombe contro treni pendolari) e del 26 novembre 2008 (12 attacchi coordinati durati 4 giorni che causarono 164 vittime e 600 feriti).
Arresti a Francoforte e Rosenbach. Sempre oggi, in Germania, la Procura federale di Karlsruhe ha annunciato l'arresto a Francoforte di un cittadino tedesco sospettato di essere membro del fronte Al Nusra, un gruppo siriano ribelle legato ad Al Qaida. Soufiane K., 27 anni, è sospettato di essere stato membro, almeno nel periodo compreso tra settembre 2013 e giugno 2014, di Al Nusra. "Forse ha ricevuto un addestramento e ha assicurato dei turni di guardia in postazioni strategiche dell'organizzazione. Da giugno 2014 ha lasciato la Siria ed è tornato in Germania", ha scritto la procura. Per le stesse ragioni, la polizia austriaca, invece, ha arrestato altri due tedeschi. L'uomo, un turco tedesco di 20 anni, e la sua compagna, una 33enne di origine irachena, sono finiti in manette alla stazione di Rosenbach, nel nord dell'Austria, e si trovano attualmente in stato di fermo in attesa di essere estradati.