CITTA' DEL VATICANO - Il Sinodo sulla famiglia chiude ma si apre adesso la parte più difficile. Dopo la concitata giornata di sabato, con le tensioni che hanno accompagnato il voto del documento finale e le risicate maggioranze raggiunte per i paragrafi su comunione ai divorziati e omosessuali, il giorno della beatificazione di Paolo VI vive ancora le scosse di assestamento della spaccatura tra coloro che Bergoglio stesso ieri ha definito "tradizionalisti" e i "progressisti". C'è anche chi sostiene che, alla fine della cerimonia in piazza San Pietro, i cardinali Muller e Burke - punti di riferimento dell'ala conservatrice - non si sarebbero accostati al Papa per il tradizionale saluto. In disparte sembra sia rimasto anche Camillo Ruini, ex numero uno della Cei e anch'egli difensore della linea ferma sugli argomenti più spinosi. Significativo, invece, il caloroso saluto tra Francesco e il pontefice emerito Benedetto XVI, che durante il Sinodo ha deciso di restare fuori dalla discussione nella quale l'autorità del suo profilo di teologo avrebbe potuto risultare significativa.
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L'appuntamento al Sinodo 2015 - "Pregate per me", ha raccomandato Francesco dopo l'Angelus, quando già sembrava avesse concluso il suo intervento. Durante l'omelia, invece, è tornato sul tema del Sinodo e ha lodato l'atmosfera di "collegialità" di quella che ha definito "una grande esperienza" nella quale la Chiesa, "chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano", ha sperimentato il "camminare insieme". Poi ha dato appuntamento per il Sinodo dell'ottobre 2015, dal quale si attendono le decisioni finali rispetto ai temi lasciati aperti dopo le due settimane appena trascorse. Il dibattito, nel frattempo, continuerà nelle diocesi ma anche tra le eminenze e gli arcivescovi. "Lo Spirito Santo che in questi giorni operosi ci ha donato di lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività, accompagni ancora il cammino", ha auspicato il Papa.
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I pellegrini si dividono sui temi spinosi - Anche tra le 70mila persone che si trovavano in piazza per salutare la beatificazione di Paolo VI e la chiusura del Sinodo, sono molte le sfumature rispetto agli argomenti che hanno visto contrapporsi i padri sinodali. In un gruppo che indossa la maglietta rossa della Fuci, la federazione universitari cattolici che fu guidata fino al 1933 proprio dal giovane Montini, c'è ad esempio Giacomo, studente di Padova che afferma: "La comunione ai risposati è una proposta che sottoscrivo. Sul tema delle unioni gay credo ci siano da riconoscere i diritti civili e da sottolineare il massimo rispetto, anche se non possono essere considerate come i matrimoni e soprattutto non dovrebbero accedere alle adozioni". Al suo fianco pure Cristina, che viene da Crotone e studia all'Università della Calabria, dice il suo sì per la comunione ai divorziati. In un altro settore, Giovanni e Oscar, arrivati da Siano, in Campania, insieme alle loro mogli e ai figli piccoli, rilevano che su contraccezione, unioni gay e convivenze "la Chiesa deve prendere atto della differenza che c'è tra gli insegnamenti teorici e la prassi di quasi tutti i cristiani". "Attenzione, però", raccomanda una suora bresciana della congregazione delle Ancelle misericordiose: "Il percorso va compiuto con saggezza perché i problemi esistono, ma le soluzioni frettolose rischiano di essere dannose".
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L'appuntamento al Sinodo 2015 - "Pregate per me", ha raccomandato Francesco dopo l'Angelus, quando già sembrava avesse concluso il suo intervento. Durante l'omelia, invece, è tornato sul tema del Sinodo e ha lodato l'atmosfera di "collegialità" di quella che ha definito "una grande esperienza" nella quale la Chiesa, "chiamata senza indugio a prendersi cura delle ferite che sanguinano", ha sperimentato il "camminare insieme". Poi ha dato appuntamento per il Sinodo dell'ottobre 2015, dal quale si attendono le decisioni finali rispetto ai temi lasciati aperti dopo le due settimane appena trascorse. Il dibattito, nel frattempo, continuerà nelle diocesi ma anche tra le eminenze e gli arcivescovi. "Lo Spirito Santo che in questi giorni operosi ci ha donato di lavorare generosamente con vera libertà e umile creatività, accompagni ancora il cammino", ha auspicato il Papa.
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I pellegrini si dividono sui temi spinosi - Anche tra le 70mila persone che si trovavano in piazza per salutare la beatificazione di Paolo VI e la chiusura del Sinodo, sono molte le sfumature rispetto agli argomenti che hanno visto contrapporsi i padri sinodali. In un gruppo che indossa la maglietta rossa della Fuci, la federazione universitari cattolici che fu guidata fino al 1933 proprio dal giovane Montini, c'è ad esempio Giacomo, studente di Padova che afferma: "La comunione ai risposati è una proposta che sottoscrivo. Sul tema delle unioni gay credo ci siano da riconoscere i diritti civili e da sottolineare il massimo rispetto, anche se non possono essere considerate come i matrimoni e soprattutto non dovrebbero accedere alle adozioni". Al suo fianco pure Cristina, che viene da Crotone e studia all'Università della Calabria, dice il suo sì per la comunione ai divorziati. In un altro settore, Giovanni e Oscar, arrivati da Siano, in Campania, insieme alle loro mogli e ai figli piccoli, rilevano che su contraccezione, unioni gay e convivenze "la Chiesa deve prendere atto della differenza che c'è tra gli insegnamenti teorici e la prassi di quasi tutti i cristiani". "Attenzione, però", raccomanda una suora bresciana della congregazione delle Ancelle misericordiose: "Il percorso va compiuto con saggezza perché i problemi esistono, ma le soluzioni frettolose rischiano di essere dannose".