Esteri

Gerusalemme, polizia uccide palestinese sospettato di essere un attentatore

Secondo le riscostruzioni, l'uomo era armato e ha opposto resistenza alla cattura. Per la polizia, potrebbe aver sparato a un attivista dell'estrema destra isrealiana. Tensione altissima

1 minuti di lettura
GERUSALEMME - Sale la tensione tra Israele e Palestina. La polizia israeliana ha ucciso stamane all'alba un palestinese in un sobborgo di Gerusalemme: l'uomo era sospettato di essere l'attentatore che ieri sera ha sparato e ferito l'attivista dell'estrema destra israliana, di origini americane, Yehuda Glick. La vittima si chiama Moatez Higazi, un militante islamico, recentemente rilasciato dal carcere. Stamane la polizia ha fatto irruzione nella casa del presunto killer nel sobborgo di Abu Tur, ma in seguito al rifiuto dell'uomo di arrendersi è iniziata una sparatoria in cui ha avuto la peggio.

Secondo quanto ha riferito ieri il deputato del Likud Moshe Feiglin, Higazi avrebbe avvicinato Glick fuori dalla conferenza e, prima di sparare tre colpi gli avrebbe parlato in "ebreo con un accento marcatamente arabo".

In seguito all'attacco di ieri contro Glick le autorità hanno disposto la chiusura a palestinesi ed ebrei della Spianata delle Moschee o Monte del Tempio. Una decisione che per il presidente dell'autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas equivale a "una dichiarazione di guerra". "Ho dato ordine di dispiegare rinforzi significativi e di mezzi supplementari per garantire la sicurezza a Gerusalemme", ha detto il capo del governo israeliano, Benjamin Netanyahu.
[[ge:rep-locali:repubblica:99347719]]
A Gerusalemme la tensione è altissima: stamattina i quartieri della parte est della città si sono risvegliati con il frastuono degli elicotteri israeliani in sorvolo a bassissima quota. Da ieri sera la città vecchia è presidiata da centinaia di agenti di polizia, che rafforzano il già cospicuo dispositivo di sicurezza. "Questa pericolosa escalation israeliana è una dichiarazione di guerra al popolo palestinese, ai suoi luoghi sacri e alla nazione araba e islamica", ha detto il portavoce del presidente palestinese Nabil Abu Rudeina.