ROMA - Mentre si rincorrono le voci secondo cui il "califfo" Abu Bakr al-Baghdadi sarebbe gravemente ferito o addirittura morto, non confermate dagli Usa, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama annuncia l'inizio di una "nuova fase" nella lotta contro lo Stato islamico (Is) in Iraq e in Siria.
Incerta la sorte di al-Baghdadi. Vari mezzi di informazione arabi danno notizie contrastati. Ieri una tv del gruppo editoriale panarabo-saudita al-Arabiya aveva riferito che il leader dell'Is, sulla cui testa Washington ha messo una taglia di dieci milioni di dollari, era stato ucciso in un bombardamento Usa. Oggi su un account Twitter attribuito al portavoce dello Stato islamico è comparso l'annuncio che il "califfo" non è morto ma solo ferito, ma esperti occidentali di movimenti jihadisti affermano che l'account descritto come quello di Abu Muhammad Adnani è un falso.
Le autorità civili e militari statunitensi hanno confermato l'attacco a un convoglio dell'Is, ma non sono in grado di dire se al-Baghdadi fosse a bordo e non hanno informazioni di intelligence secondo cui sarebbe stato colpito.
Secondo l'emittente tv, i bombardamenti contro sedi dell'Isis in cui sarebbe rimasto ucciso al-Baghdadi avevano colpito Qaim, cittadina frontaliera tra Iraq e Siria nella regione occidentale di Anbar. Oggi, rapporti di stampa hanno invece affermato che il capo dell'Is e vari suoi luogotenenti sono stati presi di mira nei pressi di Mosul, seconda città irachena nel nord del Paese, conquistata dallo Stato islamico lo scorso giugno.
La "nuova fase" di Obama. Ai primi di agosto, due mesi dopo la sorprendente avanzata dell'Is in Iraq, Obama aveva annunciato l'avvio di raid aerei contro i jihadisti. Alla fine di settembre, i bombardamenti della coalizione si erano estesi anche alla Siria. Oggi il capo della Casa Bianca ha lanciato una "nuova fase" più offensiva, il cui scopo non è più soltanto contenere l'avanzata dello Stato islamico.
Due giorni fa, Obama aveva annunciato l'invio in Iraq di altri 1.500 consiglieri militari, che saranno presto schierati a Bagdad e a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan, dove gli Stati Uniti mantengono forti interessi energetici. L'Is nel giugno scorso si era avvicinato in maniera preoccupante proprio alle linee di difesa curde di Erbil. Obama ha tenuto a precisare che questi consiglieri non combatteranno sul terreno ma serviranno da sostegno alle forze governative irachene e a quelle curde. "Quando saranno pronte ad attaccare l'Is, daremo loro appoggio aereo ravvicinato", ha aggiunto.
Incerta la sorte di al-Baghdadi. Vari mezzi di informazione arabi danno notizie contrastati. Ieri una tv del gruppo editoriale panarabo-saudita al-Arabiya aveva riferito che il leader dell'Is, sulla cui testa Washington ha messo una taglia di dieci milioni di dollari, era stato ucciso in un bombardamento Usa. Oggi su un account Twitter attribuito al portavoce dello Stato islamico è comparso l'annuncio che il "califfo" non è morto ma solo ferito, ma esperti occidentali di movimenti jihadisti affermano che l'account descritto come quello di Abu Muhammad Adnani è un falso.
Le autorità civili e militari statunitensi hanno confermato l'attacco a un convoglio dell'Is, ma non sono in grado di dire se al-Baghdadi fosse a bordo e non hanno informazioni di intelligence secondo cui sarebbe stato colpito.
Secondo l'emittente tv, i bombardamenti contro sedi dell'Isis in cui sarebbe rimasto ucciso al-Baghdadi avevano colpito Qaim, cittadina frontaliera tra Iraq e Siria nella regione occidentale di Anbar. Oggi, rapporti di stampa hanno invece affermato che il capo dell'Is e vari suoi luogotenenti sono stati presi di mira nei pressi di Mosul, seconda città irachena nel nord del Paese, conquistata dallo Stato islamico lo scorso giugno.
La "nuova fase" di Obama. Ai primi di agosto, due mesi dopo la sorprendente avanzata dell'Is in Iraq, Obama aveva annunciato l'avvio di raid aerei contro i jihadisti. Alla fine di settembre, i bombardamenti della coalizione si erano estesi anche alla Siria. Oggi il capo della Casa Bianca ha lanciato una "nuova fase" più offensiva, il cui scopo non è più soltanto contenere l'avanzata dello Stato islamico.
Due giorni fa, Obama aveva annunciato l'invio in Iraq di altri 1.500 consiglieri militari, che saranno presto schierati a Bagdad e a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan, dove gli Stati Uniti mantengono forti interessi energetici. L'Is nel giugno scorso si era avvicinato in maniera preoccupante proprio alle linee di difesa curde di Erbil. Obama ha tenuto a precisare che questi consiglieri non combatteranno sul terreno ma serviranno da sostegno alle forze governative irachene e a quelle curde. "Quando saranno pronte ad attaccare l'Is, daremo loro appoggio aereo ravvicinato", ha aggiunto.